Nuoto, che tipo di Criteria spera di vedere Walter Bolognani

«Mi auguro che siano una celebrazione del nostro movimento giovanile e se arrivano risultati negativi per qualche atleta, non c’è da abbattersi, perché tutti quelli che saranno a Riccione possono già considerarsi parte della crema del nostro nuoto giovanile »

Mancano solo due giorni ormai ai Criteria Nazionali Giovanili 2018 che si disputeranno nello Stadio del Nuoto di Riccione in versione vasca corta da venerdì 23 a mercoledì 28 marzo e che vedranno circa duemila giovani atleti ai blocchi di partenza e per prepararci all’evento nel migliore dei modi e con l’approccio più adeguato, ci siamo confrontati con Walter Bolognani (foto di copertina Deepblumedia), tecnico federale responsabile della nazionale giovanile di nuoto.

Il primo punto che vogliamo toccare è quello della grande assenza di Nicolò Martinenghi che seppure è ormai un atleta Assoluto a tutti gli effetti, fornisce sempre il suo peso a occasioni come queste. Ma a parte la sventura dell’infortunio che gli è capitato, perché nelle occasioni clou dello scorso anno non abbiamo visto lo stesso brillante Martinenghi emerso nella sua fase di esplosione?
«Purtroppo Nicolò ha avuto qualche piccolo problema alle braccia di cui abbiamo preferito non parlare e in conseguenza del quale però ha dovuto stringere i denti per tutta l’estate scorsa, mentre la sua brillantezza attuale è invece inficiata tantissimo dal problema agli adduttori delle gambe come ben noto. Detto questo, la persona Martinenghi mi è apparsa lucida e abbastanza serena, per cui sono certo che ha ancora da terminare quel percorso in ascesa che lo vedrà oltre ai 50 e 100 rana, proporsi anche nei 200 rana, in cui, con il dovuto paragone e rispetto, è molto meglio di Peaty. Il ragazzo si sta allenando ed è seguito com’è doveroso seguire un atleta del suo calibro ed escludo che ci troviamo per l’ennesima volta nella situazione di un atleta che fa il boom a livello mondiale nelle giovanili e che poi non prosegue la sua crescita. Credo che non sarà in grado nemmeno di fare gli Assoluti, a meno che non scelga di disputarli in scala ridotta come capacità prestative. Adesso ci vuole solo un po’ pazienza, ma sono certo che poi tornerà il miglior Martinenghi»

Chiusa la parentesi su Martinenghi, perché capita non raramente che un giovane promettente sparisca dai piani alti?
«Le ragioni possono essere molteplici, perché dipendono da diversi fattori, prima di tutto il passaggio da Juniores di alto livello ad Assoluto di alto livello che conseguono in cambiamenti soprattutto di tipo metodologico e psicologico. Per diventare un vincente negli Assoluti, un forte atleta delle giovanili deve dedicarsi al nuoto in maniera totale e ha bisogno di una maturazione importante che a volte non riesce a essere proposta e non è un’accusa nei confronti dei tecnici che seguono gli atleti. Questo male non affligge soltanto l’Italia ma l’intero globo ed è estremamente complicato da risolvere. Ricordo ad esempio un Paltrinieri perdente a un Mondiale Juniores contro un certo Opinion, americano, che poi è sparito del tutto. Ma ne posso elencare tanti di americani svaniti, soltanto che il problema è che loro hanno un ricambio pazzesco e fuori dalle nostre possibilità, ragion per cui dobbiamo tenerci cari i nostri talenti e studiare le condizioni su cui puntare per far si che questi crescano bene. Sono comunque convinto che se un atleta dimostra di avere talento da giovane, non lo perde sulla strada, deve solo trovare le condizioni ideali per potersi esprimere bene»   

Tra l’altro viviamo in un contesto sociale in cui lo sport non è previsto.
«Purtroppo è così, le scuole non tengono ancora in considerazione l’aspetto sportivo di alcuni studenti e in Italia siamo mancanti di strutture che permettono agli atleti di far bene sia negli studi che nello sport. Per i giovani atleti sorgono varie problematiche, dal dove allenarsi al dover condividere l’allenatore con altri venti atleti, fino al particolare di come mantenersi e grazie a Dio che ci sono i Gruppi Sportivi militari che parzialmente mettono una pezza su quest’ultimo aspetto »

Cosa consiglieresti agli atleti che prendono parte al loro primo Criteria?
«Di goderselo fino in fondo! Ho avuto l’occasione di incrociare pochi giorni fa degli atleti che andranno per la prima volta ai Criteria e ho notato in loro una magia e un bagliore negli occhi di persone che stavano andando a fare il party più bello della loro vita, la cosa più fantastica della loro carriera. Un campionato nazionale per gruppi di età giovanili in vasca corta lo abbiamo solo in Italia, ma così deve essere perché la maggior parte della stagione si fa in vasca corta. Quello che temo è che da una controprestazione o mancato piazzamento ne traggano una delusione sentendo di aver fallito e invece non deve essere così, perché entrando tra quei duemila partecipanti, loro hanno già conquistato un posto nella crema del nostro nuoto giovanile»   

Che cosa consiglieresti invece ai genitori dei ragazzi che prendono parte al loro primo Criteria?
«Ahh, questa è una bella domanda. Sinceramente, osservando le tribune, negli ultimi anni abbiamo fatto dei progressi culturali: i genitori sono diventati più consapevoli e quelle urla insensate, scene di esaltazione e drammi, si sono trasformati in giusta gioia e incitamenti. Credo che le famiglie abbiano iniziato a capire ciò che stanno facendo i loro figli e quindi i genitori possono essere considerati finalmente i nostri migliori alleati per far crescere i ragazzi, confortandoli nel modo giusto nel caso di sconfitta e restando normalmente sereni quando la prestazione è soddisfacente. Le scenate anomale sono sempre di meno fortunatamente»

10_Trofeo_Citt_di_Riccione_005Cosa ti farebbe piacere vedere in questi Criteria 2018?
«Mi piacerebbe vedere lo spessore tecnico della categoria Ragazzi che è quella che fa peso sui Criteria secondo me, perché per gli Junior questa è una fase di passaggio in vista degli Assoluti. Vorrei quindi capire se in categoria Ragazzi abbiamo un movimento, soprattutto femminile, che ci consente di portare avanti la qualità del nostro nuoto a livello internazionale e che abbiamo dimostrato di avere. Ancora non ho chiaro se abbiamo ricambi per l’attuale squadra Assoluta oppure no. Non mi soffermerò sui record infranti, preferendo di analizzare come vengono proposti gli allenamenti, ovvero capire se i colleghi allenatori pongono attenzione su virate, partenze e gestione gara che sono i tre punti fondamentali sui quali si basa la carriera di un atleta, già nelle categorie più giovani. Mi piacerà infine analizzare da quale parte d’Italia arrivano i giovani più promettenti per poter fare una statistica e capire in base a cosa questa può migliorare con l’aiuto della Federazione Italiana Nuoto. Non sono tante cose, ma sono cose veramente significative. Mi auguro che questi Criteria siano una festa, una celebrazione del nostro movimento giovanile»

Cosa speri invece di non vedere ai Criteria 2018?
«Spero invece di non vedere Juniores che fanno record mondiali in vasca corta dimenticando che due settimane dopo si giocano la stagione in vasca lunga agli Assoluti, o meglio, Juniores che vadano forte ai Criteria per poi mancare l’appuntamento più importante per loro rappresentato dagli Assoluti. Spero infine di non vedere colleghi allenatori giovani che esasperano troppo i risultati che verranno fuori da questi Criteria, un aspetto che inficia negativamente quando poi ci confrontiamo a livello internazionale»

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Paco Clienti

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