Nuoto, Silvia Di Pietro prepara con costanza il recupero post infortunio

La romana è in riabilitazione a tre mesi dall’intervento che l’ha bloccata per l’intera stagione, «È presto per fare previsioni, quando avrò l’ok, inizierò a fare carichi intensi e si potrà valutare il primo obiettivo da perseguire»

L’ultima volta ai nostri microfoni, l’avevamo lasciata in balia di quel fastidioso infortunio che l’ha tenuta ferma per più di otto mesi, in una stagione che difatti mai è cominciata per la velocista romana Silvia Di Pietro. Tante le sofferenze e i bocconi amari da dover digerire per quel maledetto infortunio al tendine rotuleo, ovvero quel fascio di fibre muscolari che collega la rotula con la parte superiore della tibia.

Un fulmine a ciel sereno che arrivò qualche mese dopo dalla grande affermazione dell’atleta in campo internazionale con quel favoloso Mondiale in vasca corta di Windsor 2016 che proiettò la 24enne romana del Circolo Canottieri Aniene e CS Carabinieri tra i big Azzurri di sempre, dopo le vittorie di tre argenti e un bronzo ed il record italiano dei 50 stile libero, realizzato prima con il crono di 23″92 nella 4×50 stile libero che lancia al bronzo mondiale, diventando la prima donna italiana ad abbattere il muro dei 24 secondi sulla distanza, e poi poco dopo nella finale individuale nuotando in 23”90 vincendo la sua prima medaglia individuale ad un mondiale.

Oggi finalmente, a distanza di quasi tre mesi dall’operazione, ritroviamo una Di Pietro più forte che mai e determinata a recuperare subito il terreno perso. Difficoltà, timori e pensieri avvolgono sempre una persona in momenti di difficoltà come questi, ma una grande tempra morale associata ad una consapevolezza dei propri obiettivi, funge da collante e carburante per non mollare la presa.

Riflessioni, speranze o anche timori, cosa hai pensato in quei momenti che eri in ospedale?

«Ho provato emozioni contrastanti ma nessuna di queste era la calma! – racconta Silvia – Avevo atteso molto la data dell’intervento e se da una parte non vedevo l’ora perché era finalmente il punto di snodo di una situazione ormai snervante, dall’altra ero terrorizzata (chi mi conosce sa quanto sia sensibile all’idea del bisturi). È chiaro che negli istanti prima ho un po’ rivissuto tutto dall’inizio e mi sono chiesta dentro di me come sia successo tutto questo in un momento splendido della mia carriera ma fremevo dalla voglia di guarire e quindi ho smesso di guardare indietro. Fortunatamente il dott. Camillieri ha fatto un ottimo lavoro in sala operatoria e l’intervento è andato bene»

Come procede oggi a quasi tre mesi dall’operazione?

«A poco più di tre mesi dall’intervento faccio regolarmente riabilitazione, cammino senza zoppia ma ancora non nuoto senza la limitazione del tutore. Alterno giorni di miglioramento a giorni di dolore più intenso ma fa parte del gioco, il processo di guarigione sta andando bene e sono nei tempi previsti»

Quanto è difficile tornare ad allenarsi e fare cose che prima si facevano facilmente mentre adesso sembrano difficili?

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«Si è piuttosto dura. È dura riatletizzarsi dopo un lungo stop in generale ma in questo caso riiniziare a camminare, fare le scale e muovermi con fluidità e naturalezza dentro l’acqua sono stati traguardi importanti. Per ora sto nuotando ancora con il tutore che limita quasi a zero il colpo di gambe e per pochissimi chilometri 4 volte a settimana, più che altro per riprendere sensibilità con l’elemento. Il lavoro più importante al momento lo faccio durante la riabilitazione con il mio fisioterapista e a secco sempre con il mio allenatore Mirko Nozzolillo»

Dopo il lungo stop, in che modo ti vengono in aiuto gli integratori che abbiamo visto in qualche foto che hai postato su instagram?

«Nonostante l’inattività a livello agonistico, in questi mesi sono costretta a lavorare molto sul mio corpo, si deve rigenerare e devo renderlo di nuovo efficiente e pronto per quando tornerò a sostenere allenamenti intensi. In questo c’è sempre EthicSport che mi sostiene»

Quando è previsto il primo carico intenso e qual è il primo traguardo da inseguire in questa fase di rientro in gara?

«È ancora molto presto per fare previsioni di tipo tecnico. Quando sarò in grado ed avrò l’ok dall’ortopedico e lo staff, per tornare ad una normale attività in acqua e fuori, allora progressivamente, con cautela e senza inutile fretta, inizierò a fare carichi intensi di lavoro. Io non vedo l’ora e spero questo succeda la prossima stagione. Naturalmente solo in quel momento si potrà valutare il primo obiettivo da perseguire»

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.