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Erika Ferraioli si ritira agli Assoluti, “Ci tenevo fare un ultimo saluto, è stato emozionante”

Il futuro per lei è già oggi, “Mi occuperò di Comunicazione nel Centro Sportivo Esercito”

Il nuoto è stato la casa di Erika Ferraioli per vent’anni, quattordici dei quali vissuti nel giro della nazionale Azzurra, di cui è stata una delle artefici dei progressi della velocità italiana.

Tre Olimpiadi all’attivo, ex primatista italiana dei 50 e 100 stile libero, due bronzi ai Mondiali in vasca corta di Doha 2014 e due argenti e un bronzo a quelli di Windsor 2016, la 35enne romana ha deciso di ritirarsi.

Per l’ultimo saluto al nuoto competitivo, Erika ha scelto lo Stadio del Nuoto di Riccione in occasione dei Campionati Italiani Assoluti invernali che ha riservato alla velocista azzurra un caloroso abbraccio.

Al termine dei 50 stile libero, in cui l’atleta del Centro Sportivo Esercito ha chiuso nona in 25”09, l’annuncio dello speaker Luca Rasi ha dato il via alla meritata standing ovation per un atleta che a dispetto dei sui prestigiosi traguardi, è sempre rimasta umile.

Il tocco della piastra cronometrica ha ufficialmente sancito per Erika l’ultima gara competitiva nel nuoto che, visibilmente emozionata, ha salutato i colleghi tra gli applausi.

È stato molto imbarazzante – racconta sorridendo Erika, intervistata subito a fine gara – Ci tenevo però a fare questo saluto perché mi sembrava giusto, anche se in realtà sono molto timida e quindi non è stato facile. È stato bello accogliere gli applausi e i tanti segni di riconoscenza”

Come hai vissuto le ultime settimane sapendo che agli Assoluti di Riccione avresti fatto la tua ultima gara?

Ho cercato di pensarci il meno possibile perché altrimenti mi sarebbe venuta l’ansia per quello che avrei vissuto dopo. Mi sentivo bene in acqua e volevo fare una gara dignitosa. Non sono stata soddisfatta del tutto perché potevo fare meglio, ma negli ultimi anni ho gareggiato poco”

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Ho notato tantissimi abbracci dopo la gara, cosa lasci nel mondo del nuoto competitivo?

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Ho condiviso praticamente tutto con alcune atlete, gli abbracci erano partiti già prima della gara. Quello che più mi ha colpita è aver avuto anche persone non nuotatori, tra giudici, cronometristi, fotografi e addetti ai lavori, commossi per il mio ritiro. È stato gratificante.

Cosa lascio nel nuoto competitivo bisognerebbe chiederlo agli altri. Io penso di lasciare una carriera lunga, che vuol dire averci davvero creduto, superato sempre le difficoltà e avercela messa tutta per arrivare fino in fondo. Nel nuoto lascio sicuramente il cuore e spero di aver lasciato anche agli altri qualcosa di me”

Qual è il ricordo più bello legato alle competizioni?

Sicuramente il Mondiale di Doha 2014: mi sentivo quasi invincibile, abbiamo vinto tante medaglie e abbiamo aperto il percorso della 4×100 stile che sarebbe arrivata alla finale Olimpica”

E al nuoto in generale?

Ce ne sono talmente tanti perché il nuoto è stato la mia vita per vent’anni. Sicuramente i rapporti costruiti con avversarie diventate amiche che mi hanno accompagnato nel mio percorso”

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Quale delle tre Olimpiadi ricordi con più piacere?

Sono state completamente diverse l’una dall’altra. Pechino è arrivata all’improvviso, ero frastornata, quindi non l’ho vissuta nel pieno.

Londra l’ho cercata e voluta, ma mi ha lasciato di meno a livello di esperienza e invece Rio l’ho voluta tanto per dimostrare che la 4×100 stile era da finale olimpica e penso che sia a livello sportivo che umano sia stata la migliore”

Tu sei stata una delle storiche componenti dell’oro della prima 4×100 stile libero mista della storia del nuoto. Quale ricordo porti di quella medaglia?

Si è vero, gli Europei di Berlino 2014 erano il primo Campionato che vedeva le staffette miste di sesso. Sentire l’inno che suona per te è un’emozione unica e poi le staffette sono divertenti, anche perché è stato un modo diverso per vivere ad esempio la camera di chiamata, condivisa anche con gli uomini”

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A quale delle medaglie che hai vinto in carriera sei legata di più?

Al di là dei Mondiali di Doha, la medaglia dei Giochi del Mediterraneo di Tarragona vinta a oltre 30 anni è quella che ricordo con più emozione.

Mi sentivo quasi finita e invece riuscii a fare una bella gara e con un bel tempo, di nuovo sotto i 55” in vasca lunga nei 100 stile. Fu un bel momento”

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Chiudi la carriera soddisfatta o con qualche rammarico?

Sono soddisfatta, l’unico rammarico è stato non vedere almeno un 24”9 nell’ultima gara – risponde sorridendo Erika – Scherzo, sarebbe cambiato poco”

Il futuro per te è già oggi, come sarai impegnata fuori dalla vasca?

Prenderò qualche giorno di relax e poi sicuramente ricomincerò con tutti i miei piani. Lavorerò al Centro Sportivo Esercito nell’ambito della comunicazione. L’Esercito è stato molto importante per me è lo sarà anche per il futuro. Sarò sempre grata a loro per avermi permesso di fare tutto ciò che ho fatto nel nuoto.

Voglio ringraziare anche il Circolo Canottieri Aniene, la mia famiglia, che è sempre rimasta un po’ nell’ombra ma sempre per me presenti, e i miei allenatori storici, Mirko (Nozzolino, ndr) in particolare perché mi ha cambiato sia come atleta che come persona e tutte le persone che mi sono state vicine in tutti questi anni.

Da oggi mi dedicherò anche a cose che prima non potevo fare, come i viaggi fuori stagione e il surf. Spero anche di poter collaborare in altre occasioni con DeepBlueMedia, come già accaduto agli Europei in vasca corta di Kazan e agli Euro Junior a Roma”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine