Piscine chiuse e lavoratori senza stipendio, quante società sportive sopravvivranno al Coronavirus?

Ne parliamo con Riccardo e Federica Siniscalco, gestori della Fritz Dennerlein: “Non dobbiamo arrenderci, gli sportivi non si arrendono, lo sport è vita e non dobbiamo perderci nessun impianto sportivo a causa di questa emergenza, altrimenti sarebbe come perdere una vita. Uniti ce la faremo!”

Più di 375mila contagiati e 16mila decessi in tutto il mondo, con l’Italia secondo Paese più colpito con più di 60mila contagiati e più di 6 mila decessi, il Coronavirus Covid-19 ha messo in ginocchio l’intero pianeta Terra, costringendo non solo le persone a restare in casa senza poter uscire, ma fermando anche gran parte delle attività lavorative e la produttività di interi Paesi.

Tra le numerose realtà lavorative in crisi, ci sono anche i gestori di impianti sportivi che più di tutti stanno subendo il fermo, poiché rientrano tra quelle categorie meno supportate dalle misure di sostegno fino ad ora adottate dal Governo.

Nel caso specifico del Nuoto, troviamo collaboratori a casa senza stipendio, ma soprattutto piscine che rischiano di non avere la forza di riaprire una volta che l’emergenza sanitaria sarà terminata.

Abbiamo intervistato Riccardo e Federica Siniscalco, lui ex celebre allenatore di Massimiliano Rosolino campione olimpico, lei figlia d’arte, insieme gestori della piscina Fritz Dennerlein di Ercolano che come tutte o quasi tutte sono chiuse in attesa che l’emergenza sanitaria sia terminata.

“In oltre settanta anni di nuoto non mi è mai capitato di vivere una situazione del genere – racconta Riccardo – Le attività sportive non si sono mai fermate per problemi analoghi a quello che stiamo vivendo oggi con il Coronavirus, nemmeno quando ci fu l’epidemia del colera in Italia. È una situazione drammatica che temo durerà ancora a lungo”

Come stai vivendo queste giornate e la quarantena imposta dal Governo?
“È molto dura – rispondono all’unisono padre e figlia – Siamo sportivi anche noi, siamo abituati a muoverci e a tenerci in attività, ma stiamo osservando le direttive imposte e non usciamo di casa nemmeno per fare la corsetta a cui molti si stanno aggrappando. Stiamo collaborando al meglio possibile per contribuire a eliminare il contagio il prima possibile”

Quando poi si tocca l’argomento Stato e sostegni per le associazioni sportive, lo sconforto è notevole.

“Non siamo affatto contenti di come si sta comportando lo Stato nei confronti delle associazioni sportive, siamo veramente a terra – afferma Federica – Quello che più ci dispiace è non poter pagare lo stipendio ai collaboratori, ma purtroppo siamo anche noi stessi gestori nelle loro stesse condizioni, senza entrate e senza alcun sostegno economico da parte dello Stato. Bisogna fare qualcosa e anche in fretta, altrimenti si rischia che molte realtà sportive non saranno più in gradi di riprendersi”

Tra costi di manutenzione, costi di gestione viva, affitto e consumi, quanto costa gestire una piscina?
“I costi sono molto soggettivi e dipendono dalla grandezza dell’impianto, ma in linea di massima vanno dai 20mila ai 90mila euro al mese e sostenere questi costi con oltre un mese di chiusura è davvero complicato”

Che intervento servirebbe in questo momento da parte dello Stato?
“Un sostegno economico che ci permetta di farci forza e reagire, che ci permetta almeno di pagare l’affitto delle piscine e i collaboratori che lavorano. Senza i collaboratori sportivi, nessun impianto potrebbe vivere”

Qual è la strada per provare a ottenere l’attenzione dello Stato?
“Unirci, soprattutto le associazioni sportive piccole e che hanno quindi una capacità di sopravvivenza inferiore rispetto ai circoli altisonanti e avanzare delle richieste con un’unica lettera da indirizzare al CONI, affinchè lo stesso possa ragionare con il Governo e trovare una soluzione”

L’intervista si conclude con un messaggio promosso da Riccardo e Federica Siniscalco a tutti i gestori di impianti sportivi, un augurio di buon auspicio
“Vogliamo lanciare un messaggio a tutti i gestori di impianti sportivi, non solo quelli di piscine ma a tutti: non arrendetevi, perché gli sportivi non si arrendono! Dobbiamo combattere, il Covid-19 non può sconfiggerci, ce la faremo, perché lo sport è vita e non dobbiamo perderci nessun impianto sportivo a causa di questa emergenza, altrimenti sarebbe come perdere una vita. Uniti ce la faremo!”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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