Si chiude col botto la sesta serata delle Universiadi di Napoli che regalano anche l’oro di Silvia Scalia nei 50 dorso portando gli Azzurri al quinto posto del medagliere

Ancora emozionato per l’oro vinto da Silvia Scalia nei 50 dorso – clicca qui per saperne di più – il pubblico delle Universiadi di Napoli ha però ancora fame di medaglie e le richiama a gran voce con un tifo straordinario che non può che lasciar immaginare quanto sarebbe bello riavere un Europeo in Italia vincendo la candidatura di Roma avanzata dalla Federnuoto per l’edizione del 2022.

Dopo il titolo vinto dalla Scalia nei 50 dorso, arrivano i bei risultati nelle semifinali dei 200 farfalla femminili che vedono combattive entrambe le Azzurre in gara, con la Capitana della Nazionale Azzurra Alessia Polieri che nuota il terzo tempo con 2’10”27, migliorando il nuovo personale stagionale di 42 centesimi, e la medaglia di bronzo dei 400 misti durante queste Universiadi Ilaria Cusinato, che chiude quarta in 2’10″63, secondo miglior crono stagionale dietro il 2’09”51 fatto agli Assoluti. Servirà ad entrambe nuotare vicino ai propri personali, rispettivamente 2’07”49 nuotato agli Europei di Londra 2016 e 2’08″78 nuotato agli Italiani Assoluti primaverili del 2018, per puntare a un risultato importante nella finale di domani. La più veloce è stata la statunitense Dakota Luther con 2’08″15.

La finale dei 50 rana maschili, priva di Azzurri in gara, va al russo Prigoda come da pronostico, con il crono di 26”99, unico sotto i 27 secondi.

Strappa un posto utile per la finale di domani sera dei 50 stile libero femminili con un’ottima prestazione Nicoletta Ruberti, che nuota il settimo crono di qualifica con 25″43, a solo un centesimo dal personale segnato quest’anno e a 29 dal personale assoluto del 2018. Si ferma invece Aglaia Pezzato, 11esima con 25″73, a 32 centesimi dal personale, mentre il miglior crono lo nuota la tedesca Jessica Felsner con 25”01.

La serata termina con un’atmosfera quasi magica, che vede il pubblico di Napoli accompagnare la 4×200 stile Azzurra con un inno da stadio, che fa letteralmente vibrare la platea della Scandone e fa rabbrividire atleti, addetti ai lavori e appassionati.

Ad aprire è Mattia Zuin che nuota una bella frazione in 1’48″36, a 12 centesimi dal crono segnato nelle qualifiche del mattino e a 30 centesimi dal personale, dando il cambio a Matteo Ciampi che nuota in 1’47”03 ingaggiando un entusiasmante spalla a spalla con gli americani, registrando la seconda posizione a metà gara.

In terza frazione parte all’attacco Alessio Proietti Colonna che nei primi 100 metri guadagna addirittura la testa della finale, facendo esplodere la Scandone, per poi ritornare in seconda linea dietro gli atleti a stelle e strisce. Frazione nuotata in 1’48”72 per dare il cambio a uno scatenato Stefano di Cola che va all’assalto degli USA nuotando con un ritmo impressionante. Non basta però la bella frazione in 1’46”32 per riacciuffare gli avversari, chiudendo però con una bella medaglia d’argento con il crono finale di 7’10”43 davanti all’Australia con 7’14”75 e subito dietro agli USA con 7’09”77.

“Sono un po’ deluso dal risultato finale, speravo in un oro e ci credevamo tutti – ha commentato Ciampi ai microfoni di Swim4Life Magazine – Credo in ogni caso che nessuno dei quattro frazionisti possa recriminarsi nulla, perché tutti abbiamo dato il massimo”

“Ci ho provato fino all’ultima bracciata a recuperare gli americani e vincere – ha commentato di Cola ai microfoni di Swim4Life Magazine – Ci credevamo, volevamo battere gli americani e ci siamo quasi riusciti. Ci riproveremo”

“In acqua mi sono sentito bene – ha commentato Zuin ai microfoni di Swim4Life Magazine – Speravo personalmente di poter migliorare il crono nuotato stamattina, ma purtroppo non ce l’ho fatta. Arriva comunque una medaglia importante, anche se l’oro sarebbe stato meglio”

“Siamo sul podio, è un buon risultato, ma non bisogna mai accontentarsi – prosegue Proietti Colonna ai microfoni di Swim4Life Magazine – L’oro era la medaglia che ci aspettavamo e ci abbiamo provato, ma gli americani sono stati più bravi. Non ci fermiamo però certamente qui, guardando avanti per fare meglio in futuro”

Il pubblico gradisce, applaude i suoi eroi e i festeggiamenti del quartetto sul podio, terminano con il lancio delle cuffie sugli spalti.

L’argento vinto con la 4×200 maschile e l’oro di Silvia Scalia nei 50 dorso, portano l’Italia al quinto posto del medagliere con un totale di dieci metalli vinti, quando manca una sola giornata alla conclusione delle Universiadi.

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