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Comitato Olimpico: “Si alle Olimpiadi, che continuino gli allenamenti!”

Il CIO intensionato a confermare i Giochi Olimpici di Tokyo 2020

Mentre il Coronavirus persiste in tutto il mondo, con i contagi che aumentano sistematicamente, alzando il livello di attenzione e precauzione anche in altri posti del mondo oltre all’Italia, tra i principali Paesi colpiti con oltre 26.000 contagiati e 2.500 deceduti – dati ufficiali del Ministero della Salute – a fronte degli oltre 179mila contagiati e più di 7mila deceduti in tutto il mondo – dati ufficiali Arcgis – il CIO non ha intenzione di cancellare o rinviare i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 previsti dal 24 luglio al 9 agosto.

Dal comunicato stampa pubblicato oggi sul sito del CIO infatti si legge:

“Il CIO rimane pienamente impegnato per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. A più di quattro mesi dall’inizio non c’è bisogno di decisioni drastiche; qualsiasi speculazione in questo momento sarebbe controproducente. Il CIO incoraggia tutti gli atleti a continuare a prepararsi al meglio per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020 e resta fiducioso che le numerose misure adottate da molte autorità in tutto il mondo contribuiranno a contenere la situazione del virus COVID-19. In questo contesto, il CIO accoglie con favore il sostegno dei leader del G7 espresso dal primo ministro giapponese Abe Shinzo”

Clicca qui per il comunicato completo

Ricordiamo che ad inizio Marzo il Governo giapponese ha invece ipotizzato un rivio dell’evento – clicca qui per approfondire.

Da quando l’OMS ha dichiarato pandemia, tutto il mondo si sta adeguando a misure di precauzione per contenere il contagio, costantemente in via di aggiornamenti in conseguenza all’evoluzione della gravità della situazione generale.

Come infatti noto, nel Nuoto, la situazione in Europa ha visto già molte Federazioni annullare e sospendere i propri eventi: Italia, Olanda, Francia, Germania e Svezia sono tra i Paesi che hanno fermato gli eventi in via precauzionale, tra cui si è aggiunta l’Ungheria, che quest’anno avrebbe dovuto organizzare i Campionati Europei delle discipline acquatiche dall’11 al 24 maggio a Budapest ma che si è vista costretta a posticiparli a data da stabilire – clicca qui per leggere la notizia.

Con l’annullamento dei campionati nazionali, con lo slittamento degli Euoropei, in aggiunta al fatto che la pandemia COVID-19 si sta sviluppando sempre più in molti Paesi europei soltanto negli ultimi giorni, con il contagio che è destinato a salire nei prossimi 15-20 giorni, restano forti dubbi che un evento della portata delle Olimpiadi possa essere pianificato senza problemi.

In Italia, così come in Europea e in molte parti del mondo, è stata dispota la chiusura degli impianti sportivi, cosa che ha causato l’impossibilità per molti atleti di proseguire la preparazione, di gareggiare e soprattutto di strappare un tempo limite per la qualificazione ai Giochi. Se tutto ciò è venuto a mancare, come sarà possibile dare un seguito?

La speranza è ovviamente che la grave emergenza rientri nel più breve tempo possibile e che i nostri atleti possano tornare al più presto nel loro habitat, per riprendere la preparazione verso un evento che spesso si vive una volta nella vita, un evento che è il coronamento di un sogno e di un duro lavoro di anni e anni di preparazione.

Ma proprio in virtù di ciò, forse è il caso non prendere decisioni affrettare e di valutare al meglio tutte le opzioni possibili.

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.
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