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Nuoto, Federica Pellegrini colpita da un virus, forse salterà gli Assoluti di Riccione

In caso di assenza della Fenice ai Campionati Italiani invernali, verrà rimandata la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo

Probabilmente un virus intestinale ha messo fuori gioco Federica Pellegrini, inficiando anche sulla prestazione di ieri sera nella finale dei 200 stile libero agli Europei di Nuoto in vasca corta che hanno visto la veneta argento al termine di una bella gara, in cui purtroppo l’Azzurra è stata sorpassata negli ultimi quindi metri dalla risalti impressionante della 18enne britannica Freya Anderson che ha chiuso in 1’52”77 con uno spaventoso ultimo 50 metri da 27”31, contro l’1’52”88 della Pellegrini e l’1’53”35 di Femke Heemskerk.

L’atleta del Circolo Canottieri Aniene aveva dichiarato dopo la finale che era stata male poco prima, con vomito e nausea che hanno inevitabilmente influito sulla sua prestazione e non solo: pare infatti che gli Europei della Fenice siano finiti qui, con una comparsata nella staffetta di stamattina prima di mettersi a completo riposo in virtù dei problemi di salute che la stanno affliggendo in queste ore al Tollcross International Swimming Centre di Glasgow e che potrebbe metterla fuori gioco anche dai Campionati Italiani Assoluti in programma a Riccione nella prossima settimana.

“Ieri Federica è stata male prima della gara e purtroppo questa notte ha continuato a stare male e pensiamo che si tratti di un virus intestinale, per cui abbiamo deciso di non farla nuotare i 400 stile a cui era iscritta, ma soltanto la staffetta, così da permettere alle altre di riposarsi per la finale di stasera – ha dichiarato il Tecnico Federale e allenatore di Federica Pellegrini Matteo Giunta – Mi dispiace che non sia al 100% ma meglio che capiti ora che dopo. Vedremo se andare o meno a Riccione, perché se sta male non ha senso partecipare agli Assoluti”

Un Assoluto senza la Pellegrini avrebbe certamente un sapore diverso dagli altri, ma siamo a pochi giorni dall’anno olimpico e tutto deve essere necessariamente pensato in prospettiva dei Giochi di Tokyo.

“Ultimamente Federica Pellegrini ci ha abituati abbastanza bene – prosegue il Tecnico – Peccato per quel decimo di ieri e peccato non aver visto la britannica, ma stiamo lavorando per le Olimpiadi e la vasca lunga, quindi sarà da gennaio che inizieremo a lavorare più intensamente”

La domanda da porsi a questo punto è: a chi interessa veramente strappare subito il pass olimpico a dicembre per poi lavorare con serenità per la restante parte della stagione in ottica Tokyo 2020?

L’unico che fino ad ora sembra proiettato esclusivamente questo obiettivo è Federico Burdisso che ha rinunciato addirittura agli Europei di Glasgow per dedicare la preparazione alla rifinitura per gli Assoluti della prossima settimana, ma a parte il giovane delfinista, tutti gli altri sembrano puntare poco sul tempo da staccare in questa stagione invernale.

Bisogna anche aggiungere che fare il tempo limite per Tokyo 2022 non è affatto facile se si dà uno sguardo alla tabella tempi limiti confrontata con le graduatorie delle precedenti stagioni nella parte invernale.
In altre parole, a parte qualche raro risultato isolato, gli italiani non sono mai andati così forte a dicembre come richiedono i tempi limiti per i Giochi Olimpici.

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Nel caso specifico di Federica Pellegrini, all’alba dal compiere 32 anni proprio vicino ai Giochi Olimpici, sarà indispensabile pianificare la restante parte della stagione in maniera impeccabile, perché un minimo errore potrebbe costare caro alla veneta e nessuno, prima di tutti lei, vuole rivivere quanto si manifestò nella finale di Rio 2016.

Il riscatto non tardò ad arrivare, con la vittoria dei Mondiali di Budapest 2017 bissata con lo stupore e la gioia di tutti a Gwangju nella scorsa estate, una caratteristica dell’atleta di Spinea a cui ci siamo abituati: rinascere dalle ceneri e da lì uno dei tanti soprannomi che si è guadagnata in carriera, la Fenice.

“Ogni volta che ripenso all’estate scorsa mi viene da sorridere – conclude Giunta – Ricorderò quello che è successo a Gwangju come una delle emozioni più belle che mi siano capitate da allenatore, sperando ce ne siano altre”

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Paco Clienti

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