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Educazione Fisica a scuola, si fa poco e male

Emerge da uno studio di Sport e Salute fatto in occasione della Giornata Internazionale dell’Educazione

L’ Educazione Fisica a scuola è stato sempre un argomento scottante nel sociale italiano, perché da sempre questa materia viene sottovalutata.

Lo dimostrano le poche ore settimanali decise nei programmi scolastici, le aeree dove svolgere l’attività di educazione fisica a scuola non sempre all’altezza, ma la lista potrebbe essere lunga.

Basti sapere, al momento, che in occasione della Giornata Mondiale dell’Educazione dell’UNESCO, che si celebra ogni anno in tutto il mondo il 24 gennaio, Sport e Salute, azienda pubblica italiana che si occupa dello sviluppo dello sport in Italia, ha condotto un’indagine per fotografare il valore educativo dello sport nel più ampio quadro delle competenze scolastiche.

Educazione Fisica a scuola, si fa poco e male

Impegno e disciplina sono i valori che emergono per la maggioranza, seguiti da divertimento, rispetto, amicizia e salute.

Lo sport tempra i giovani, ma allena anche le relazioni e se a scuola, che dovrebbe essere la palestra per eccellenza per imparare l’educazione, non viene praticato sport in maniera adeguata, c’è qualche meccanismo che non sta girando bene.

I ceti medio-alti sottolineano la dimensione ludica (+6 punti percentuali rispetto alla media) e socializzante (+5) dello sport.

Invece tra i più giovani della Generazione Z, ovvero i ragazzi tra i 18 e i 25 anni, lo sport è anche salute (+3), successo (ben +13 punti percentuali rispetto alla media) e forza (+4).

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Le persone coinvolte nell’indagine, giovanissimi e adulti, ritengono, però che lo sport oggi è scarsamente associato alla natura (solo il 2% vi ravvede uno valore sportivo), all’autenticità (3%) e alla bellezza (5%).

E soprattutto, soltanto una minoranza dei genitori racconta di figli soddisfatti per le attività scolastiche di educazione fisica: una larga fetta di famiglie parla di strutture inadeguate (50%) e di attività irregolari (40%).

E i dati peggiori emergono dal Sud, su tutte le dimensioni e gli aspetti su cui si è svolta l’indagine.

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Tra i genitori interessati, due su cinque imputano il fatto che l’ Educazione Fisica a scuola si fa poco e male alla disorganizzazione del sistema scuola (+6% al Sud).

A spiegare l’irregolare svolgimento delle attività di educazione fisica non sono dunque sufficienti i limiti oggettivi imposti dalla Pandemia.

Qui lo studio pubblicato da Sport e Salute che riguarda l’ Educazione Fisica a Scuola

Educazione Fisica a scuola, si fa poco e male, come intervenire?

Cosa fare, dunque, per rilanciare l’ educazione fisica a scuola?

Il 46% dei genitori che hanno figli minorenni crede fermamente nell’importanza di un rafforzamento delle strutture e delle attrezzature in dotazione, ma anche nell’estensione della varietà di discipline da provare (30%) e dell’orario dopo quello curriculare (29%), nonché in una maggiore specializzazione del corpo insegnante (28%).

Sono effettivamente poche le realtà scolastiche che vantano aree specifiche, ben attrezzate e organizzate, per svolgere l’attività di Educazione Fisica a scuola.

Lo sport di base che si pratica nelle piscine e nelle palestre comnunali e private sopperisce praticamente da sempre alla mancanza di Educazione Fisica a scuola, ma nonostante questo prezioso supporto, le realtà sportive non vengono ancora riconosciute per il loro vero valore e lo abbiamo visto soprattutto durante la Pandemia.

Educazione Fisica a scuola, lo sport fondamentale per educare i giovani

Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale Educazione, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sottolineare il ruolo dell’educazione per la pace e lo sviluppo.

Senza un’istruzione di qualità, inclusiva ed equa e senza opportunità permanenti per tutti, i Paesi non riusciranno a raggiungere l’uguaglianza di genere e a spezzare il ciclo di povertà che lascia indietro milioni di bambini, giovani e adulti – afferma l’Unesco sul sito – Oggi 250 milioni di bambini e giovani non vanno a scuola e 763 milioni di adulti sono analfabeti. Il loro diritto all’istruzione viene violato ed è inaccettabile. È tempo di trasformare l’istruzione”

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Il tema scelto per quest’anno per la Giornata Internazionale Educazione è Imparare per una pace duratura.

Il mondo sta assistendo a un’ondata di conflitti e un aumento di discriminazione, razzismo, xenofobia e incitamento all’odio – spiega ancora l’Unesco – L’impatto di questa violenza trascende ogni confine basato su geografia, genere, razza, religione, politica, offline e online. Un impegno attivo per la pace è oggi più urgente che mai: l’istruzione è centrale in questo sforzo.

Imparare per la pace deve essere trasformativo e contribuire a conferire agli studenti le conoscenze, i valori, gli atteggiamenti, le competenze e i comportamenti necessari per diventare agenti di pace nelle loro comunità. Il ruolo cruciale che l’istruzione e gli insegnanti svolgono nel contrastare l’incitamento all’odio, un fenomeno che è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni con l’uso dei social media, danneggiando il tessuto delle nostre società”

Se la pace viene collegata all’educazione e lo sport viene riconosciuto come mezzo importante per educare i giovani, è forse opportuno migliorare e dare più spazio (in termini di tempo e di spazio fisico) all’ Educazione Fisica a scuola.

Perché come disse il poeta William Butler Yeats, educare non significa riempire un secchio, ma accendere una fiamma!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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