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Caso Paolo Barelli archiviato per il CONI, cosa succede adesso

Per la giustizia ordinaria e sportiva, il presidente FIN non ha commesso reati, né infrazioni disciplinari e le accuse di World Aquatics non sussistono, ma adesso passa tutto nelle mani del Tribunale Arbitrario dello Sport

È surreale ciò che si sta verificando con il caso Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto, squalificato per tre anni da parte dell’Ethics Panel della World Aquatics, ex FINA.

Lo scorso settembre, Paolo Barelli fu sospeso a tempo indeterminato e con effetto immediato da World Aquatics, che accusava l’ex Presidente della LEN ed ex membro dell’Ufficio di presidenza della FINA di presunti illeciti su tre casi separati.

La decisione fu presa dal Collegio Etico indipendente della FINA che avviò le indagini sul caso e sulle accuse di illeciti, che includono potenziali violazioni multiple delle regole della Costituzione della FINA e del Codice Etico della FINA.

La sospensione provvisoria ha precluso, fino a oggi, l’esercizio da parte di Paolo Barelli di qualsiasi funzione e la partecipazione a qualsiasi attività all’interno della FINA, delle Organizzazioni Continentali della FINA e delle Federazioni Membri della FINA.

Dopo le indagini, il Presidente FIN Paolo Barelli fu squalificato prima per due anni e poi per tre anni da parte del Collegio Etico indipendente della FINA, oggi World Aquatics.

Il numero uno di Federnuoto dichiarò in quell’occasione il suo netto disappunto tramite l’agenzia Adnkronos, annunciando una battaglia legale.

Ricorrerò alla Corte Arbitrale dello Sport e vincerò perché mi oppongo ad una sentenza ovviamente non definitiva, priva di fondamento, assurda, infamante e con evidenti ripercussioni sulla mia attività negli ambiti sportivo e politico e di conseguenza sull’intero movimento – dichiarò Paolo Barelli – Nego ogni addebito”

Tutto nasce dalle accuse mosse dal Coni alla Federazione Italiana Nuoto nel gennaio 2014 con oggetto i rimborsi per lavori agli impianti natatori del Foro Italico – spiegò Barelli sempre attraverso Adnkronos – I procedimenti attivati dal Coni in sede penale sono stati pienamente e definitivamente archiviati nel 2016 perché non sono stati ravvisati reati e perché, come scritto dal giudice, é stata svolta una corretta attività amministrativa da parte della federazione.

Dopo l’ulteriore esposto alla Corte dei Conti da parte del Coni (Servizi), la medesima Corte ha proceduto all’archiviazione in primo grado a cui è seguito un ulteriore ricorso che ha prodotto una sentenza in appello che imputa a entrambe le parti il pagamento all’erario di spettanze, sia a carico della Federazione Italiana Nuoto per tramite del suo presidente, sia della Coni Servizi.

Ritenuta inappropriata la decisione in appello, è stata presentata fin dal mese di agosto la richiesta di revocazione alla medesima Corte che ha già portato il 18 ottobre scorso alla sospensione della sentenza di secondo grado, privandone gli effetti”

In relazione al contratto e alla successiva integrazione (addendum) sottoscritto dalla Lega Europea e dalla Federazione Italiana Nuoto per l’organizzazione dei Campionati Europei in un periodo di pandemia, il neo presidente della Lega Europea di Nuoto Antonio José Silva ha riconosciuto la piena validità dell’accordo, pertanto non vi è alcun motivo di conflitto tra le parti – aggiunse Paolo Barelli – Peraltro il presidente Silva ci ha inviato una nota formale con cui si congratula per l’eccellente organizzazione dell’evento da parte della Federazione Italiana Nuoto.

L’Ethics Panel FINA, che non ha l’indipendenza di un tribunale, sembra non avere neanche conoscenza degli argomenti su cui si è espresso.

A questo punto mi aspetto che anche il Coni, evidente parte in causa di questa vicenda, si schieri chiaramente a difesa di un dirigente e una federazione che hanno portato risultati di gestione e sportivi a tutti noti e che stanno subendo un chiaro ed inaccettabile attacco”

Chiedo agli organismi preposti di assicurare la piena autonomia della Federazione Italiana Nuoto – concluse Barelli – Mentre il Cas e tutti gli altri organismi a cui mi rivolgerò esamineranno il mio ricorso e cancelleranno certamente questa assurda decisione della Federazione Mondiale che si basa su denunce millantate che perseguono chiari scopi politici e personali”

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Photo: Pasquale Mesiano / Deepbluemedia / Insidefoto
Caso Paolo Barelli archiviato per il CONI, cosa succede adesso

Così è stato, Paolo Barelli si è opposto e a otto mesi dall’apertura del caso, le indagini hanno escluso responsabilità disciplinari del presidente Federnuoto.

Il Procuratore Generale dello Sport del CONI, Prefetto Ugo Taucer, ha dato ragione a Paolo Barelli e autorizzato il Procuratore della Federazione Italiana Nuoto, prof. avv. Alessandro Sammarco, ad archiviare le tre procedure di indagine intraprese riguardanti l’accertamento dei fatti che hanno determinato la sospensione di tre anni comminata al presidente Paolo Barelli da parte dell’Ethics Panel della World Aquatics, in data 8 novembre 2022 e in data 28 febbraio 2023.

Le indagini effettuate dalla Procura federale, condivise da quella del CONI, hanno escluso responsabilità disciplinari del presidente Paolo Barelli.

Archiviazione Procura Federale n.3/2023 e n.7/2023

Archiviazione Procura Generale dello Sport n.2582

Archiviazione Procura Generale dello Sport n.2583

Ma cosa succede adesso?

Dopo l’archiviazione del CONI, si dovrà passare per il CAS, ma la situazione non è semplice.

L’Ethics Panel di World Aquatics ha condannato Paolo Barelli a tre anni per tre diverse imputazioni, che sono state però smontate nel dettaglio da sei magistrati penali, la magistratura svizzera e quella ordinaria sportiva della FIN e del CONI.

Per la giustizia ordinaria e sportiva, Paolo Barelli non ha commesso reati, né infrazioni disciplinari, ma nonostante questo, il presidente FIN deve attendere la decisione del CAS.

L’Ethic Panel è la branchia che si occupa della giustizia sportiva per conto di World Aquatics ed è infatti appellabile soltanto attraverso il Tribunale Arbitrale dello Sport.

Per il proseguo del mandato di Presidente Federnuoto di Paolo Barelli, è indispensabile che il Tribunale Arbitrale dello Sport accolga il ricorso di annullamento della squalifica, o che la riduca al di sotto dei dodici mesi.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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