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Luca Dotto riparte da Mike Maric, “Obiettivo Olimpiadi, poi mi ritiro e mi dedico alla mia Academy”

Il 31enne ritorna dopo un anno difficile, “Noi atleti siamo visti come invincibili, ma siamo persone normali, con i nostri drammi, le nostre vittorie ma anche le nostre sconfitte”

Luca Dotto riparte da Mike Maric, tecnico e signore dell’apnea, al quale il veneto ha deciso di affidarsi dopo un anno sabatico, che lo ha visto saltuariamente competere in vasca, ma a un livello ben differente da quello a cui ci aveva abituato.

Le problematiche legate alla pandemia e soprattutto il grave lutto familiare per la triste perdita della madre, hanno certamente condizionato l’animo di un ragazzo che ha sempre dimostrato di essere umile e sensibile, come più volte dalla redazione di Swim4Life Magazine abbiamo avuto la possibilità di apprezzare.

Chi non avrebbe difficoltà ad andare avanti dopo la perdita di un genitore?

Adesso però il 31enne veneto, Campione Europeo dei 100 stile ai Campionati di Londra 2016, ha deciso di ritornare.

Primo italiano sotto i 48 secondi nei 100 stile libero e primo e unico ad oggi a vincere l’argento iridato dei 50 stile libero ai Mondiali di Shanghai 2011, Luca Dotto ha deciso di rimettersi in gioco sfruttando i “doni” dell’apnea.

Cerco una nuova possibilità – ha dichiarato l’atleta – Dopo un anno difficile volevo rimettermi in gioco, non chiudere in quel modo e così ho cambiato tutto, anche l’allenatore”

L’incontro con l’ex campione mondiale di apnea Mike Maric gli ha cambiato tante prospettive, sul nuoto sicuramente e probabilmente anche sulla vita.

Ho iniziato a lavorare sull’apnea, concentrandomi soprattutto sull’aspetto mentale e sui suoi risvolti psicologici – spiega Dotto – Voglio puntare tutto sulla velocità dei 50 con l’obiettivo di arrivare alle Olimpiadi di Parigi 2024.

Vorrei chiudere lì la carriera, dare un contributo alla staffetta e poi concentrarmi sul progetto della mia Swim Academy”

Adesso, sotto le direttive di Mike Maric, che in passato ha contribuito alla preparazione anche di atleti come Federica Pellegrini e Filippo Magnini, è pronto a ripartire.

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Con l’acqua ho un rapporto d’amore, essere circondati dall’acqua moltiplica le sensazioni positive e regala tanta serenità – spiega Dotto parlando della sua esperienza con l’apnea – Ci sono due Luca Dotto: il nuotatore agonista che vuole migliorare la sua performance e il nuotatore libero che vuole soltanto godere a pieno l’elemento acqua”

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I doni dell’apnea non sono affatto trascurabili, soprattutto in una gara sprint come quella dei 50 stile libero, argomento di cui abbiamo parlato anche in passato sul nostro Magazine – clicca qui per saperne di più.

Un 50 o 100 stile libero sono gare frenetiche, piene di adrenalina – spiega Dotto – Prima di partire chiudo gli occhi, mi rilasso, cerco di controllare la respirazione diaframmatica, tutte cose che mi porto dall’esperienza dell’apnea.

Saper respirare in maniera corretta può fare la differenza nel nuoto, sono concetti che porto anche nelle lezioni che svolgo con la mia Academy”

Un campione che è diventato un punto di riferimento per tantissimi giovani aspiranti al nuoto d’élite e che oggi si divide tra il ruolo di nuotatore competitivo e quello di tecnico nei suoi Swim Camp.

Ai ragazzini insegno che bisogna godere dell’acqua anche al di fuori dalla piscina e cerco di trasmettere a loro la passione non solo per il nuoto ma anche per l’apnea – afferma Dotto – È importante aprire loro la visione di ciò che possono fare veramente in una piscina profonda per immersioni.

Poter insegnare anche ai più piccoli, è secondo me propedeutico per godere appieno della vita e superare anche quei momenti difficili che tutti abbiamo, anche noi atleti che siamo visti sempre invincibili, sorridenti, belli, baciati dalla fortuna.

Invece siamo persone normali, con la nostra storia, i nostri drammi, le nostre vittorie ma anche le nostre sconfitte”

Un ultimo quadriennio, anzi triennio in questo momento storico in cui le prossime Olimpiadi distano soltanto tre anni da quelle di Tokyo disputate quest’anno, e poi il saluto definitivo al nuoto competitivo.

Vorrei far capire anche ai più giovani che noi siamo soltanto delle persone leggermente più grandi di loro che hanno creduto nel nostro sogno e sono riusciti a raggiungere un ottimo livello – conclude il 31enne – Tutti hanno questa capacità e noi cerchiamo di motivarli a farlo all’interno di questo bellissimo elemento”

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Paco Clienti

Paco Clienti
Responsabile Redazione Swim4Life Magazine