Nuoto e costume da gara, riflessioni che portano a una scelta ben precisa

Chi ha più variabili da considerare nella scelta del costumone è sicuramente la donna, ma per tutti il primo costumone non si scorda mai!

C’è chi non dimentica la prima volta in cui ha marinato la scuola, chi invece non dimentica la prima volta che si è innamorato, chi non dimentica la prima volta che ha sofferto per amore e poi ci siamo noi nuotatori che non dimentichiamo la prima volta che abbiamo sofferto, non per amore, ma per il costumone!

La prima volta che si indossa il costumone…no, fermi tutti! La prima volta che si prova a infilare IL costumone, così va meglio, non si scorda mai. È una di quelle sensazioni che ti resta attaccata alla pelle, un po’ come l’odore del cloro che non va via neanche con tre docce di fila usando sgrassatore chanteclair come bagnoschiuma. I più fortunati, quelli nati intorno al 2000, non hanno provato l’ebrezza di far salire il costume superbody utilizzando dei sacchetti per surgelati o simili. Ebbene si, c’è chi li compra per conservare alimenti nel freezer e chi invece li usava come glidanti per far salire il costumone gommato.

Tutti i nuotatori agonisti, a partire dalla categoria Ragazzi, indossano un costumone durante le competizioni di nuoto. A oggi quello che succede a bordo vasca sembra quasi una sfilata di moda durante la fashion week alla ricerca dell’ultimo grido, che metta insieme funzionalità tecniche e gusto personale con colori e fantasie che ormai non hanno limiti. I tempi dei costumi esclusivamente neri sono terminati da un pezzo ormai!

Ma chi decide di comprare un costumone sa realmente a cosa va incontro? L’esperienza personale mi porta a dire di no. Innanzitutto partiamo dal primo problema che affligge una neofita che si sta avvicinando al mondo tenebroso del “costumone” (immaginatelo pronunciato in stile “Il Conte Dracula“) in tutte le sue versioni: qual è il modello che più fa per me?

Parlando soprattutto di costume da gara femminile, nessuno può dirlo fin quando personalmente non si testerà il costumone, magari in acqua. C’è chi preferisce il modello “open back” per una maggior libertà di movimento e chi invece preferisce un “close back” per scivolare meglio in acqua, ma in realtà tutti sappiamo che questi ultimi vogliono sentirsi un pò come Houdini nella scatola metallica a tre metri di profondità immerso nel Danubio per poi riuscire nell’impresa successiva di liberarsi dal costumone.

Di linee e modelli ce ne sono tanti in base alla fascia di prezzo che si è disposti a investire: è come comprare un auto! Quest’anno ad esempio, per ampliare la scelta che già offriva, la Speedo è scesa in campo con un nuovo costume, l’LZR Element, che offre una buona qualità a un prezzo molto allettante clicca qui per scoprire di più – ma come dicevamo, la scelta è ampia tra fasce di prezzo e marchi.

Subito dopo il dubbio esistenziale riguardante il modello ad hoc, segue un altro punto cruciale della strada verso l’acquisto del costumone perfetto: quale sarà la mia taglia?
Magari fosse semplice come l’acquisto di una felpa in una qualsiasi catena d’abbigliamento in cui tanto più larga è la felpa, tanto è meglio, perché l’oversize è di moda negli ultimi anni. Ebbene no! La taglia del costumone è inversamente proporzionale al rapporto felpa larga = moda e comodità: più stretto è il costume e più efficace e funzionale sarà! Non importa se la circolazione del sangue agli arti inferiori è momentaneamente interrotta, se per le donne c’è un peso sulle spalle nel senso figurato dell’affermazione, se magicamente per le donne il seno scompare e se gli uomini devono provare l’ebrezza della depilazione per farsi entrare il fido compagno di gara: contro tutto e tutti, il costumone è un pezzo fondamentale nella vita del nuotatore.

Quando si è dinanzi ad un costumone immolato che sta per essere da voi indossato per la prima volta, si tende a pensare “Ho sbagliato negozio, per chi è questa tutina bebè 10-12 mesi? Non mi entrerà mai!”.
Ma “Don’t worry, be courageous ” perchè come per magia ecco che dopo “solo” quindici minuti tra gocce di sudore freddo, rassegnazione, talco e altri aiuti, eccolo che sale su. Non è stato per niente un lavoraccio. Si, certamente non lo è stato.

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Se per gli uomini la fase di indossare il costumone prima della gara è ormai una prassi che non dà troppi problemi visti gli attuali jammer, per le donne è ancora un discorso a parte. Il livello “master plus” sta nel trovare un giusto costumone e una giusta taglia che scenda a pennello su gambe, fianchi, petto e spalle e non è facile.

Tutti gli uomini del pianeta si interrogano sul perché le donne vanno sempre in bagno in due, ma per gli uomini del mondo clorato la risposta è semplice e ovvia: per aiutarsi ad infilare il costumone!
Si, perché care donne alle prime bracciate competitive, indossare un costume da gara da sole è praticamente impossibile, a meno che il costumone non sia stato usato più e più volte ed è quindi un costumone “stanco” di opporvi resistenza. Si narra che le migliori amicizie acquatiche siano iniziate con un “vuoi una mano a infilare il costumone?”. Tutto il resto è storia.

Se tu lettore, ancora non hai provato l’ebrezza del costumone, non lasciarti scoraggiare dalle parole di chi è stato vittima prima di te: in stile Mary Poppins “Basta un po’ di talco e il costumone va su”. E se siete indecisi tra il mare di costumoni che ci sono in commercio, sappiate che è una scelta che si basa sulle esigenze tecniche, ma sulla quale gioca anche un fattore importante: l’amore a prima vista.

Non siamo noi a scegliere il costumone, ma è il costumone a scegliere noi!

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Rosaria Oliviero

Studentessa presso la Facoltà di Farmacia e appassionata swimmer! Un passato da agonista ed un presente da nuotatrice Master la spingono a seguire il nuoto in tutte le sue sfaccettature