Nuoto, sono un atleta fortunato, perché il mio papà è un eroe!

Tifoso, amico, consigliere, educatore, cavaliere che si muove nell’ombra e talvolta anche manager e allenatore, il papà dei nuotatori può essere tutto questo

Essere un papà è una delle professioni più difficili da svolgere, l’unica al mondo in cui il periodo di formazione si protrae per tutta la durata del rapporto lavorativo, perché c’è sempre da imparare lungo tutto il percorso in cui si è un papà. E il livello di difficoltà aumenta quando tuo figlio o figlia è un atleta e magari non un atleta qualsiasi ma un nuotatore!

Il papà di un nuotatore/nuotatrice deve essere attento ma senza mettere pressione ai propri figli;
deve saper essere un consigliere ma senza avere l’obiettivo di influire sul modo di pensare;
un ottimo amico, sia nei momenti difficili in cui si deve affrontare una sconfitta che nei momenti di gioia in cui festeggiare una vittoria.

Il papà di un nuotatore/nuotatrice, come tutti i papà, deve essere però anche un educatore e non è facile perché i nuotatori crescono in fretta e questo rafforza il loro carattere in tempi anticipati sulla normale tabella di marcia di un adolescente.

Il papà di un nuotatore/nuotatrice rappresenta il suo primo tifoso, quello sempre pronto a sostenere i figli in qualsiasi momento e circostanza e talvolta rappresenta anche un manager o un allenatore.

Essere papà di un atleta acquatico non è facile insomma: dopo le prime bracciate sogni già che tuo figlio/figlia possa avere successo, ma devi essere bravo a tenere nascosto questo sogno per non illuderli e diseducarli. In fondo la speranza più forte di tutte è semplicemente di vederli felici, divertiti, belli, forti e sani!

Un papà accompagna i propri figli in piscina con piacere e li aspetta sempre fuori dagli spogliatoi per chiedergli come è andato l’allenamento e come è stato rispetto a quello precedente.
Si preoccupa se li vede pensierosi ma deve cercare di capire che problema c’è senza risultare opprimente, deve essere bravo a non far trapelare le proprie preoccupazioni da genitore, ma dargli certezze e farli sentire sempre sicuri. Bisogna dargli fiducia, pur controllando ogni loro passo senza farsi notare e senza far sentire troppo forte la propria presenza, come un cavaliere che si muove nell’ombra.

Non è facile vederli perdere, ma non è facile nemmeno vederli vincere, perché bisogna far sentire la propria presenza sempre nel modo più giusto per loro, per la loro crescita come uomini e donne.

Un papà spera ovviamente che i propri figli arrivino sempre più in alto possibile, ma deve avere la capacità di gestirli ed educarli senza fargli credere che prima o poi si debba ottenere per forza un determinato risultato e che in ogni caso quel risultato non arriverà mai con facilità, perché nulla gli è dovuto, anche se se diventi un campione olimpico.

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Bisogna sapergli voler bene senza che loro possano capire fino a che punto può arrivare quell’amore infinito e senza che loro debbano sentire di dover dimostrare qualcosa al loro papà.
Un papà deve sapere rappresentare tante figure per i propri figli, a seconda delle circostanze, della fascia di età dei propri figli e del grado di difficoltà che si incontra lungo il tortuoso percorso della loro vita.

Il papà dei nuotatori è un eroe!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine