Nuoto, il presidente FIN Barelli sollecita una risposta per le Olimpiadi!

Le società sportive stanno affondando e gli atleti sono in difficoltà, se entro metà aprile non si prende una decisione su Tokyo, è meglio lasciar perdere

Probabilmente in questo momento ha poco senso parlare ancora di Olimpiadi, vista la situazione drammatica che regna sovrana in tutto il mondo con oltre 200mila contagiati e 8mila deceduti in tutto il mondo, con 3.405 morti registrati soltanto in Italia, causati dal Coronavirus Covid-19, ma il dibattito sul Tokyo 2020 Si – Tokyo 2020 No prosegue incessante giorno dopo giorno da quando l’OMS ha dichiarato pandemia e da quando tutti gli impianti sportivi hanno chiuso i battenti, rendendo difficile e talvolta improbabile la preparazione di molti atleti d’élite.

In tutto questo le società sportive vanno a fondo rischiando di sparire e insieme a loro molti bacini di giovani talenti del nuoto made in Italy, non avendo ricevuto alcun sostegno economico concreto da parte del Governo che con il decreto Cura Italia è riuscito fino ad ora a fare poco in termini economici.

Ieri è intervenuto il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli, che attraverso i canali ufficiali federali ha riportato le dichiarazioni rilasciate all’agenzia Adnkronos in cui ha espresso il proprio punto di vista in merito al dubbio che vige in merito al regolare svolgimento dei Giochi Olimpici:

“Se non c’è una svolta positiva dell’emergenza Coronavirus entro la metà di aprile è ridicolo parlare di Olimpiadi, soprattutto per una questione di pari opportunità tra gli atleti. Noi ad esempio abbiamo molti ragazzi che non si stanno allenando perché ci sono le piscine chiuse”.

Il presidente della Fin, Paolo Barelli, all’Adnkronos, chiede una decisione in tempi brevi sulle Olimpiadi di Tokyo 2020, messe a forte rischio dall’emergenza Coronavirus.

“Il CIO ha parlato di una decisione a inizio giugno ma è troppo tardi. Immagino che lo abbiamo fatto perché hanno contratti miliardari con le tv e un accordo con il governo giapponese ma i Giochi li fanno gli atleti non i dirigenti e sarebbe ingiusto non mettere tutti nelle condizioni di competere alla pari”.

“Ho sentito alcuni dei nostri ragazzi e i loro allenatori e sono tutti preoccupati, chi non può allenarsi è anche angosciato dal rischio di veder buttare all’aria anni di lavoro. Se a metà aprile non si vede la luce in fondo al tunnel è meglio lasciar perdere. È un momento molto difficile, il nuoto azzurro si regge in gran parte sullo splendido lavoro che fanno le società e ora con quasi tutte le piscine chiuse sono in grande difficoltà. Abbiamo evidentemente grandi problemi a far allenare i nostri atleti di punta che stanno preparando i Giochi di Tokyo, se mai si faranno. Abbiamo i ragazzi della pallanuoto praticamente tutti fermi, sono aperte le due piscine federali di Ostia, dove stanno lavorando tra gli altri Paltrinieri e Detti, e Verona, dove c’è la Pellegrini. C’è aperta una piscina a Torino, quella di via Mecenate a Milano e un’altra a Imola. Non tutti i ragazzi nel giro azzurro si stanno allenando al meglio, quelli che hanno la piscina chiusa fanno quel che possono a casa”.

Gli azzurri in attività stanno tutti bene, sono sotto attento controllo medico e seguono alla lettere le indicazioni dei medici sportivi.

“La salute dei nostri ragazzi viene prima di tutto e per fortuna al momento stanno tutti bene e sono sotto le cure dei nostri medici federali presenti in raduno. C’è preoccupazione per la situazione che sta vivendo il nostro Paese e la speranza di uscirne il prima possibile”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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