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foto: Getty Images / profilo Instagram Simone Manuel

Miracolo Simone Manuel, “Lodatelo in anticipo. A Dio sia la gloria!”

La statunitense si qualifica alle Olimpiadi con solo due mesi di allenamento dopo aver patito l’over training, “Lascia che la fede ti mostri la strada e tieni sempre la testa alta!”

Un Miracolo personale per Simone Manuel che con le parole “Lodatelo in anticipo. A Dio sia la gloria!” esprime la sua gioia dopo l’incredibile qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo ottenuta nei 50 stile libero durante i Trials USA disputati la scorsa settimana a Omaha.

Un miracolo personale, perchè la 24enne era reduce da un periodo molto difficile che l’ha vista vittima di over training, a causa del quale aveva infatti mancato la qualifica nella gara in cui ha vinto il titolo olimpico del 2016 e gli ultimi due Mondiali.

I 100 stile libero l’avevano vista infatti concludere quarta con il crono di 54”17, ben lontana dalle sue potenzialità, per le quali negli ultimi quattro anni ha nuotato sempre abbondantemente sotto i 53 secondi.

Due mesi di allenamento sono in effetti troppo pochi per preparare un evento così importante, una delle peggiori situazioni n cui si può trovare un atleta.

Ma cos’è l’over training?

Di Over Training o Stress da Sovrallenamento ne abbiamo parlato in alcuni articoli pubblicati nella sezione del nostro sito web “Intorno al Nuoto – Salute” – clicca qui per leggere.

Quando un atleta viene sottoposto ad allenamenti estenuanti, competizioni ripetute e, non di meno, ad altri tipi di stress (ambiente lavorativo e familiare), tanto da non essere più in grado di esprimersi a livelli ottimali, nemmeno dopo un appropriato periodo di scarico e di recupero, allora è giusto parlare di sovrallenamento.

Va sottolineato che per poter diagnosticare con sicurezza uno stato di sovrallenamento, è indispensabile documentare un calo delle capacità prestative.

Il sovrallenamento si divide inoltre in sovrallenamento a breve termine (short-term over-training) o “over-reaching” e sovrallenamento a lungo termine (long-term over-training) o “over-training syndrome”.

La dura diagnosi, lo stop forzato e il ritorno in vasca di Simone Manuel

Simone Manuel ha preso parte ai Trials USA dopo essere stata vittima di Over Training, accusato a inizio anno.

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A gennaio ha infatti iniziato a sentirsi fuori condizione e dopo alcuni mesi, prendendo atto delle sue negativissime prestazioni, ha voluto approfondire. 

Insieme alla condizione atletica pessima, soffriva di insonnia, depressione, perdita di appetito e ansia. 

Facevo fatica anche a salire le scale – ha dichiarato Simone Manuel – Ho avuto momenti in cui non volevo nemmeno andare in piscina perché sapevo che sarebbe stato brutto. Una volta tornata in acqua è stata una strada in salita. È stata dura perché amo questo sport”

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Simone Manuel è stata costretta a interrompere gli allenamenti fino al 17 aprile, arrivando in questo modo ad avere troppo poco tempo per rimettersi in forma per i Trials olimpici.

Alla texana sarebbe servito un miracolo per qualificarsi ai Giochi di Tokyo, ma a volte i miracoli esistono.

I 100 stile libero vanno però malissimo e Simone Manuel perde la possibilità di difendere il titolo olimpico vinto a Rio e al quale sono seguiti i due titoli mondiali.

Molti avrebbero avuto difficoltà a competere nuovamente dopo l’esclusione dai 100 stile libero nuotati con un crono che proprio non appartiene alla campionessa olimpica e mondiale e invece lei si è tuffata nei 50 stile libero a caccia della sua seconda Olimpiade in carriera.

La vittoria e il crono di 24”29 le permettono di staccare il pass per Tokyo che festeggia in lacrime al CHI Health Center di Omaha.

E dopo poche ore dal suo miracolo personale, Simone Manuel si esprime sul suo profilo Instagram ispirandosi a un passo della Bibbia preso da Colossesi 1:17:

Lodatelo in anticipo. A Dio sia la gloria!

So che una didascalia non rende giustizia ai miei sentimenti, ma non ho nemmeno tutte le parole per spiegare veramente come mi sento quest’anno, ma soprattutto come sono stata la scorsa settimana.

Quello che so è che sono grata. Grata per l’amore travolgente e il sostegno che mi ha circondato prima, ma anche qui e ora. Grazie a tanti di voi per aver creduto in me quando ne avevo più bisogno.

Sono fiera. Orgogliosa della persona che sono diventata attraverso questo viaggio. Orgogliosa della mia lotta, grinta e coraggio per affrontare le mie paure, ma, soprattutto, orgogliosa di andarmene a testa alta indipendentemente dalla vittoria o dalla sconfitta.

Grazie Dio e grazie a tutti! Una battaglia non si combatte mai da soli! Grazie alla mia famiglia, amici, allenatori, compagni di squadra, medici, allenatori, Team Wasserman, sponsor e partner, vecchi e nuovi fan e altro ancora… Sono completamente sopraffatta da tutto l’amore e il supporto che ho ricevuto.

Tokio arriviamo!

E a coloro che potrebbero essere in difficoltà o aver bisogno di incoraggiamento in qualunque posto ti trovi nella vita in questo momento. Il successo non è nella vittoria. È nella lotta che porti. Non lasciare che la paura sia la tua guida. Lascia che la fede ti mostri la strada e tieni SEMPRE la testa alta! ️

E sono pronta per dormire finalmente un po’”

Non si legge tutti i giorni di un atleta che ringrazia Dio per i risultati conseguiti e certamente la storia di Simone Manuel fa riflettere.

Video Gara

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine