Rematine, l’arte raffinata per migliorare la tecnica di nuotata

L’esercizio delle rematine è utilissimo a migliorare presa, assetto del corpo, sensibilità all’acqua e prestazioni in tutti gli stili

Talvolta sottovalutate, le rematine rappresentando un validissimo esercizio di tecnica che non dovrebbe mai mancare in ogni sessione di allenamento in quanto aiutano tantissimo l’atleta agonista ma anche Master e principiante, a migliorare la presa, l’assetto del corpo in acqua, la sensibilità, l’acquaticità, la coordinazione ed il galleggiamento.
Le rematine rappresentano il primo esercizio che viene insegnato dagli istruttori ai principianti per imparare a stare a galla, ma sono anche una parte importante di un allenamento e non dovrebbero mai mancare nemmeno nei riscaldamenti pre gara, proprio per aumentare la percezione all’acqua in preparazione alla competizione.
Le rematine sono un esercizio dunque utile per qualsiasi livello di nuotatore ed oltre ai vantaggi elencati relativamente al miglioramento della tecnica di nuotata, rappresentano anche un ottimo esercizio di Fitness finalizzato a migliorare la tua forma cardiovascolare.

Vantaggi delle rematine praticate in allenamento
Nelle sessioni di allenamento di nuotatori competitivi, aiutano a migliorare la presa, perché se ben praticate, possono aiutare ad aumentare la sensibilità all’acqua influendo sulla posizione della mano durante le fasi di bracciata in tutti gli stili e di conseguenza anche sulla potenza sprigionata nella nuotata che diventa più efficace.

Vantaggi delle rematine praticate nel riscaldamento pre-gara
Praticare rematine prima di una gara, durante il warm-up e come ultima fase di tapering, permette all’atleta di entrare rapidamente “in confidenza” con l’acqua, nella miglior forma possibile ed ottenere un evidente vantaggio sulla prestazione.

Come praticare le rematine
Come già detto, le rematine sono utili per qualsiasi tipo di stile nuotato. Per praticarle durante gli allenamenti, basta posizionare le braccia tese davanti al corpo, con i gomiti leggermente piegati e assicurarsi che i palmi delle mani siano rivolti verso il basso. Successivamente bisogna spostare le mani in un movimento ripetitivo, come se si volesse disegnare una figura in acqua mantenendo però sempre i palmi in pressione sull’acqua.
Il corpo dovrebbe essere orizzontale in acqua e il più possibile rettilineo.

La prima difficoltà che si incontra ne praticare le rematine, può essere l’affondamento delle gambe: per le prime volte che praticate questo esercizio provate ad usare un pull-buoy per sostenerle a galla, ma poi imparate ad usare l’addome e relativi i muscoli per tenere le gambe a galla senza ausili esterni.

Per spostarsi in avanti durante le rematine, bisogna inclinare gli avambracci ed i palmi delle mani verso l’alto e verso il corpo, ricercando la spinta per progredire in avanti. Progredire può essere difficile alle prime volte che si pratica questo esercizio, perché sarà necessario vincere la forza di resistenza dell’acqua contro il corpo, ma si può eludere questo ostacolo appiattendo il più possibile il corpo in acqua. Le rematine possono essere inoltre praticate sul dorso per nuotare al contrario (nella direzione dei piedi).

Una volta acquisito familiarità con le rematine, è possibile aggiungere le palette da dita, le Speedo Biofuse Finger Padlles, che possono contribuire a concentrarsi meglio sulla tecnica, oltre ad offrire maggiore resistenza all’acqua e quindi un allenamento più impegnativo, in particolare per la parte superiore del corpo. Sono infine ottime per gli esercizi dei ranisti esperti.

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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