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Dov’è il bello del Nuoto Master?

Non il risultato di una gara, non la medaglia, ma è la partecipazione che rende vero il Master

Il Nuoto Master è cresciuto e si è evoluto nei suoi oltre trent’anni di storia (si oltre trent’anni per chi non lo sapesse) al punto tale da poter essere oggi considerato una Comunità e come in ogni Comunità esiste il confronto tra le diverse realtà provenienti da tutta Italia e quindi le diversità sociali, di idee e di modi di approcciarsi al nuoto per amatori (si, amatori).

È proprio per questo motivo che la Comunità del Nuoto Master è attraente ed è ugualmente per questo che l’interesse verso il settore è cresciuto sempre di più negli anni, tanto da portare il Circuito Supermaster FIN ad accogliere oltre 130 Meeting in otto mesi di gare in aggiunta ai Campionati Regionali e Campionati Italiani e contare circa 15mila tesserati in tutta Italia ogni anno.

La Comunità prevede sempre differenti modi di pensiero e diversi punti di vista da chi ne fa parte e così è anche quella del Nuoto Master, ma qual è l’unica cosa che accomuna tutti quelli che fanno parte di questa Comunità?

Ve lo siete mai chiesto? Dov’è il bello di fare Nuoto Master? Perché far parte di questa Comunità? Perché ci si tessera come atleti Master anno dopo anno?

Premesso che la lettura qui proposta attraverso questo articolo non è certamente la Bibbia, ma il parere conseguente ad un’osservazione ed un’analisi coerente di quanto esiste ad oggi, considerato che:

  • il successo del Nuoto Master è dato da una partecipazione alle competizioni sempre più elevata
  • l’aumento di tesserati è frutto di un lavoro generale di coinvolgimento da parte degli allenatori e società sportive che parte dallo “sponsorizzare” la possibilità di competere in più appuntamenti disponibili in calendario durante la stagione e per una classifica nazionale a fasce per squadra
  • la voglia di competere in un settore amatoriale dove tutti hanno la possibilità di misurarsi grazie all’esistenza di svariate categorie suddivise in base a fasce d’età è sempre più elevata
  • la modifica dei Regolamenti da parte della FIN ha contribuito a indurre allenatori e società sportive a rafforzare sempre di più la partecipazione alle competizioni agli eventi clou dei propri tesserati
  • il confronto in gara, a prescindere dal risultato individuale e di squadra, è sempre un momento di svago e divertimento

si può concludere che il bello del Nuoto Master è gareggiare!

Non importa se si è in fase di carico o di scarico di preparazione e nemmeno se si ha realmente la possibilità di ambire ad una medaglia o un titolo regionale e nazionale, perché il bello è partecipare!

Partecipare, ovvero essere partecipi di un movimento che oggi rappresenta qualcosa di importante per la Federnuoto, anche se di importanza probabilmente se ne dà ufficialmente ancora poca.

Ma bisogna costatare anche che non tutte le Società Sportive lavorano per fare in modo da far disputare ai propri atleti quante più gare possibili e questo è comprensibile se si fa una considerazione economica e di impegno, ma diventa assurda se invece si fa un discorso di preparazione atletica.

Considerare di non invogliare i propri atleti a gareggiare perché in un determinato periodo si trovano in “carico di lavoro” è molto probabilmente un’assurdità per il Nuoto Master.

Ma secondo l’attuale Regolamento FIN c’è probabilmente un’altra cosa che andrebbe rivista per invogliare tutti a vivere il bello del Nuoto Master, muovendo un passo anche verso chi con passione e grandi sacrifici si impegna durante la stagione ad arricchire il calendario del Circuito Supermaster FIN  attraverso l’organizzazione dei Meeting (cosa non da poco visti i costi): il numero minimo di gare che ogni atleta deve disputare durante la stagione per poter contribuire al punteggio di squadra ai fini della competizione nazionale.

Proporre solo tre gare per poter portare punteggio alla squadra significa che a discapito del bello del Nuoto Master, molte società sono più portate a fare il massimo per coinvolgere i propri tesserati a partecipare soltanto a due manifestazioni durante la stagione.

Ne consegue inevitabilmente che si perde gran parte del bello del Nuoto Master.

Provate ad immaginare se il numero minimo di gare diverse da fare per portare punteggio alla squadra ai fini della classifica nazionale fossero superiori e non di poco a tre cosa ne conseguirebbe.

Ipotizzando un numero di almeno dieci gare diverse ad esempio, magari diminuendo i costi di iscrizione agli eventi, si avrebbe come risultato che oltre ai Campionati Regionali, si avrebbe una partecipazione alta anche in almeno tre Meeting di Circuito Supermaster in aggiunta ai Campionati Italiani, rendendo di conseguenza anche quegli appuntamenti più interessanti perché aumentando la partecipazione e l’interesse, aumenterebbe il confronto, sociale e sportivo, e quindi il bello del Nuoto Master.

A prescindere dalle considerazioni che si possono fare sui regolamenti, resta il fatto assodato che il bello del Nuoto Master è gareggiare, quindi gareggiate Master e non risparmiatevi per fare il meglio che potete nella gara prevista tra quattro mesi, perché il bello di questa Comunità amatoriale non sta nel risultato cronometrico, ma nella partecipazione.

“Gareggiare serve sempre. È il modo migliore per allenarsi, altrimenti l’allenamento rischia di diventare fine a se stesso. Si gareggia anche fuori condizione, anche non al massimo della forma”
cit. Cristina Chiuso

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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