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Ricordi Olimpici, quattro anni da quel pazzo terzetto dei 100 farfalla di Rio!

Ai Giochi Olimpici di Rio 2016, per la prima volta nella storia, tre atleti conquistavano l’argento: Michael Phelps, Chad Le Clos e Laszlo Cseh

Che il nuoto sia il nostro sport preferito e che tanto amiamo, non c’è bisogno neanche di dirlo. In una celebre frase il giornalista, scrittore e poeta napoletano Erri De Luca disse che “I gesti del nuoto sono i più simili al volo. L’acqua dà alle braccia quello che l’aria offre alle ali!”

Il nuoto è un mondo completo, emozionante, che regala gioie, bello e soprattutto vario. In acqua si ha la possibilità di confrontarsi con chi nel tempo ha fatto la storia, la vecchia guardia, con il nuovo che avanza, il giovane ragazzo emergente che vuole far sfoggio al mondo intero del suo talento. Il novello che per la prima volta si trova a salire su quel blocchetto di partenza in un’Olimpiade, quel posto dove le più rosee aspettative e i più nefasti giochi del destino vengono stravolti, surclassati o semplicemente sovvertiti.

Succede poi che dinanzi ti si presenta quell’insolito terzetto che per anni ha lottato per quegli ambitissimi tre gradini del podio e che oggi si trovano fianco a fianco, mano nella mano.

Joseph-Schooling-olympic-games-rioMa questo è solo uno degli aspetti di quanto regalò la gara dei 100 farfalla maschile dei Giochi Olimpici di Rio, dove si consumò il successo del singaporiano Joseph Schooling, che riuscì nell’impresa di battere tutti con 50”39 e piazzarsi davanti ad un inconsueto e mai visto terzetto di primissimo livello composto dallo statunitense Michael Phelps, il sudafricano Chad Le Clos e il magiaro Laszlo Cseh che chiusero con un clamoroso ex aequo in 51”14 (foto di copertina: Getty Images). Tre medaglie d’argento insieme sul podio e nessun bronzo, una circostanza più unica che rara alle Olimpiadi.

Era il 13 Agosto 2016 quando si consumava questa impresa mai vista ai Giochi Olimpici. Occasione dove Joseph Schooling potè coronare il sogno di incontrare in vasca il suo idolo Phelps che già aveva conosciuto all’età di 8 anni quando, emozionatissimo, riuscì a farsi fotografare con lui.

Questo è ciò che può regalare il nuoto, emozioni senza fine, gioie e occasioni mancate che poi tali non sono, anzi, rappresentano momenti che rimarranno indelebili nelle nostre menti, che faranno parte dei nostri ricordi e quando penseremo a quanto di bello ha saputo regalarci il nuoto, difficilmente non ci soffermeremo a pensare a quella pazza notte di agosto 2016 quando il mondo del nuoto salutava in un colpo solo il cannibale Phelps e l’eterno rivale di sempre, quel Laszlo che in fondo senza lo statunitense non potrebbe essere completo.

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.