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Sara Franceschi, testa e cattiveria agonistica da vera combattente

“Prima dei 200 misti ho parlato con Filippo Magnini, il mio nutrizionista e il mio papà e mi hanno aiutata a credere di poter fare bene anche se non sono al top”

Altalenante il Campionato Italiano di Sara Franceschi, che nella prima gara del suo programma, i 400 misti, ha dovuto incassare una sonora battuta d’arresto.

Titolo italiano conquistato senza troppa fatica, ma il crono è stato deludente, un 4’40”13 lontano dai suoi standard e che ha visto sfumare il pass per i mondiali per l’atleta delle Fiamme Oro e Livorno Aquatics.

La 23enne toscana allenata dal papà e tecnico federale Stefano Franceschi, argento europeo nella specialità di vasca corta, non ha nascosto la delusione e la grande rabbia per il traguardo mancato.

Sono rimasta delusa dai 400 misti, visto che avevo ottime sensazioni nei giorni precedenti – racconta a freddo Sara Franceschi ai microfoni di Swim4Life Magazine – Nei 200 misti ho voluto però reagire e dimostrare di esserci con la testa”

E in effetti la reazione non è tardata, con un 200 misti nuotato con una carica agonistica posseduta soltanto dagli atleti con la testa al posto giusto.

Il titolo assoluto, ma soprattutto il crono, 2’11”94, è ricco di significato e la gioia esplosa dal cuore dell’atleta subito dopo il tocco della piastra, ci è stata come uno tsunami.

Dopo i 400 misti ero nera – ammette la livornese – Nei 200 misti volevo mettere la mano davanti a tutte e dimostrare di poter fare bene anche se non sono al top della condizione e sono contenta di esserci riuscita”

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Cosa è cambiato tra una gara e l’altra?

Non ho pensato troppo allo stato di forma fisica perché ormai non potevo più tornare indietro, ma ho voluto crederci fino all’ultima bracciata e provare a tirare la gara al massimo fin dai primi metri”

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C’è stato qualche altro elemento che ti ha aiutato a gestire la gara in maniera ottimale a livello psicologico?

Si, devo dire che prima della gara ho parlato con Filippo Magnini e il mio nutrizionista e mi hanno detto cose che mi sono servite a credere in me stessa davvero tanto. Anche il mio babbo allenatore mi ha chiesto di crederci, mi ha detto di metterci tutta la cattiveria agonistica e la testa senza pensare alle condizioni fisiche e così ho fatto”

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Il primo pensiero dopo il tocco della piastra cronometrica?

Non pensavo di poter nuotare quel tempo, ma evidentemente lo avevo nelle braccia e nelle gambe e soprattutto nella mia testa”

E adesso?

Mi rimetto sotto con gli allenamenti. Andremo in altura e vediamo se riusciamo a conquistare il mondiale, altrimenti penseremo all’Europeo in casa”

Sara Franceschi – Video intervista

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine