photo: kyodo news

Olimpiadi Tokyo 2020, il Giappone chiede ufficialmente il rinvio!

Il Comitato Organizzatore di Tokyo si riunirà il 27 marzo per decidere cosa fare di fronte all’emergenza. La testata Nikkei in Giappone afferma decisa “Non dovremmo organizzare le Olimpiadi se le persone in tutto il mondo non possono divertirsi”

Kaori Yamaguchi, ex atleta di judo e membro del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 ha alzato la voce nei riguardi del Comitato Olimpico Internazionale per chiedere una volta e per tutte il rinvio delle Olimpiadi di fonte all’emergenza Covid-19 che non stenta affatto a rientrare.

I contagiati in tutto il mondo sono saliti ormai a 209.839 con 8.778 decessi – dati ufficiali Arcgis – e la pandemia risulta tutt’oggi difficile da contrastare in brevi termini.
Basti pensare che la Cina, dal quale è partito il primo focolaio, ha registrato zero nuovi contagi nella giornata di ieri dopo quattro lunghi mesi e un regime di coprifuoco netto e molto deciso imposto dal Governo, che ha costretto l’intero Paese a fermarsi a lungo termine per fermare il contagio.

Il contagio del Coronavirus in Giappone
Attualmente il Giappone registra 873 casi, tra i quali figura anche uno dei membri del Comitato Olimpico giapponese, il vicepresidente Kozo Tashima, e 29 decessi dopo un’impennata subita negli ultimi dodici giorni e rappresenta il 17esimo Paese al mondo per numero di contagi e decimo per numero di decessi, dati che fanno preoccupare gli organizzatori dei Giochi che già alcuni giorni fa avevano avanzato verso il CIO l’ipotesi di spostare l’appuntamento globale.

Rottura tra Giappone e CIO e richiesta di rinvio dei Giochi
La rottura tra le parti è arrivata ieri, a seguito della posizione assunta ufficialmente dal Comitato Olimpico Internazionale, che con una nota di due giorni fa ha affermato che i Giochi di Tokyo 2020 si disputeranno regolarmente, senza slittamenti o annullamenti e che per questo gli atleti devono proseguire la propria preparazione in vista dell’appuntamento.

La presa di posizione convinta del CIO non è andata giù però ai padroni di casa che, ricordiamo, hanno investito quasi 22 miliardi di dollari per la costruzione e ristrutturazione di stadi e impianti sportivi olimpici e lavori collegati alla realizzazione delle opere e che in caso di annullamento o spostamento, subirebbero una perdita colossale.

L’aspetto economico, per quanto importante e rilevante, passa però in secondo piano per i nipponici che stanno dando più importanza alla tutela della loro salute e di quella degli atleti, dimostrando un grande senso di responsabilità verso l’attuale realtà che ci circonda in conseguenza al Coronavirus.

La situazione nel mondo e gli interessi economici in ballo per il CIO
Numerose attività lavorative completamente ferme, mercati in borsa colati a picco, rubinetti delle banche completamente chiusi e strutture sanitarie al collasso, oltre al gran numero di morti registrati fino ad ora e con un trend che va verso la crescita esponenziale, dovrebbero effettivamente bastare per dire che i Giochi Olimpici vanno rimandati o annullati, ma il CIO non ci sta.

Quello che probabilmente fa la differenza sul peso della bilancia del Comitato Olimpico Internazionale, sono i 4,5 miliardi di dollari concordati per i diritti televisivi, un record storico e senza precedenti che rappresenta inoltre il 73% dei guadagni netti del CIO.

Il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 ha assunto però, diversamente da quanto fatto poche settimane fa, una posizione più decisa e come si legge da un articolo pubblicato ieri sera da USA Today, ha affermato ufficialmente di essere intenzionato a rimandare le Olimpiadi.

“Il CIO sta mettendo a rischio gli atleti chiedendo loro di continuare ad allenarsi come al solito, nonostante la pandemia di Coronavirus in corso – ha affermato Yamaguchi – Il Comitato Organizzatore di Tokyo si riunirà il 27 marzo per decidere cosa fare di fronte a questa emergenza”

“A differenza di altri eventi sportivi, le Olimpiadi simboleggiano l’ideale che gli sport portino la pace nel mondo – ha rincarato la dose il Nikkei, affermata testata giornalistica nipponica – Non dovremmo organizzare le Olimpiadi se le persone in tutto il mondo non possono divertirsi”

Anche gli atleti avanzano perplessità sulla situazione che ad oggi è incerta, sottolineando che a questo punto è importante sapere adesso quali misure verranno adottate.

“Se dicessero: ‘Rimanderemo l’evento di due anni’, allora sarebbe diverso perché ne saremmo a conoscenza – ha affermato la ginnasta Colin Van Wicklen a USA Today – Posso dire ‘OK, non devo stressarmi nelle prossime tre settimane per allenarmi a tutti i costi nonostante l’emergenza sanitaria e posso mettermi in quarantena ed essere al sicuro e fare tutto quello che mi chiedono di fare per evitare il contagio”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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