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Olimpiadi Tokyo rinviate, forse al 2021!

Decisione drastica e storica del CIO dietro pressione del Comitato Organizzatore del Giappone che mette da parte gli interessi economici per salvaguardare la salute degli atleti

La notizia era ormai nell’aria con il susseguirsi di confronti tra Comitato Olimpico Internazionale e Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo a causa dell’evoluzione tragica che ha sviluppato la diffusione della pandemia del Covid-19 nelle ultime settimane: le Olimpiadi di Tokyo 2020 non verranno disputate come previsto dal 24 luglio al 9 agosto, ma verranno posticipate rimandando l’evento molto probabilmente al 2021 in data esatta da destinarsi e da decidere entro le prossime quattro settimane.

La notizia è di meno di un’ora fa, rimbalzata dall’affermata testata giornalistica USA Today che ha pubblicato un’intervista a Dick Pound, membro del Comitato Olimpico Internazionale che ha annunciato la decisione, in attesa dell’ufficialità che a breve verrà pubblicata sui canali del CIO e del COmitato Organizzatore.

“Sulla base delle informazioni fornite dal CIO, è stato deciso di rinviare le Olimpiadi Tokyo – ha dichiarato Dick Pound – Non è stata ancora determinata la nuova data, ma i Giochi non inizieranno il 24 luglio, questo lo so”

Si tratta di una decisione storica e senza eguali precedenti, poichè mai era successo di dover annullare o rimandare un’Olimpiade a causa di un’emergenza sanitaria mondiale. Gli unici precedenti analoghi risalgono alle edizioni dei Giochi del 1916, 1940 e 1944, annullate a causa della prima e seconda Guerra Mondiale.

L’azione che ha portato a una resa dei conti è stata quella della giapponese Kaori Yamaguchi, ex atleta di judo e membro del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 che lo scorso 19 marzo si è imposta duramente nei confronti del CIO, affermando che organizzare un’Olimpiade in una situazione mondiale così drammatica causata dall’emergenza Covid-19 era sostanzialmente una follia.

A lei si è unita USA Swimming, mentre in precedenza si era fatto sentire anche il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli.

A nulla è servito il pugno di ferro mantenuto per diverse settimane dal CIO, probabilmente per preservare i 4,5 miliardi di dollari concordati per i diritti televisivi dell’evento, un record storico e senza precedenti che rappresenta il 73% dei loro guadagni netti. La presa di posizione che ha visto il CIO sostenere a lungo e con forza che l’evento si sarebbe svolto regolarmente, alla fine è stata letteralmente frantumata dall’imposizione del Comitato Organizzatore giapponese che ha messo da parte gli interessi economici, quasi 22 miliardi di dollari investiti per la costruzione e ristrutturazione di stadi e impianti sportivi olimpici e lavori collegati alla realizzazione delle opere, per favorire l’aspetto della sicurezza sanitaria mondiale dimostrando un grande senso di responsabilità verso l’attuale realtà che ci circonda in conseguenza al Coronavirus.

“Il CIO sta mettendo a rischio gli atleti chiedendo loro di continuare ad allenarsi come al solito, nonostante la pandemia di Coronavirus in corso – aveva affermato Yamaguchi – Il Comitato Organizzatore di Tokyo si riunirà il 27 marzo per decidere cosa fare di fronte a questa emergenza”

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“A differenza di altri eventi sportivi, le Olimpiadi simboleggiano l’ideale che gli sport portino la pace nel mondo – aveva scritto il Nikkei, affermata testata giornalistica nipponica – Non dovremmo organizzare le Olimpiadi se le persone in tutto il mondo non possono divertirsi”

I contagiati in tutto il mondo sfiorano ad oggi 332mila con oltre 14mila decessi – dati ufficiali Arcgis – e la pandemia risulta tutt’oggi difficile da contrastare in brevi termini.
Basti pensare che la Cina, dal quale è partito il primo focolaio, ha registrato zero nuovi contagi nella giornata del 18 marzo dopo quattro lunghi mesi e un regime di coprifuoco netto e molto deciso imposto dal Governo, che ha costretto l’intero Paese a fermarsi a lungo termine per fermare il contagio.

Il contagio del Coronavirus in Giappone
Attualmente il Giappone registra 873 casi, tra i quali figura anche uno dei membri del Comitato Olimpico giapponese, il vicepresidente Kozo Tashima, e 29 decessi dopo un’impennata subita negli ultimi dodici giorni e rappresenta il 17esimo Paese al mondo per numero di contagi e decimo per numero di decessi, dati che fanno preoccupare gli organizzatori dei Giochi che già alcuni giorni fa avevano avanzato verso il CIO l’ipotesi di spostare l’appuntamento globale.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine