Covid-19, perché si parla di allarme contagi e nuove chiusure di piscine e paletre?

Numeri a confronto tra marzo e ottobre non spiegano l’accanimento verso alcune delle attività che più di tutte seguono rigidi protocolli anti Coronavirus

L’attesa è alta ma purtroppo non è quella dei grandi eventi sportivi, bensì una lunga e timorosa attesa per un nuovo DPCM annunciato e definito dal Governo d’urgenza, per il quale il Consiglio dei Ministri si è riunito e consultato fino alle 4:30 del mattino di ieri e che dovrebbe essere reso noto e ufficiale tra oggi e domani.

Tra le nuove misure allo studio sul tavolo delle valutazioni per contrastare l’aumento vertiginoso dei casi positivi di Covid-19, la chiusura di piscine e palestre e poi ancora il coprifuoco a partire dalle ore alle 22:00, chiusure di parrucchieri, barbieri, centri estetici, cinema, teatri e in generale tutti gli esercizi commerciali non essenziali, smart working come nuova forma ordinaria di lavoro in tutto il Paese per abbassare il rischio contagio nei mezzi pubblici e didattica a distanza nelle scuole superiori, seppure alternata alla presenza in classe, con alcuni studenti a casa e altri in presenza a rotazione. Questo in tutte le Regioni con Rt superiore a 1, soltanto che purtroppo le uniche al di fuori di questo campo sarebbero Calabria e Molise.

Ma soffermiamoci su alcune riflessioni per provare a comprendere lo stato di allarme del Governo di fronte all’aumento dei nuovi casi che comunque non è da sottovalutare. Prima di tutto soffermiamoci proprio sull’aumento dei casi: è vero che i nuovi contagi giornalieri stanno toccando numeri da tenere sotto controllo, ma per dare un vero peso a questo aumento, bisogna per forza rapportarli con altri numeri.

Come riporta Il Messaggero ad esempio, il 21 marzo, uno dei giorni peggiori della pandemia, si registravano 6.557 nuovi casi a fronte di circa 26 mila tamponi, mentre il bollettino di ieri riporta 10.925 nuovi casi ma a fronte di 163 mila tamponi, evidenziando un tasso di positività che tra marzo e ottobre è ben diverso. La percentuale di tamponi che risulta positiva rispetto a quelli effettuati era infatti del 25% a marzo e del 5,4% a ottobre. Anche le terapie intensive erano diversamente impegnate, con 2.498 ricoverati a marzo e 705 alla giornata di ieri.

Considerando i rapporti e le percentuali nel confronto tra i due periodi, qual è esattamente il dato allarmante secondo il Governo, per cui è necessario intervenire con nuove chiusure puntando attività che più di tutte stanno osservando rigorosamente il distanziamento sociale e le norme anti contagio?

Inoltre, non dimentichiamo che il Governo e il suo Comitato Tecnico Scientifico prima di tutti, avevano già previsto in tempi non sospetti una seconda ondata del Coronavirus con l’arrivo del nuovo autunno, quindi la domanda sorge spontanea come diceva il buon collega Lubrano: come mai ad oggi il Governo brancola nel buio e ancora valuta il da farsi e non ha già pronto un piano di difesa e contenimento rispetto alla nuova ondata di contagi?

Se dopo il lockdown abbiamo già assistito alla caduta di numerosi lavoratori a causa della crisi economica generata dalle mancate entrate e da un mancato concreto sostegno dello Stato alle società sportive, come mai oggi si parla di nuove chiusure a meno di quattro mesi dalla riapertura?

Le piscine e le palestre stanno incassando dal 30 al 50% rispetto a prima del lockdown in conseguenza al numero limitato di persone che possono accogliere nel rispetto delle norme anti covid e in conseguenza alla paura generata dal rischio di contagio, quindi perché puntare il dito principalmente su queste attività e non su altri settori e ambienti? Sarebbe interessante ascoltare una spiegazione ampia e dettagliata in merito.

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“Chi fa sport è abituato, per cultura, ad avere cura di sé stesso e degli altri e non a caso nei circoli l’incidenza del contagio è inesistente – ha dichiarato Gianpaolo Duregon, Presidente dell’Anif, l’Associazione Nazionale Impianti Sportivi e Fitness, nell’intervista a Corriere dello Sport – Non possono paragonarci alla movida senza controllo. I centri sportivi hanno dimostrato di essere in prima linea per la salvaguardia della salute e della sicurezza grazie a protocolli di sicurezza validati scientificamente. Eppure non si ferma la campagna mediatica che ne annuncia un’imminente chiusura, creando panico e diffidenza nell’opinione pubblica. O, peggio ancora, dipingendo i centri sportivi solo come luoghi di aggregazione sociale, come se lo sport fosse un passatempo a cui si può rinunciare senza effetti collaterali, al pari di una cena fra amici. Rappresentiamo un comparto che conta in Italia circa 100.000 impianti tra palestre, piscine e campi. Siamo la forza motrice che alimenta il benessere psico-fisico della nostra società, senza distinzione di età o di livello sportivo. Nei nostri centri si allenano gli atleti che portano alto l’onore dell’Italia nelle competizioni internazionali, si avviano allo sport i bambini, si fa pratica sportiva per i giovani e gli adulti, si tengono attivi gli anziani e soprattutto si insegna uno stile di vita sano! Ecco perché, come risulta da un’indagine statistica svolta da ANIF su un vasto numero di centri sportivi, tra gli sportivi c’è un tasso di contagi nettamente più basso. Non è di certo un caso, questo è un effetto della maggiore attenzione che gli sportivi avevano già prima del COVID, ma ancora di più con l’insorgere della pandemia. Fare allarmismo sulle attività sportive è un’azione dannosa nei confronti di tutti i centri sportivi che, con grande fatica e sacrificio, si sono dovuti risollevare dopo tre mesi di chiusura perdendo la stagione migliore (dal punto di vista dei rinnovi delle quote di frequenza) e dovendo restituire il periodo non goduto a tutti gli iscritti. Creare quindi un nuovo clima di paura e allontanamento dalla pratica sportiva significherebbe, non solo creare un danno enorme alla salute dei cittadini, ma anche un danno economico senza precedenti: un intero comparto della nostra economia morirebbe inesorabilmente”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine