Nuoto ai tempi del Covid-19, se riaprissero le piscine voi ci ritornereste subito?

La domanda da porsi è lecita in un periodo in cui paure e timori per il contagio sono ancora alti

La domanda è lecita, ma ovviamente non andrebbe fatta agli atleti, qualsiasi sia la categoria competitiva o amatoriale a cui appartengono, ma all’utenza che comprende i corsi di nuoto libero, i corsi di nuoto per adulti e per bambini e alle persone che frequentano le piscine solo durante l’estate: se riaprissero le piscine al pubblico, ci andreste subito?

Per sopravvivere, le piscine hanno bisogno di entrate economiche non indifferenti e di una larga e quindi vasta utenza pagante che permetta di sostenere le onerose spese di gestione degli impianti acquatici e le spese relative alle paghe dei dipendenti e collaboratori e in questo i vari corsi rappresentano l’apice della piramide di guadagno degli impianti sportivi.

Un’ipotetica presenza del 25-30% della normale affluenza e le tante nuove regole e forti restrizioni previste dalle Linee Guida governative, potrebbero in effetti scoraggiare l’ondata di pubblico e di bagnanti attesi alla riapertura delle piscine, anche se d’altra parte l’arrivo dell’estate e la chiusura delle spiagge libere potrebbe incentivare invece diversi ingressi.

Ad oggi non è ancora chiaro né tanto meno ufficiale la data in cui le piscine potranno riaprire al pubblico. Il 18 maggio prima, l’11 maggio poi e nel mezzo il 1° giugno sono le date possibile pronunciate fino ad ora dagli organi governativi, ma l’ufficialità si attende entro le prossime settimane, in cui si verificherà anche come procede la curva di contagio in Italia.

I gestori degli impianti sportivi sono ormai con l’acqua alla gola e premono giustamente per una veloce riapertura, al pari di società sportive ed enti sportivi, ma siamo certi che la riapertura vedrebbe una buona utenza ritornare subito in piscina e contribuire quindi al ciclo economico naturale degli impianti?

Le Linee Guida – clicca qui per leggerle – prevedono molte regole rigide che vanno contro i principi di relax che si trovano alla base delle scelte di chi frequenta l’ambiente piscina e in alcuni casi vedono perfino la presenza di un genitore in acqua, con mascherina, insieme al proprio figlio.

Probabilmente servirebbero incentivi rilevanti per attirare un grande pubblico e annullare i timori e le paure che derivano dal rischio di contagio, che comunque in piscina è stato ritenuto molto basso come spiega anche il protocollo della Federnuoto, oppure è probabile che l’astinenza a qualsiasi tipo di attività spinga le persone a tuffarsi in piscina senza troppi se o troppi ma. Solo la realtà dei fatti potrà rispondere alla domanda.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine