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Le Piscine stanno chiudendo, gli eventi stanno saltando, il nuoto è in piena crisi!

Il Covid, le restrizioni e infine gli aumenti sui costi dell’energie, il mondo acquatico è a secco

Il nuoto sta vivendo uno dei periodi storici più negativi di sempre e non a causa dei risultati, che anzi non mancano, ma è vittima di una crisi profonda avviata con l’inizio della pandemia.

I lockdown hanno messo i gestori degli impianti natatori all’angolo, ma come se le chiusure forzate e i mancati adeguati ristori non bastassero, sono arrivate ulteriori colpi che hanno fatto sprofondare il nuoto in un abisso in cui non arriva luce.

Le restrizioni dovute alla presenza del Covid hanno limitato fortemente la ripartenza, lasciando migliaia di realtà sportive in una condizione pessima, ma adesso sembra stia arrivando il colpo del KO.

Gli aumenti spropositati dei costi energetici, metteranno seriamente a repentaglio la vita di molte società sportive e gestori di piscine, che tra debiti e scarsa utenza, non sanno più cosa inventarsi per sopravvivere.  

Ristori? Gli impianti natatori che non sono solo per i grandi campioni, ma per i cittadini e lavorano in un delicato ambito come quello di insegnare a nuotare, sono alla carità, in ginocchio, stanno chiudendo – ha affermato il Presidente della FIN Paolo Barelli a La Politica nel Pallone su Gr Parlamento – Non solo sono colpiti dalla pandemia, ora sono colpite dal caro energia. Scaldare migliaia di metri cubi di acqua hanno dei costi enormi. Siamo molto preoccupati, sono arrivate solo le briciole.

Sono in grande difficoltà perché non so cosa dire a questa società che non sono più in grado di andare avanti. Spero si possa fare qualcosa nell’immediatezza”

Intanto i concessionari di una decina di piscine romane invocano l’intervento del sindaco proprio in relazione all’aumento dei costi energetici e alle scarse iscrizioni conseguenti all’attuale situazione in Italia dovuta al Covid.

Parallelamente alle difficoltà di molte piscine, si stanno verificando annullamenti a cascata di numerosi eventi: la Sicilia ha annunciato nei giorni scorsi di doversi necessariamente fermare con tutte le attività competitive, da quelle agonistiche a quelle master.

A proposito di Master, nelle ultime ore sono arrivati gli annullamenti del blasonato Trofeo Città di Gussago in programma per il 30 gennaio a causa della situazione sanitaria che ne rende insostenibile l’organizzazione, insieme ai Meeting di Lavagna (16 gennaio) che seguono all’annullamento del Trofeo Città di Ravenna (8-9 gennaio).

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Perdite del mondo del nuoto? Si parla di cifre che superano il miliardo. Ci sono circa 4 milioni di cittadini che vanno in piscina in modo periodico e le società sportive sono già entità molto vulnerabili anche finanziariamente e con questa botta che ha azzerato le entrate e fatto lievitare i costi, il risultato è il fallimento – ha proseguito Barelli – Non so cosa aspettarmi dal prossimo vertice. Lo sport fa i conti con la pandemia in maniera trasversale. Certe decisioni possono essere riviste, io non sono stato coinvolto e non so chi va a dire cosa. Qui c’è il problema dell’attività di base e la risposta della politica è stata data ignorando le cose”

Anche la mancanza di un Ministero dello Sport aggrava una situazione già di suo ormai insostenibile.

In questo momento di sofferenza e difficoltà dove ogni ministero cerca di affrontare le difficoltà del proprio ambito, oggi manca un Ministro dello Sport – ha sottolineato Barelli – La Vezzali è un sottosegretario e non è presente nel momento in cui si dividono pani e pesci.

La mancanza di un ministro dello sport si fa sentire e in questo momento è un problema. I ministri in Consiglio battono i pugni per avere ristori per il proprio settore, fanno il loro lavoro. Lo sport non c’è”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine