Matteo Giunta a 360 gradi sui suoi atleti, “Il futuro di Federica Pellegrini sui 100 stile è da valutare a fine stagione”

Dalle parole del tecnico della veneta sembra trapelare uno spiraglio di possibilità di rivederla nei 200 dal prossimo anno, mentre sugli altri c’è ancora da lavorare per ottenere il salto di qualità

Un bilancio completo quello del Tecnico Matteo Giunta dopo gli Assoluti di Riccione, che hanno visto Federica Pellegrini a un passo dal Record Italiano nei 100 dorso ma in affanno nei 100 stile libero sui quali ha puntato veramente, una specialità che in ambito internazionale vede prestazioni cronometriche ancora abbastanza lontane dai tempi che nuota la vincitrice di tutto dei 200 stile. In tal senso, il futuro della Pellegrini velocista è tutto da valutare a fine stagione, quando si avranno disponibili tutti i riscontri ottenuti, considerato anche che un atleta della sua età non ha certamente facilità a trasformarsi in una velocista dopo aver nuotato un’intera carriera distanze maggiori, dai 200 agli 800 stile.

Sugli altri atleti, da Sabbioni alla Zofkova, c’è da lavorare ancora molto per fare il salto di qualità, la il tecnico pesarese è sicuro di tirare fuori il diamante da ognuno dei suoi.

Cominciamo da Federica Pellegrini: se davvero non la vedremo più nei 200 stile, quanto sarà difficile vederla competitiva a livello internazionale nei 100 stile?
«Onestamente valuteremo lungo la stagione dove potremo arrivare nei 100 stile allenandoli in maniera mirata. Quest’anno voglio che lei sia serena e si focalizzi sui 100, poi tireremo le somme alla fine della stagione e come ogni anno decideremo insieme gli obiettivi per la stagione successiva»

Un velocista ha bisogno anche di esplosività che Federica non è abituata ad avere non venendo da quel tipo di distanza che la prevede
«Purtroppo non possiamo allenare l’esplosività fuori dall’acqua perché preferiamo preservare la sua integrità fisica. In passato ha avuto determinati problemi e non possiamo rischiare di inciamparne in altri, cercando però di ottimizzare certi aspetti che già rispetto all’anno scorso sono migliorati»

Ma è veramente possibile trasformare un atleta di 30 anni facendola diventare una velocista?
«Il nuoto è uno sport atipico rispetto ad altri sport di prestazione perché hai a che fare con l’acqua, un elemento che sposta tutte le varianti che ci sono al di fuori dell’acqua. Abbiamo visto Scozzoli fare il suo personale nei 100 rana, quindi credo ci sia sempre margine. Penso che Federica possa fare meglio, mentre dove può arrivare lo vedremo»

Non abbiamo visto al momento un buon ricambio nei 50, 100 e 200 stile: come mai secondo te?
«I 100 e 200 stile sono le gare più difficili da preparare e al momento abbiamo difficoltà. Pare che anche a livello giovanile ci sia poco materiale umano sul quale lavorare. Come dico sempre, non basta solo allenare un atleta ma devi anche avere una Ferrari grezza da poter poi portare ad alti livelli. Faccio un esempio: se tutti fossero bravi ad allenare la partenza come la prepara Caleb Dressel, sarebbero tutti bravi come lui e invece di Dressel ce n’è uno solo al momento. La qualità è alla base di un successo e poi deve essere bravo l’allenatore a tirare fuori il diamante dalla roccia»

Simone Sabbioni è invece apparso leggermente in ombra dopo una stagione in vasca corta molto positiva. Come va gestita la sua condizione adesso?
«Dopo la stagione invernale, sapevamo già che aumentando i carichi e volumi di allenamento avremmo incontrato difficoltà. Per me è un atleta nuovo che in questi tre mesi di lavoro mi ha dato molti feedback che mi serviranno per portarlo nella migliore delle condizioni agli Europei di Glasgow. La cosa positiva è che è un atleta abituato a dare sempre il 100%, a volte anche esagerando in alcune situazioni e questo mi permette di avere un quadro completo e chiaro di quanto abbiamo fatto e dove andare a sistemare certe cose. Non sono preoccupato perché mi aspettavo di trovarlo in queste condizioni perchè non abbiamo potuto seguire una preparazione come volevo a causa di un eccessivo affaticamento in cui lui si trovava. L’obiettivo è comunque centrato perché la qualificazione per gli Europei è arrivata e quindi adesso possiamo lavorare con serenità e sono fiducioso che possa fare bene»

Passiamo a Luca Pizzini, un bel riscontro nei 200 rana?
«Andare sotto i 2’10” è sempre bello ed è la seconda volta che lo fa a un Campionato Italiano. Forse ha spinto troppo nella prima parte, ma sono contento del risultato. Il lavoro per Luca è stato fatto in maniera abbastanza soft nella prima parte di stagione, seguito da carichi medi prima degli Assoluti. Adesso lo aspettano carichi più intensi alla ricerca di quel 2’08” che potrebbe valere qualcosa di importante agli Europei»

Aglaia Pezzato è apparsa invece un po’ in difficoltà…
«Anche Aglaia è per me un atleta del tutto nuova e anche con lei ho dovuto capire come risponde agli allenamenti. Ho osservato che fa difficoltà a sostenere certi carichi di lavoro in allenamento e anche lavori qualitativi perché evidentemente faceva cose nettamente diverse da quelle che fa con me. Dovrò anche con lei sistemare alcune cose e probabilmente per portarla a fare quello che vorrei facesse, ci deve essere un po’ più di progressione nella sua preparazione. Forse ho voluto troppo e subito ma l’obiettivo è portarla a un livello superiore a quello dal quale arriva. Vedremo di fare un bel Sette Colli per provare a conquistare un posto per Glasgow»

Sei contento invece dei riscontri di Carlotta Zofkova?
«Ha fatto il suo personale nei 50 dorso che mi ha soddisfatto molto, mentre pensavo facesse quel decimo in meno nei 100 dorso che le avrebbe portato la qualifica per gli Europei. Purtroppo ha sbagliato la virata impostandola molto lunga, ma a parte questo sono abbastanza soddisfatto dei suoi risultati arrivati quest’anno, in cui ha sempre mostrato un buon livello. Anche lei deve fare il salto di qualità, seppure non sarà facile. Deve lasciarsi un po’ andare rispetto a quelle che erano le sue abitudini»

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Lorenzo Giovannini

Lorenzo Giovannini
Dipendente di un’azienda farmaceutica di Prato. Ha un passato da agonista e dal 2010 partecipa al Settore Master. Reporter sul piano vasca.

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