Nuoto, Nicolò Martinenghi agli Assoluti da spettatore, ma ancora per poco

Non era una semplice infiammazione all’adduttore che affliggeva il giovane prodigio Azzurro, ma una frattura da stress

Una frattura da stress al pube di sinistra, è il risultato degli accertamenti fatti da Nicolò Martinenghi dopo che per oltre sei mesi si è portato dietro il fastidio muscolare all’adduttore che si pensava essere una semplice infiammazione. E invece no, il problema purtroppo è molto più serio e ha costretto il 18enne del Nuoto Club Brebbia e Fiamme Oro Roma allenato da Marco Pedoja, campione del mondo juniores in carica nei 50 e 100 rana, a fermarsi per avviare la procedura di recupero più adeguata a rivederlo in vasca come tutti lo conoscono.

Dopo che il dolore non ne voleva sapere di abbandonarlo, il primatista mondiale juniores dei 50 e 100 rana e primatista italiano dei 100 rana in vasca lunga, ha deciso a gennaio insieme al suo staff e a quello Federale di fare una risonanza magnetica, dalla quale sembrava avesse una pubalgia molto generica, ma il dolore non andava via e intanto l’atleta continuava ad allenarsi, accusando però sempre più fastidio, fino a quando non ha fatto un esame un po’ più approfondito in cui è stato riscontrato che invece c’era una frattura.

«Attualmente sto bene, soprattutto psicologicamente – racconta Martinenghi – Fisicamente un po’ meno, ma adesso l’importante è guarire ed essere in forma per giugno»

In questo momento stai quindi nuotando molto poco?
«Sto lavorando solo sulle braccia da tre mesi. Se provo a usare le gambe ho paura di spingere e quindi preferisco non rischiare ed essere paziente per attendere i tempi di recupero senza affrettare»

La Federazione ti ha dato qualche rassicurazione a riguardo degli Europei?
«Fortunatamente si, abbiamo parlato diverse volte da inizio anno, mi stanno aiutando tanto e mi hanno dato serenità. Ovviamente bisognerà vedere in che condizioni arriverò ad agosto e fare delle valutazioni, ma sono fiducioso»

Quando avete programmato di riprendere il nuovo ciclo di allenamento?
«Il problema è che non possiamo programmare, ma solo monitorare il mio recupero giorno dopo giorno. Adesso mi interessa solo guarire senza farmi delle aspettative, anche perché non so quando sarò in grado di nuotare forte»

Che tipo di cure stai seguendo?
«Sto facendo delle sedute di onde d’urto a Milano, magnetoterapia a casa e poi vado due volte a settimana dal fisioterapista per fare in modo che l’osso si riscostruisca»

Avete provato ad analizzare le cause di questo infortunio?
«Si, ma non siamo riusciti a capire la causa, anche perché ho iniziato ad accusare il dolore a giugno e pensando che si trattasse di un problema all’adduttore, prendevo antidolorifici per continuare ad allenarmi per il Sette Colli, Europei Juniores, Mondiali e Mondiali Juniores. Dopo un po’ di riposo pensavo di stare meglio a settembre e invece a dicembre ho accusato un dolore molto forte e lì ho deciso di approfondire. Questa esperienza negativa mi permetterà di maturare e capire che una carriera sportiva non può essere sempre facile e talvolta ci possono essere anche problemi da affrontare e risolvere. Non bisogna abbattersi e io sono sicuro di tornare presto con nuove motivazioni»

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine

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