Nuoto, rischio chiusura stagione in anticipo causa Coronavirus?

A due mesi dall’inizio del contagio di Covid-19 in Italia e a un mese dalle prime misure di contenimento non si prevede ancora l’uscita dal tunnel e intanto la Federazione Italiana Rugby dichiara stagione ufficialmente chiusa

La Federazione Italiana Rugby è la prima ad arrendersi all’evidenza e ha deciso di chiudere anticipatamente la stagione 2019-2020 a causa dell’emergenza sanitaria mondiale in atto per rischio contagio da Coronavirus, stabilendo inoltre la mancata assegnazione dei titoli di Campione d’Italia e di tutti i processi di promozione e retrocessione.

Si tratta di una decisione storica e senza precedenti dal secondo dopoguerra ad oggi, per la quale ha prevalso il buon senso, come si legge dal comunicato ufficiale in cui vengono spiegate le motivazioni che hanno portato il Consiglio della FIR alla presa di posizione:

“L’intento della FIR è di tutelare la salute e il futuro dei giocatori di rugby di ogni età e livello del nostro Paese, delle loro famiglie e delle loro comunità, di mostrare come il Gioco di Rugby sia pronto a rispondere eticamente alle condizioni complessive del Paese, duramente sfidato sul piano sanitario ed economico dalle vicende epidemiche attuali anche affrontando – come opportuna forma di condivisione – il sacrificio di una sospensione tanto incidente sull’attività agonistica nazionale e di consentire ai Club di ogni livello di operare in regime di chiarezza rispetto alle attività previste nei prossimi mesi”

La decisione arriva a una settimana dall’annullamento dei Mondiali di Rugby U20 2020 in accordo con la World Rugby e attesi proprio in Italia, a Parma, Calvisano, Verona e Viadana dal 28 giugno al 18 luglio.

Quali saranno le altre Federazioni a seguire l’esempio della FIR?
Molte sono le Federazioni interessate all’argomento, tra le quali indubbiamente la FIN, in quanto le discipline acquatiche sono indubbiamente quelle più esposte al rischio contagio. Quante possibilità ci sono dunque che venga dichiarata stagione finita in anticipo anche dalla Federnuoto?
Difficile rispondere alla domanda ma possiamo fare alcune considerazioni in merito:

  • a due mesi dall’inizio del contagio di Covid-19 in Italia e a un mese dalle prime misure di contenimento decise dal Governo non si prevede ancora l’uscita dal tunnel e il termine della quarantena in atto in tutto il Paese
  • a conclusione della stagione di Nuoto mancano soltanto cinque mesi e in questo momento risulta difficile prevedere un ripresa delle attività regolare affinchè si possano disputare gli eventi nazionali in programma a calendario
  • Campionati Europei e Giochi Olimpici che erano i principali eventi internazionali di questa stagione sono stati già rinviati, i primi ad agosto 2020 e i secondi direttamente al 2021

Fatte queste premesse c’è da chiedersi in che modo potrà riprendere il Nuoto al termine della pandemia. Sicuramente ci saranno misure di prevenzione e sicurezza per evitare una nuova diffusione del contagio e non sarà pensabile intendere le discipline acquatiche per come le vivevamo prima. Probabilmente gli eventi sportivi non saranno da subito accessibili al pubblico e verranno imposte rigide misure di sicurezza da rispettare.

Ora c’è da considerare che il Nuoto è uno sport che coinvolge in ogni evento circa 600 atleti, oltre tecnici, fisioterapisti, personale medico, giudici arbitri e cronometristi andando a sfiorare e talvolta superare le mille unità ad evento. Considerando questo aspetto c’è da chiedersi se le future misure di sicurezza potranno essere applicate a uno sport come il Nuoto, in cui le distanze tra persona e persona sono praticamente molto difficili da rispettare.

Lo stesso discorso vale ovviamente per la normale attività sportiva svolta per amatori e quindi parliamo della riapertura delle piscine, motivo in più per cui urge un aiuto concreto dello Stato per tutte le società sportive che gestiscono impianti, poiché la dura realtà da accettare è che nessuno in questo momento può dire con certezza quando da questa emergenza mondiale si vedrà la fine del tunnel.

Ad oggi siamo arrivati a 550mila casi in tutto il mondo, con oltre oltre 24mila decessi, con un incremento di circa 60mila contagi solo nella giornata di ieri. L’Italia ha invece registrato ad oggi 80.589 casi e 8.215 decessi.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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