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Perdere peso, quando il nuoto diventa efficace

Per ottenere risultati bisogna praticare l’attività sportiva in un range aerobico

Tutti più o meno ci siamo trovati almeno una volta a pensare di dover perdere peso: vuoi la golosità nel consumare cibi non del tutto sani, vuoi la sedentarietà che tiene alcune persone legate al divano, il problema peso è un fattore abbastanza comune.

La parola d’ordine diventa dieta alimentare, ma se alla dieta non viene associata un’attività sportiva praticata regolarmente, si finirà per rincorrere diversi tipi di diete volta dopo volta.
Tra i migliori sport da abbinare alla dieta c’è indubbiamente il nuoto, ma bisogna praticarlo in un certo modo affinchè si possa perdere peso. Come ormai sappiamo bene, il nuoto è uno sport completo perché coinvolge tutti i muscoli e presenta un basso impatto sulle articolazioni perché si pratica in acqua, ma non sempre aiuta a perdere peso.

Infatti, il nuoto diventa molto efficace per perdere peso soltanto se viene praticato in un range aerobico, ovvero tra il 60 e l’80% della propria frequenza cardiaca massima, perché è solo in questo range che si bruciano lipidi, cioè i grassi.
Se, infatti, la frequenza cardiaca è inferiore, l’allenamento diventa poco impegnativo con la conseguenza di non bruciare molte calorie, mentre se la frequenza cardiaca è maggiore, l’allenamento si definisce anaerobico e il carburante bruciato dal nostro organismo non sono più i grassi ma il glicoceno, cioè i carboidrati.

Come si fa a tenere sotto controllo la frequenza cardiaca massima?
In premessa bisogna dire che la frequenza cardiaca massima varia in base all’età dello sportivo. Detto questo, ci sono diverse formule per calcolare la frequenza cardiaca massima e una delle più utilizzate è questa:

frequenza cardiaca massima = 220 – età della persona in numero di anni

Ad esempio una persona di 40 anni calcolerà 220 – 40 = 180 battiti al minuto.

Ci sono molte altre forumule per calcolare la frequenza cardiaca massima, una delle quali molto osservata negli Stati Uniti prevede:

  • frequenza cardiaca massima = 214 – 0,8 x (età in anni) per gli uomini
  • frequenza cardiaca massima = 209 – 0,7 x (età in anni) per le donne

Il risultato sarà comunque analogo.

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Nel caso dello sportivo di 40 anni, per allenarsi in un range aerobico, dovrà quindi mantenere una frequenza cardiaca compresa il 60 e l’80% di 180 BPM, ovvero tra 108 e 144 BPM.

La miglior cosa da fare in qualsiasi allenamento, è utilizzare uno swim tracker, come ad esempio il Samsung Gear Fit 2 Pro che oltre a seguire i progressi dell’atleta e consigliare nuovi allenamenti per migliorare grazie alla app Speedo On incorporata, fornisce costantemente anche la frequenza cardiaca, così da poterla controllare in qualsiasi momento, senza rischiare di uscire fuori dal contesto dell’allenamento che si sta seguendo.

Oltre alla frequenza cardiaca, anche la durata dell’allenamento incide sulla possibilità di bruciare grassi e perdere peso.
Un allenamento aerobico permette all’organismo di briciare grassi solo dopo circa venti minuti di pratica continua, senza pause lunghe, poiché nel periodo precedente, vengono bruciate prima le riserve di carboidrati.

Quanti allenamenti a settimana servono per perdere peso?
Considerando che si segue parallelamente anche una dieta alimentare, sono sufficienti due allenamenti settimanali da almeno 45/50 minuti. Con tre allenamenti settimanali si può invece ottenere una migliore condizione atletica oltre alla perdita di peso.

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