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I nuotatori della Sardegna sono penalizzati da mille problemi!

Lo sfogo dell’atleta Piero Angioni, “Metterci nelle possibilità di gareggiare al pari delle altre regioni, fate sì che i nostri sogni si possano realizzare, un solo centesimo fa la differenza tra l’andare ad una manifestazione nazionale o rimanere a casa”.

I nuotatori della Sardegna sono penalizzati da mille problemi, è quanto emerge dallo sfogo di un nuotatore sardo, Piero Angioni, che sui suoi canali social esprime tutto il suo disappunto, e quello di un intero gruppo di atleti, sulle condizioni in cui gli atleti della Sardegna sarebbero costretti a gareggiare.

Soltanto meno di un mese fa abbiamo pubblicato un articolo sullo sfogo di una atleta siciliana, Giada Marchese, delusa dalle condizioni in cui gli atleti siciliani fossero costretti a “competere”.

Dopo poco più di un mese da quell’articolo, siamo felici del fatto che la stessa Giada Marchese abbia scritto pochi giorni fa alla ns Redazione per ringraziarci, perché dopo quell’articolo, qualcosa si era mosso.

Ed è quindi con senso costruttivo che riprendiamo anche lo sfogo di Piero Angioni, che, a rappresentare l’intero movimento di nuotatori della Sardegna, lamenta una serie di problematiche che, se veritiere al centro per cento, sarebbero molto gravi (il condizionale è d’obbligo).

Piero Angioni lamenta che la 3^ prova tempi Assoluti disputata presso la piscina Lu Fangazzu di Sassari si è svolta con servizio di cronometraggio manuale, nonostante pare che la richiesta dell’organizzazione dell’evento fosse stata fatta per un servizio automatico, come sempre dovrebbe essere negli eventi di nuoto competitivo FIN.

Come da normativa Federnuoto, nel caso si utilizzi un servizio di cronometraggio manuale, i risultati devono essere omologati con una maggiorazione di due decimi sul tempo rilevato.

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Pare inoltre che ci siano problemi anche sull’impianto di Terramaini di Cagliari, che dovrebbe essere il principale per la Sardegna: una vasca olimpionica che però non ha agibilità a stazionare sul pontone mobile per questioni di sicurezza e questo impedisce ai Giudici Arbitrati di verificare e valutare la corretta virata degli atleti.

I nuotatori della Sardegna sono penalizzati da mille problemi, ecco lo sfogo di Piero Angioni:

Da anni ormai è nota la condizione in cui noi atleti siamo costretti a gareggiare. Ormai siamo così abituati alla mancanza dei servizi basilari per svolgere le gare, che quasi ci ridiamo sopra dicendo “vabbè tanto siamo in Sardegna, mica in penisola, è normale!”.

Questo non accade solo qui (Cagliari, ndr), ma anche ad Oristano e Sassari. E non è un problema che riguarda solo gli assoluti, ma tutti, a partire dai più piccoli.

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Se uno si apprestasse a dire che il problema riguarda “solo” le strutture in cui gareggiamo, del tutto inadeguate, cadrebbe profondamente in errore. Non è solo Terramaini, con le sue migliaia di problemi, dal pontone, alla muffa sul fondo, passando pure per le piccolezze, come la mancanza della possibilità di usare i parcheggi.

In un braccio di ferro, tra Comune e Comitato, che ci costringe ogni volta a gareggiare in impianti meno consoni. Non è “solo” il fatto che chi si occupa del cronometraggio non riesce a garantire una qualità quanto meno sufficiente del servizio.

A Sassari, su tre manifestazioni previste con un cronometraggio automatico, ben due sono state svolte in manuale, maggiorando di 2 decimi il proprio tempo. Non è “solo” il Comitato Regionale Sardo, con il consenso dei tecnici, che pur sapendo dell’inadeguatezza di Terramaini, pur sapendo dal principio che i tempi delle ultime gare di Cagliari non sarebbero stati omologati (costata per altro la perdita di un nuovo record sardo e la perdita dei pass per Riccione per molti altri atleti), ha comunque deciso di far gareggiare gli Assoluti, quasi come a prendersi gioco dei loro sforzi. Gareggiare è l’essenza di un atleta.

Perché noi atleti, noi nuotatori, viviamo ogni allenamento pensando alla gara, pensando a migliorare noi stessi.

Qui un solo centesimo fa la differenza tra l’andare ad una manifestazione nazionale o rimanere a casa, tra il sogno e rimanere rassegnati, perché “non è colpa tua, ma le condizioni non c’erano”, il blocchetto non aveva l’aletta, la piastra non ha funzionato, eri stanco perché qualcuno aveva concentrato il programma di gare in una giornata, o eri in piedi da presto, per andare in una piscina remota a gareggiare.

Scritto da un gruppo di nuotatori sardi, ciò che chiediamo noi atleti, a chi di competenza, è di metterci nelle possibilità di gareggiare al pari delle altre regioni e di non essere penalizzati da queste migliaia di problemi. Noi ci mettiamo tutto il nostro impegno negli allenamenti, ma voi fate sì che i nostri sogni si possano realizzare.

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I nuotatori della Sardegna sono penalizzati da mille problemi

Come già detto in precedenza, non è facile far funzionare bene una macchina organizzatrice, un intero movimento regionale, ma è doveroso impegnare al massimo le proprie energie affinché questo possa avvenire.

I nuotatori della Sardegna meritano il diritto di poter sognare al pari di atleti che vivono e gareggiano in altre regioni.

La Redazione di Swim4Life Magazine resta aperta e disponibile a qualsiasi intervento sull’argomento dalle parti interessate.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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