photo: Swimming World Magazine

Coronavirus, il nuoto si ferma anche in America e Australia!

Annullati i Campionati nazionali anche in Francia, Olanda e Svezia, ma nelle prossime ore si attende la sospensione anche in altri Paesi 

Avanza sempre di più lo stato di emergenza mondiale sulla pandemia Coronavirus, che sta mettendo in ginocchio la sanità Italiana e alle strette tutto il mondo che negli ultimi cinque giorni si è visto modificare radicalmente lo stile di vita. Ovviamente ne risente anche il mondo dello sport in generale, che ha visto annullare già numerose competizioni nazionali e internazionali, tra le ultime il GP di Formula 1 in programma nel weekend alle porte. Il nuoto in Italia è totalmente fermo, mentre ieri è entrata in scena anche la Task Force FINA – clicca qui per approfondire – annullando una serie di eventi mondiali. Stop imposti però arrivano adesso anche dall’Australia con la sospensione dei Campionati nazionali e dagli Stati Uniti con la sospensione della NCAA.

La Swimming Australia ha comunicato la la cancellazione dei Campionati di Nuoto Australiani con decisione presa direttamente dal CEO di Swimming Australia, Leigh Russell, che ha affermato di far prevalere il buon senso preservando la salute e la sicurezza del mondo del nuoto e delle loro famiglie. I Campionati giovanili Australiani erano previsti per dal 7 al 14 aprile, mentre quelli assoluti dal 17 al 21 aprile presso lo stadio HBF di Mount Claremont.

“Comprendiamo che ci sarà delusione tra i nuotatori che con grande impegno stavano da tempo preparando l’evento per arrivare in condizioni ottimali, ma in questo periodo senza precedenti va preservato in primis il benessere e la sicurezza dei nostri atleti, allenatori, personale, funzionari tecnici, i membri e le loro famiglie. Questa pandemia è in continua evoluzione e stiamo già assistendo a cancellazioni e rinvii di eventi sostanziali e diffusi in tutto il mondo – ha affermato Russell – Ci rendiamo conto che ci sono numerose famiglie che avrebbero dovuto organizzare il viaggio per recarsi a Perth, quindi volevamo concedere loro il più tempo possibile per modificare i loro piani ed annullare le prenotazioni”

Russell ha affermato anche che è stato preso in considerazione lo svolgimento di eventi senza spettatori: “Nella nostra decisione di annullare questi eventi, abbiamo anche considerato di organizzare questi eventi senza spettatori, ma in ogni caso sarebbero state coinvolte un alto numero di persone e non crediamo che organizzare eventi senza spettatori raggiungerebbe l’obiettivo principale di evitare la trasmissione del virus. I nostri atleti continueranno comunque ad allenarsi e prepararsi per le prove olimpiche e paralimpiche di giugno, seguendo le indicazioni fornite dall’AIS per ridurre il rischio di esposizione. Continueremo a monitorare attentamente la situazione in collaborazione con il nostro personale medico e le organizzazioni appropriate e aggiorneremo, se necessario”

La cancellazione dei Campionati Australiani rientra tra i tanti eventi annullati nelle ultime 24-36 ore nel mondo del nuoto: annullati infatti anche i Campionati Spagnoli, gli Open Danesi, gli Swim Open di Stoccolma, i Campionati Francesi junior e i campionati NCAA che dietro decisione di USA Swimming, hanno subito una sospensione di 30 giorni.

Ricordiamo che il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie ha classificato il rischio associato all’infezione Covid-19 per le persone nell’UE / SEE e nel Regno Unito da moderato a elevato, mentre l’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – ha dichiarato pandemia a fronte dell’alto numero di contagi di Covid-19 registrati in tutto il mondo.

Quindi non ci resta che sperare di svegliarci presto da questo brutto incubo. Intanto però, restiamo uniti, anche se distanti.

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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