Filippo Magnini squalificato per quattro anni!

Arrivata poche ore fa la sentenza che interessa anche Michele Santucci e il dottor Porcellini, squalificato per trent’anni 

Dopo esattamente cinque mesi dalle accuse avanzate in seguito alle indagini avviate dalla Procura antidoping NADO Italia, a ottobre dello scorso anno – clicca qui per saperne di più – l’Azzurro Filippo Magnini è stato squalificato per quattro anni.
L’ex atleta era stato accusato di violazione dell’articolo 2.2 “uso o tentato uso di sostanze dopanti” e dell’articolo 2.9 “favoreggiamento” sulla base degli atti dell’inchiesta della Procura della Repubblica di Pesaro nei confronti del medico nutrizionista Guido Porcellini, insieme all’altro Azzurro Michele Santucci, anch’esso squalificato per quattro anni. Successivamente, dopo sette mesi, il nuovo Procuratore capo Pierfilippo Laviani aggravò la posizione di Magnini aggiungendo alle due violazioni anche quella che riguarda l’articolo 2.8, ossia “somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata”, accuse a causa delle quali la Procura di Nado Italia notificò alla FIN e al Circolo Canottieri Aniene quale Società di appartenenza di Filippo, la richiesta di otto anni di squalifica, mentre già in prima fase erano quattro gli anni di squalifica richiesti per Michele Santucci, al quale viene contestata la violazione del solo 2.2 del codice Wada.

Fino a oggi quel che è stato reso noto è che l’indagine si basava su sospetti e intercettazioni alle quali erano state date interpretazioni, con l’impegno di approfondire le indagini per chiarire la posizione dei due atleti.
Il risultato è oggi la punizione, accertata anche per il dott. Porcellini che è stato invece squalificato dall’operare la professione per trent’anni! Dei tre capi di accusa, pare che Magnini sia stato assolto soltanto da quella che riguarda l’articolo 2.8, ossia “somministrazione o tentata somministrazione di sostanza vietata”, ragion per cui probabilmente la squalifica sarebbe stata dimezzata rispetto a quanto richiesto in origine, ma per chiarire ulteriormente bisogna attendere l’ufficialità data dalla Nado Italia e dal CONI.

Agli atti ufficiali ricordiamo che non sono mai state riscontrate sostanze dopanti nell’organismo del campione Filippo Magnini a seguito dei diversi controlli che ha subito durante la sua attività agonistica che lo stesso atleta ha sempre definito pulita, ritenendo con parole sue che «L’apertura dell’accertamento della NADO Italia è un atto dovuto rispetto alle indagini penali su Porcellini. Gli inquirenti hanno già accertato la mia estraneità ai fatti. Questa è solo la normale prassi che svolge la procura antidoping»

Da anni in prima linea proprio per la lotta contro il doping nel nuoto facendosi portavoce della campagna “I am doping free” mirata a sconfiggere il doping, il 36enne di Pesaro dovrà adesso decidere se difendersi ulteriormente e richiedere appello alla sentenza emanata poche ore fa, per la quale si resta in attesa delle motivazioni precise che portano alla decisione di squalifica per quattro anni contro gli otto richiesti in prima fase.

A rischio una carriera brillante, fatta di due ori mondiali vinti nei 100 stile libero, una medaglia di bronzo olimpica con la 4×200 stile e tante altre conquiste che lo hanno portato a diventare uno degli atleti più importanti del nuoto Azzurro e Mondiale e tutti i contratti di partnership che attualmente sono in vigore.

Aggiornamento: pubblicata la notizia ufficiale sul sito della Nado Italia – clicca qui – in cui si conferma la squalifica per i capi di accusa dell’art. 2.2 delle NSA per affermata responsabilità dello stesso e che sono escluse le violazioni di cui agli artt. 2.8 e 2.9, infliggendogli la squalifica di quattro anni a decorrere dal 6 novembre 2018 e con scadenza al 5 novembre 2022.

Su Instagram si sta intanto scatenando l’ira degli appassionati che commentano con insulti e pensieri deludenti il pesarese su post che non riguardano l’argomento.

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Paco Clienti

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