Nuoto, Campionati Italiani Assoluti verso lo svolgimento a porte chiuse?

La soluzione sembrerebbe al momento la più probabile, a meno di evoluzioni positive in merito all’emergenza Coronavirus

La domanda più quotata tra i nuotatori e addetti ai lavori della disciplina acquatica negli ultimi giorni è “I Campionati Italiani Assoluti si faranno o verranno rimandati?”.

Il quesito è più che lecito a causa della situazione surreale che si vive ormai da oltre una settimana in conseguenza all’emergenza Coronavirus che dapprima ha portato alla sospensione e annullamento di diverse manifestazioni di nuoto, tra cui il Trofeo Città di Milano e le World Series di Nuoto Paralimpico, e poi ha imposto la chiusura di molti impianti al nord Italia, da dove è partito il focolaio e dove si registra la maggior parte dei contagi. Fermi anche tutti gli altri sport, come la Serie A di calcio che ha rimandato perfino partite di cartello, il dubbio su cosa si prospetterà tra due settimane è grande.

Un comunicato della Federnuoto pubblicato proprio lo scorso venerdì, pare dare un barlume di speranza sul regolare svolgimento dei Campionati, per i quali è attualmente aperto il sistema di iscrizione online, da sabato scorso a domani 3 marzo, per consentire l’iscrizione degli atleti già in possesso dei limiti o dei requisiti che erano stati richiesti al 23 febbraio, mentre tutti gli altri atleti che non hanno potuto gareggiare, potranno validare i loro tempi entro l’8 marzo proprio per far fronte alla sospensione delle manifestazioni.
Per questi ultimi, a partire dal 10 marzo, le società interessate potranno infatti ottenere l’iscrizione al Campionato Assoluto utilizzando il sistema di segnalazione online per comunicare i tempi limite conseguiti.

L’impressione dunque è che la Federnuoto voglia che i Campionati Italiani si possano disputare a tutti i costi, anche se dovesse essere necessario farli a porte chiuse, altra eventualità di cui si parla da alcuni giorni.
Rimandare un Assoluto che include le qualificazioni agli Europei del prossimo maggio e alle Olimpiadi di Tokyo, sarebbe un bel problema da gestire, senza considerare poi che l’eventuale sospensione andrebbe a incidere negativamente anche sulla pianificazione della stagione degli atleti.

Al momento risulta ufficialmente ancora in vigore il divieto di svolgimento di manifestazioni in tutto il nord Italia, mentre da oggi sono partite le chiusure in via cautelativa imposte anche per le piscine in molte città del sud Italia in conseguenza alla rapida propagazione dei contagi registrati in Campania negli ultimi quattro giorni.

Intanto, la FINP comunica la sospensione di una manifestazione di nuoto paralimpico attesa a Verona per il 5 aprile, mentre il 1° Trofeo Natali di Lucca, in programma per il Circuito Supermaster FIN per l’8 marzo, aveva disposto inizialmente di disputare l’evento a porte chiuse, con accesso consentito soltanto agli atleti iscritti alle gare e relativi tecnici per poi tornare sui propri passi successivamente aprendo l’accesso a tutti.

Insomma, certezze non ce ne sono e purtroppo non potrebbe essere diversamente vista la situazione: stando all’ultimo bollettino della Protezione Civile e ai dati pubblicati sul sito del Ministero della Salute, i contagi in tutta Italia sono arrivati a 1.694 (1.577 positivi), di cui 83 sono guariti e 34 sono deceduti, con la Lombardia la regione più colpita con 984 casi e 24 vittime, seguita dall’Emilia Romagna, dove dovrebbero disputarsi i Campionati, con 285 casi e 8 vittime. Ricordiamo inoltre che tra i 1.577 positivi, 798 si trovano in isolamento domiciliare, 639 ricoverati con sintomi e 140 in terapia intensiva.

Il nuovo decreto per il contenimento dei contagi approvato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, prevede tra le altre cose, per le Regioni in zona gialla e quindi l’Emilia Romagna dove sono attesi i Campionati:

  • sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano “a porte chiuse”;
  • restano consentite le sessioni di allenamento, sempre “a porte chiuse”;
  • sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose; la chiusura delle scuole fino all’8 marzo;
  • svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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