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foto Mattia Ferru / Swim4Life Magazine

Claudio Faraci racconta il suo primo Europeo, ricordando Marco Lappostato e la Sicilia

L’atleta dedica un pensiero al suo primo allenatore, scomparso di recente, “Mi manca sempre e spero di averlo fatto felice con l’Europeo disputato, sono sicuro che mi ha accompagnato e che da lassù mi ha aiutato e fischiato come faceva sempre”

Claudio Faraci è alle prime bracciate importanti della sua carriera natatoria, ma a dispetto della sua poca esperienza e della giovane età, 21 anni, ha già le idee molto chiare su quello che vuole dalla vita.

Il nuoto è importante, ma non è l’unica strada sulla quale scommette il siciliano, originario di Floridia in provincia di Siracusa, ma che vive a Roma da ormai tre anni.

Nella Capitale studia infatti Scienze Motorie e tra gli obiettivi del prossimo anno, oltre i risultati sportivi, c’è anche quello di conseguire la Laurea.

Il nuoto è sempre un punto interrogativo – racconta Claudio Antonino a Swim4Life Magazine – Anche se adesso mi sta regalando delle gioie, devo pensare che il mio futuro potrebbe anche non essere da atleta”

Parole da cui traspare il fatto che la testa del ragazzo sia bel saldata sulle spalle e che non si è montata, nemmeno dopo la medaglia d’oro vinta nei 200 farfalla ai recenti Giochi del Mediterraneo di Orano.

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foto Paco Clienti / Swim4Life Magazine

In questi giorni sta vivendo la sua prima esperienza importante nella nazionale assoluta con i Campionati Europei di Roma e sta godendo oltre tutto del vantaggio di giocare in casa.

Il pubblico di casa è davvero magico. È indescrivibile vivere una manifestazione del genere in questa piscina a Roma, è un sogno che mi porterò dietro per sempre”

Allenato da quest’anno da Gianluca Belfiore dopo il percorso di inserimento nel Circolo Canottieri Aniene fatto con Sandro Alessandro, ma è stato svezzato da Marco Lappostato, un guru in Sicilia e non solo, che ci ha lasciati dallo scorso ottobre.

In Sicilia mi allenavo in vasca corta e soltanto in estate potevo beneficiare della splendida Cittadella dello sport di Siracusa in vasca lunga.

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Ho deciso di trasferirmi a Roma per avere maggiori possibilità. Oggi mi segue Luca Belfiore e mi trovo molto bene con lui, ma mi piange il cuore dire che in Sicilia ero allenato dal grande Marco Lappostato, che ci ha lasciato lo scorso primo ottobre.

Mi manca sempre e spero di averlo fatto davvero felice con l’Europeo disputato, ma sono sicuro che è così. Sono sicuro che in questi Europei mi ha accompagnato e sono sicuro che da lassù mi aiuta e mi fischia come faceva sempre”

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Un ragazzo pieno di voglia di fare bene, ma anche con tante passioni e soprattutto amante dello sport, ma il nuoto non è al primo posto.

È brutto da dire, ma il nuoto non è lo sport che seguo maggiormente. Mi piace molto il Calcio, la Formula Uno, il Basket americano e il Tennis. Il nuoto lo vivo un po’ come un lavoro”

Siciliano doc, Claudio non vede l’ora di ritornare a casa al termine della stagione e di ricaricare le pile per la prossima.

Adoro la Sicilia, ogni mese e mese e mezzo ritorno a casa perché ho un bellissimo rapporto con la mia famiglia, i miei fratelli e in generale i miei parenti e amici, quindi ritornare a casa spesso è importante per me. Il 18 agosto infatti ritornerò a casa. Grazie a Dio abbiamo una villetta sul mare e quindi per le vacanze sono messo bene”

Agli Europei di Nuoto, nel Foro Italico di Roma, ha chiuso la sua prima esperienza importante con un ottavo posto nelle batterie di qualifica con 1’57”54, risultato che per quanto buono, non gli garantito il passaggio in semifinale, superato dai due compagni di nazionale Razzetti e Carini.

L’esperienza degli Europei è stata più che positiva per me, era il mio primo Campionato continentale e posso dire che a livello mentale l’ho affrontato in maniera molto molto buona. Non voglio elogiarmi più di tanto, però penso sia la verità, perché l’ho vissuto davvero in maniera serena, anche al blocco di partenza e di questo ne sono soddisfatto. I 200 delfino sono andati bene. È la terza volta quest’anno che riesco a nuotare in 1’57” dopo i Giochi del Mediterraneo e gli Assoluti di Ostia. Farlo al mattino poi, ha un valore aggiunto”

Avevi tre colossi davanti nella tua batteria. Quale è stato il tuo approccio mentale prima di entrare sul piano vasca?

Non è la prima volta che mi capita di gareggiare con Carini e con il campione olimpico (Milak, ndr), perché l’ho fatto l’anno scorso al Sette Colli. Sono comunque onorato di stare accanto a un atleta che detiene il primato del mondo. Non pensavo al fatto che sarebbe stato difficile, ma ho pensato soltanto a fare bene la mia gara, gestire bene le energie e penso di averlo fatto, ma vediamo se il mio allenatore è d’accordo. Peccato non essere passato in semifinale, perché ci tenevo molto, ma sapevo che sarebbe stato difficile”

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foto Mattia Ferru / Swim4Life Magazine

Sei una delle matricole di questa nazionale: come sei stato accolto?

Molto bene, la squadra è molto compatta, sono tutti molto disponibili e poi io sono un ragazzo socievole e riesco a fare amicizia con tutti. Poi quando si vince, le cose vanno sempre meglio e l’ambiente è sereno. Penso che questa sia la nazionale più forte i tutti i tempi. Non voglio offuscare le squadre del passato, che sono state forti, ma penso che questa squadra sia davvero cresciuta. Ci sono molto giovani, si sta bene insieme e io sono onorato di farne parte”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine