Schiaffo a piscine, palestre, cinema e teatri, Festival Sanremo tratta per avere pubblico all’evento

Cinema e teatri, ma anche piscine e palestre, costretti alla chiusura da tempo immemore, ma per Sanremo si sta dibattendo per avere un’eccezione o almeno un escamotage al DPCM

Con la crisi economica nera, aspra e profonda che attanaglia l’Italia alle prese con le restrizioni e le chiusure decise dal Governo per contrastare il rischio di contagio di Covid-19, da Sanremo, e più precisamente dal direttore artistico del Festival Amadeus, arriva quello che può considerare uno schiaffo in pieno viso a tutti i gestori di cinema e teatri, ma anche piscine e palestre che ormai boccheggiano nella speranza di poter riaprire il prima possibile per evitare il fallimento: il Festival di Sanremo sta trattando per imporsi e avere pubblico alla 71esima edizione dell’evento musicale, perché secondo Amadeus e la RAI, come riportato da La Stampa, “Il Festival senza pubblico non è immaginabile”.

Un dibattito del genere, con un DPCM in vigore che ricordiamo prevede la chiusura di cinema, teatri, oltre a piscine e palestre almeno fino al 5 marzo, non aveva probabilmente neanche ragione di esistere, eppure sembra quasi certo che in un modo o nell’altro, il Festival di Sanremo, in programma dal 2 al 6 marzo, avrà un pubblico.

In prima battuta, la RAI voleva proporre l’ipotesi di una creare una bolla per il pubblico spettatore del Festival musicale utilizzando una nave da crociera, ma avendo ricevuto un secco no dal prefetto di Sanremo Alberto Intini, ha studiato un Protocollo Sanitario da sottoporre alle autorità competenti, tra cui la ASL locale e il sindaco Biancheri, in modo da poter prevedere in un modo o nell’altro una presenza del pubblico nella platea del Teatro Ariston.

L’escamotage ideato dell’entourage della RAI prevede infatti un pubblico figurante, ovvero persone da mettere sotto contratto con la RAI, con il quale si aggirerebbe anche il problema del coprifuoco previsto alle 22:00, visto che la chiusura dello spettacolo avviene generalmente alle 2:00 circa del mattino.

“Se si decide di fare Sanremo con il pubblico, si riaprono i teatri e i cinema. È pacifico”, ha dichiarato la regista siciliana Emma Dante, affiancata da tanti altri operanti nel mondo dello spettacolo, tra cui Manuela Kustermann, attrice e direttrice del Vascello di Roma, che attraverso i suoi social non ha nascosto la propria indignazione: “Se il Festival di Sanremo apre al pubblico, mobilitiamoci, scendiamo in piazza. Ci sentiamo mortificati, dimenticati. Si parla di turismo, mai di cultura, mai di teatro. È vergognoso che da mesi il ministro Franceschini sia latitante, non dica nulla, non si esponga”

La domanda che è giusto e opportuno porsi in coerenza al DPCM, alle norme igienico sanitarie e soprattutto nel rispetto di tutti i gestori di cinema, teatri, piscine e palestre costretti alla chiusura da fin troppo tempo, è “In che modo si abbasserebbe il rischio di contagio se anziché pubblico pagante, si parla di pubblico figurante?”.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine