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Miti e pregiudizi da sfatare sulla donna che pratica sport competitivo

Spalle grosse, aspetti caratteriali e altri giudizi inopportuni analizzati nel video virale provocatorio della pesista Danielle Madam, “Veniamo continuamente giudicate in base a norme obsolete anziché incoraggiate per i nostri interessi e le nostre vittorie”

La donna che pratica sport a livello competitivo viene talvolta giudicata per il suo aspetto estetico o perfino caratteriale da chi, ovviamente, non conosce il vero senso di sport, ma probabilmente non ha nemmeno quell’apertura mentale tale da permettergli di guardare meglio e oltre la propria prosepttiva.

In ogni sport competitivo, anche nel nuoto, esistono talvolta miti e pregiudizi che tendono a giudicare una donna, soprattutto quando pratica sport ad alti livelli.

La provocazione arriva da un video della pesista della nazionale Danielle Madam, nota tra l’altro anche per aver condotto l’edizione 2021 di Notti Europee insieme a Marco Lollobrigida, programma televisivo di approfondimento dei Campionati Europei di Calcio.

La pesista Azzurra ha voluto sottolineare, attraverso un video ironico pubblicato sul suo account Instagram, alcuni dei pregiudizi che una donna subisce nel mondo dello sport.

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Veniamo continuamente giudicate in base a norme obsolete anziché incoraggiate per i nostri interessi e le nostre vittorie – afferma Danielle Madam nel suo video – La cosa peggiore è che queste cose vengono dette soprattutto da donne ad altre donne. Il mio è un semplice modo per smantellare tutti i pregiudizi che esistono nel mondo dello sport e promuovere un ambiente più inclusivo ed equo”

Miti e pregiudizi da sfatare sulla donna che pratica sport competitivo

I pregiudizi e i miti da sfatare sulla donna che pratica sport competitivo, soprattutto a certi livelli, non sono pochi e talvolta, come dice anche Danielle Madam, vengono sostenuti da altre donne, che ovviamente non praticano sport e hanno molto probabilmente una visione della vita obsoleta.

“Dovresti smettere, perché se vai avanti così non avrai mai figli”

“Perché non hai scelto uno sport più femminile?”

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Sono soltanto alcuni dei pregiudizi che una donna subisce talvolta nel mondo dello sport, che in alcune occasioni si estendono addirittura dall’aspetto estetico al profilo caratteriale.

“A casa comandi tu?”

La donna che pratica nuoto ad esempio, viene giudicata soprattutto per le spalle grosse, insieme a braccia e gambe da atleta che non renderebbero l’adeguato aspetto femminile che secondo alcuni dovrebbe avere una donna e spesso più la donna è vincente e più viene giudicata.

Servono sicuramente donne come Danielle Madam per contribuire a ottenere un ambiente più inclusivo ed equo, senza pregiudizi.

Ma miti e pregiudizi da sfatare non arrivano soltanto dalle donne, come evidenziato più volte ad esempio da Federica Pellegrini.

Simbolo del nuoto non solo per l’Italia, Federica Pellegrini ha affrontato in più occasioni l’argomento che analizza le difficoltà della donna nel mondo dello sport.

Famoso il monologo della Divina in una punta de Le Iene, programma televisivo in onda su Italia Uno, in cui denunciò il maschilismo subito in tanti anni di carriera stellare nel mondo del nuoto.

Una cosa mi ha fatto riflettere: in tutti questi anni, in cui ho gareggiato contro le donne, perché mi sono dovuta confrontare molto più spesso con gli uomini? – affermò la veneta durante il suo monologo – Uomini che mi aspettavano al varco, sia che vincessi, sia che perdessi. Perché se cadi sei un’atleta finita e se stai in piedi sei una principessa messa su un piedistallo.

Se un uomo vince e ne va giustamente orgoglioso è un bomber, se una donna vince e ne va giustamente orgogliosa se la tira. Così stanno tutti in attesa del disastro e se va male sono pronti a uscire sul pianerottolo a festeggiare”

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Il monologo di Federica Pellegrini, fatto poche settimane dopo il suo ritiro dalle competizioni, fu molto pungente e analizzò più aspetti dell’essere donna nel mondo dello sport.

Non ho dimenticato un commento radiofonico su di me a 16 anni: ero alle prese con l’acne, come tutte le adolescenti di questo mondo e in radio commentavano questa cosa dando la colpa al testosterone – affermava Pellegrini nel suo monologo – Per alcuni uomini, loro hanno il diritto alla vittoria perché tutti gli sport che tu, donna, hai iniziato a praticare, loro li hanno praticati prima, li hanno eseguiti meglio, li hanno inventati loro. Perché gli sport importanti sono sport da uomini. Perché le cose importanti sono cose da uomini”

Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ma all’inizio della mia carriera ho avuto tante lotte interne ha spiegato poi Federica in occasione delle premiazioni annuali del Circolo Aniene – L’importante è che oggi si parli della differenza uomini-donne: è il motore del cambiamento. Agli altri uomini, che sono quelli della mia vita, dico grazie: sono gli uomini che non hanno bisogno di cose da uomini”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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