Nuoto, piscine chiuse e piscine aperte, chi può e chi non può nuotare tra ansie e frustrazione

L’ultimo DPCM ha alzato un livello di disparità tra chi ha la fortuna di allenarsi in piscine rimaste aperte e chi invece aspetta con speranza la riapertura totale, ma non arrendiamoci, siamo nuotatori!

Nella vita c’è sempre chi può e chi non può e vale anche nel nuoto, soprattutto in questo periodo. Con le numerose misure di contenimento del Covid-19, molte piscine hanno dovuto chiudere i battenti perché impossibilitate a continuare a svolgere la normale attività acquatica potendo contare su un numero ristretto di utenti rappresentati dagli agonisti che prendono parte ad eventi di interesse nazionale, così come stabilito dall’ultimo DPCM in vigore e da Federnuoto.

Alcune altre invece sono riuscite a resistere all’onda d’urto e vuoi per i numerosi atleti che si allenano presso la propria struttura, vuoi per un’organizzazione interna tale da riuscire a contare complessivamente su un’utenza sufficiente a giustificare l’apertura dell’impianto sportivo, stanno continuando a offrire i propri servizi.

Di fonte a questa disparità però, c’è chi sta continuando a nuotare ed allenarsi e chi purtroppo ha dovuto fermarsi. Fa male quando ti viene tolto ciò che più ami, quando ti viene tolta la libertà e il rammarico è tanto. L’impressione, ma non sta a noi deciderlo, è che ci sia tanta incoerenza tra le scelte sulle misure di contenimento tra i vari ambienti pubblici e settori lavorativi ed è difficile quindi da accettare quanto viene imposto.

Ci hanno illuso, hanno fatto sperare tutti di poter continuare a nuotare, ma in realtà soltanto una minima parte ci riesce oggi. Perché agire in questo modo? Noi nuotatori siamo abituati a rispettare le regole, lo sport stesso è fatto di regole, quindi protocolli e restrizioni non ci spaventano, anzi sono il nostro pane quotidiano, ma a nulla è servito mettersi in riga.

È inutile però piangere sul latte versato, non è facile accettarlo, ma bisogna reagire e lamentarsi non è il modo migliore.
Amici nuotatori siamo fortunati nella sfortuna, perché abitiamo in una penisola, siamo circondati da acqua, c’è il mare e ci sono i laghi e quindi certamente non tutti, ma una buona parte di nuotatori, almeno sicuramente gli appassionati, potranno sfruttare ambienti naturali nelle acque libere per perseguire la propria passione.

È vero, non è come l’ultima chiusura, fa freddo, andiamo verso l’inverno, ma non dobbiamo scoraggiarci! Muta, cuffia termica e boa di sicurezza saranno i nostri compagni di avventura nel prossimo mese e sono sicura che il meteo starà dalla nostra parte regalandoci bellissime giornate di sole per accompagnarci nei nostri allenamenti in acque libere.

Per noi che amiamo questo sport, che dall’acqua non riusciamo a stare lontani, che respiriamo veramente solo quando abbiamo la testa immersa in acqua, viviamo una continua riscoperta del nostro amore ad ogni nuotata. Non tutti possono capirlo finché non lo diventi, se non sei un nuotatore sarà difficile immedesimarti.

È come quando ti innamori per la prima volta: non sai cosa significa amore e amarsi finché non succede e quando ti manca l’aria ogni volta che pensi a lui o a lei, perennemente nei tuoi pensieri, e non riesci ad immaginare una vita o semplicemente un giorno senza quella persona. È solo quando lo provi che capisci che è amore.

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Così è per i nuotatori, quando al solo pensiero di non poter nuotare ti viene un tuffo al cuore, ti viene la nausea e senti una sensazione di malessere che capisci di essere innamorato di questo sport e che è il tuo sport e non potevi fare scelta migliore.

C’è frustrazione nell’aria, però le farfalle nello stomaco al solo pensiero di quando torneremo a nuotare di nuovo in vasca non possono mancare. Essere resilienti è una caratteristica che ci rappresenta, siamo abituati a resistere e tenere duro.

Quindi non arrendiamoci, non chiudiamoci in casa a fare pizze e a giocare con il lievito a dolce forno, restiamo attivi e in men che non si dica ritorneremo a fare avanti e indietro inseguendo la nostra amata striscia blu.

Noi siamo nuotatori e siamo liberi di nuotare. Nessuno ci può togliere questo diritto e noi, prima o poi, ci riprenderemo tutto quello che nostro!

Foto di copertina per gentile concessione di Sara Franzini

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MariaSofia Paparo

Studentessa presso la Facoltà di Scienze e Tecnologie della navigazione, brevetto di sub, membro del Master Team Speedo.