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Nuoto, si chiude un mondiale stellare, l’ultimo di una eterna Federica Pellegrini

Ultima giornata ricca di sorprese, con il Record Mondiale di Regan Smith nei 100 dorso della staffetta e la vittoria della Gran Bretagna maschile con Record Europeo. Record Italiano della 4×100 mista femminile, Italia sesta nel medagliere e quinta nella classifica per nazioni, è record!

Cala il sipario sul Nambu Aquatics Centre di Gwangju dopo l’ultima giornata di un Mondiale di Nuoto stellare, ricco di sorprese, primati, ben dieci mondiali, 23 continentali, sette record dei campionati e tre record mondiali junior e spettacolo che non è mai mancato in otto giornate di Campionati.

Gli Azzurri hanno superato tutte le aspettative, riscrivendo la storia con il nuovo miglior medagliere mai ottenuto a un Mondiale vincendo tre ori, due argenti e tre bronzi: sesta nel medagliere dietro Cina, USA, Australia, Ungheria e Russia e quinta nella classifica per nazioni dietro Cina, USA, Australia e Russia.

Vincitori delle ultime medaglie italiane sono stati nell’ultima giornata il baby fenomeno Benny Pilato con l’argento ne 50 rana – clicca qui per saperne di più e Gregorio Paltrinieri con il bronzo nei 1500 stile libero clicca qui per saperne di più due gare incerte fino all’ultimo e molto combattute, a vantaggio del divertimento del pubblico e dei tifosi da casa.

La finale dei 50 dorso maschile è stata la gara che ha aperto l’ultima serata, una finale completamente diversa rispetto a quella di due anni fa vinta dal francese Camille Lacourt che poi si è ritirato, con il solo cinese XuJiayu che figura tra i finalisti così come a Budapest.

Il 19enne russo primatista mondiale e campione europeo in carica Kliment Kolesnikov inciampa in una partenza pessima in fase di slancio e si vede in un attimo indietro di un metro sugli avversari e non basta la progressione impressionante che tira fuori di rabbia per ricucire il gap, chiudendo terzo con 24”51 gettando letteralmente via un oro nella gara che lo vedeva ampiamente favorito. Ne approfitta il sudafricano Zane Waddell che tira fuori la gara della vita chiudendo davanti a tutti in 24’’43 precedendo di un niente il russo campione in carica dei 200 e argento nei 100 dorso, Evgeny Rylov in 24”49.

La finale dei 50 stile libero femminile vedono ancora una sorpresa, l’ennesima di questi campionati. Tutto lasciava presagire un testa a testa tra la svedese campionessa mondiale dei 50 farfalla Sarah Sjoestroem e la velocista australiana Cate Campbell, ma così come accaduto nella finale dei 100 stile libero è ancora una volta l’argento olimpico della distanza Simone Manuel a tirar fuori il coniglio dal cilindro chiudendo il cinquantino davanti a tutte in 24’’05, beffando proprio le due favorire Sjoestroem e Campbell, rispettivamente argento in 24’’07 e bronzo in 24’’11. Si deve accontentare del quarto posto e della medaglia di legno per un solo centesimo la campionessa olimpica Pernille Blume con 24’’12.

Nessun Azzurro nelle due finali dei 400 misti. A imporre la legge del più forte nella gara maschile è il nipponico bronzo iridato in carica Daiya Seto con 4’08”95, che nonostante una frazione stile libero da 1’00’’06 certamente non impeccabile, ha preceduto di appena 27 centesimi lo scatenato statunitense Jay Litherland, argento in 4’09’’22 e il neozelandese Lewis Clareburt, bronzo in 4’12’’07.

Al femminile si impone ancora una volta la “lady di ferro’’ Katinka Hosszu con 4’30’’39 precedendo la cinese due volte campionessa olimpica di Londra 2012 Ye Shiwen con 4’32’’07 e la giapponese Yui Ohashi con 4’32’’33. Il giapponese Seto e l’ungherese Hosszu, collezionano così la doppietta nei misti vincendo i 400 dopo aver vinto i 200.

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A chiudere questi 18esimi campionati mondiali di nuoto sono le due staffette 4×100 misti. Al maschile è un vero e proprio show quello messo in atto dai quattro staffettisti della Gran Bretagna che va a vincere davanti a tutti in 3’28’’10 con tanto di nuovo Record Europeo. Scatenato nel finale Duncan Scott che va rimontare l’americano Nathan Adrian mangiandoselo letteralmente e chiudendo con un fantastico 46’’14 la propria frazione a stile libero. Per l’inglese si tratta del primo crono all time lanciato, secondo solo alla frazione “gommata” di Jason Lezak nella finale olimpica di Pechino 2008, quando l’americano fece segnare 46’’06. Alle spalle degli inglesi, capitanati dalla leggenda della rana Adam Peaty autore ancora una volta di un enorme frazione in 57’’20 , chiudono proprio gli Stati Uniti in 3’28’’45 con un sempre formidabile Caeleb Dressel, frazione farfalla in 49’’28, seguiti dalla Russia che conferma il bronzo di Budapest 2017 in 3’28’’81.

I Mondiali calano definitivamente il sipario con la 4×100 misti femminile. La formazione Azzurra si è guadagnata l’accesso in finale con il terzo tempo segnato con 3’58″35 nuotato da Margherita Panziera con 1’00″56, Arianna Castiglioni con 1’06″68, Ilaria Bianchi con 57″54 e la Divina con 53″57. Nella finale sono subentrate Martina Carraro al posto di Arianna Castiglioni nella rana e Elena Di Liddo al posto di Ilaria Bianchi nella farfalla.

Buono in apertura di staffetta il crono di Margherita Panziera che fa segnare 59’’77, il miglior split in questi campionati coreani sui 100 dorso per la trevigiana, seguita da Martina Carrano che nuota la frazione rana in 1’06’’87, circa mezzo secondo più di quanto nuotato nella gara individuale. L’Italia a metà gara si attesta al quinto posto con una medaglia che appare ormai lontana e inarrivabile. La frazione farfalla di Elena di Liddo in 57’’33 e quella stile libero di Federica Pellegrini in 52’’53, miglior frazione di sempre lanciata per la Divina, fanno si che le azzurre chiudano al quarto posto con 3’56’’50, crono che rappresenta anche il nuovo Record Italiano. Migliorato di mezzo secondo esatto il 3’57’’00 dei Campionati Europei di Glasgow 2018 con l’allora quartetto formato da Zofkova,Castigliani,Di Liddo e Pellegrini.

“E’ il migliore 100 che ho nuotato in settimana ha dichiarato Margherita Panziera – Sono contentissima per il record italiano. Ce l’abbiamo messa tutta. Il podio era fuori portata”

“Sono stanca e il tempo lo dimostraha dichiarato Martina Carraro – Comunque non sarebbe cambiato assolutamente nulla. L’importante era il record italiano ed avvicinare il podio il più possibile. L’inverno scorso abbiamo conquistato il bronzo ai mondiali in vasca corta per la squalifica dell’Australia, questa volta non è stato squalificato nessuno e rimaniamo quarte e felici”

“Quarto all’europeo l’anno scorso, adesso prime tra le europeeprosegue Elena Di Liddo – Il salto di qualità, record compreso, è stato compiuto”

“In un anno ci è cambiata la vita ha dichiarato Federica Pellegrini – Questa è una bella staffetta, ci abbiamo creduto. È un quarto posto senza nessun rammarico. Sono veramente contenta per la frazione. È chiaro che questa è una staffetta importante e bisognerà investirci in vista del futuro”

Ad aggiudicarsi la finale sono manco a dirlo le campionesse olimpiche e mondiali in carica degli Stati Uniti con 3’50″40 che segnano anche il nuovo Record Mondiale, seguite dalle vice campionesse olimpiche e mondiali dell’Australia con 3’53″42 e dal Canada, che aveva condiviso il bronzo con la Cina due anni fa, con 3’53″58. Spaventosa la frazione dorso in apertura di staffetta della 17enne statunitense Regan Smith, oro nei 200 dorso con tanto di record del mondo, che fa segnare il nuovo Record Mondiale anche nella mezza distanza con un sontuoso 57’’57, un crono ben 43 centesimi al di sotto del primato detenuto dalla connazionale Kathleen Baker con 58’’00 e oltre un secondo più veloce di quanto sia bastato alla canadese Kylie Masse per vincere la finale individuale dei 100 dorso in questo mondiale coreano. Qualcosa di eccezionale per questa ragazza non ancora maggiorenne che diventa di fatto l’atleta dei campionati senza se e senza ma.

Questa finale ha rappresentato l’ultima gara a un Campionato del Mondo di Federica Pellegrini che nei giorni scorsi ha annunciato la notizia dopo la vittoria dei 200 stile libero. Dai Mondiali di Barcellona 2003, quando a 15 anni contribuì a portare la 4×100 stile libero in finale, alla gloriosa vittoria sia nei 200 che nei 400 ai Mondiali di Roma 2009 con annesso Record del Mondo e ai successivi Mondiali di Shanghai 2011, fino ai Mondiali di oggi che l’hanno vista ancora trionfante nei suoi 200 che ha difeso dopo la vittoria altro e tanto sorprendente di Budapest 2017.

Ben undici medaglie al collo in nove Mondiali in carriera, tra le quali sei titoli iridati e due generazioni battute, da una statunitense, Allison Smith nel 2009, all’altra, Katie Ledecky nel 2017, quella stessa Ledecky che a Kazan 2015 la beffò per solo 16 centesimi.

Una leggenda nella leggenda salita sul podio dei 200 stile per otto mondiali consecutivi e autrice di quattro record mondiali, che con la vittoria in Corea è diventata la prima nuotatore a vincere otto medaglie in una specialità.

Non si può immaginare il Mondiale di Fukuoka 2021 senza di lei. Godiamoci la Pellegrini ancora in goldenage per un altro anno fino ai Giochi di Tokyo e poi si vedrà.

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Lorenzo Giovannini

Dipendente di un’azienda farmaceutica di Prato. Ha un passato da agonista e dal 2010 partecipa al Settore Master. Reporter sul piano vasca.