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Lisa Angiolini verso le Olimpiadi, “Le sognavo da tempo, sono arrivate al momento giusto”

L’atleta toscana racconta le emozioni della qualificazione per i Giochi, “Fatica, lacrime, disperazione, sogni infranti: c’è tutto in questa qualificazione, davvero tutto!”

Lisa Angiolini si sta preparando a giocarsi le sue carte, ma anche a viversi la magica esperienza, alle Olimpiadi di Parigi 2024, dopo che l’atleta tesserata per Carabinieri e Virtus Buonconvento allenata a Colle Val D’Elsa da Gianluca Valeri è riuscita a qualificarsi nei 100 rana vincendo gli Assoluti con il tempo limite prefissato per il pass olimpico.

Lisa Angiolini è una dei 15 atleti che al momento si sono qualificati per i Giochi Olimpici di Parigi 2024, in attesa che, lo ricordiamo, la squadra venga ampliata e completata al Sette Colli e lunedì sera è stata ospite di Chiacchierata Live, intervista video in diretta trasmessa sull’account Instagram di Swim4Life Magazine e diretta da Martina Bonacchi.

Lisa Angiolini è arrivata a conquistarsi un posto in nazionale per la sua prima Olimpiade all’età di 28 anni, testimoniando che nello sport non è mai troppo tardi per nessun genere di risultato.

In realtà dico sempre che hanno sbagliato all’anagrafe, perché io sento di avere 18 anni, non 28 – inizia l’intervista scherzando Lisa Angiolini – Non sento il peso dei 29 anni, è arrivato il mio momento e sono felice, anche perché non credo di avere altre possibilità. L’importante era raggiungere l’obiettivo e si vede che adesso era desso il momento giusto”

Magari il fatto che la tua prima Olimpiade arrivi a 29 anni (che compirà a giugno, ndr) è per certi versi anche positivo, perché sei più matura e magari rispetto a una atleta molto più giovane, hai più capacità di dominare e controllare le emozioni che inevitabilmente vive un atleta in un evento del genere: sei d’accordo?

Non ne ho idea. Sicuramente arriverò lì con lo spirito di viverla al massimo perché non capita tutti i giorni di arrivare a una Olimpiade. A prescindere dai risultati sarò contenta, sono occasioni che non puoi vivere male”

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Lisa Angiolini verso le Olimpiadi, “Le sognavo da tempo e sono arrivate al momento giusto”

Partecipare alle Olimpiadi è il sogno di qualsiasi ragazzino e ragazzina che intraprende un percorso sportivo agonistico competitivo: cosa significa per Lisa Angiolini arrivare a realizzarlo a 28 anni?

Penso di non aver ancora realizzato bene che farò le Olimpiadi. Sono davvero contenta e come dicevo, penso che sia il momento giusto”

Quanto ti è costato arrivare a ottenere la qualificazione per le Olimpiadi?

Tanto, veramente tanto: fatica, lacrime, disperazione, sogni infranti: c’è tutto in questa qualificazione, davvero tutto!”

Come ti sei sentita e come hai vissuto invece l’inverno, una volta che ti sei resa conto che non avresti preso parte ai Mondiali di Doha, dove c’era un’occasione importante e magari decisiva per la qualificazione alle Olimpiadi e come hai vissuto invece i giorni successivi durante il Mondiale consapevole che avevi ancora la possibilità di giocarti le tue carte agli Assoluti?

L’ho vissuto male inizialmente, ma perché ho iniziato tardi ad allenarmi a causa del problema avuto alla spalla. Non meritavo di essere al Mondiale, ma ho avuto più tempo per lavorare e poi ho avuto la possibilità di giocarmi le mie carte agli Assoluti, anche se ci sono arrivata molto dubbiosa perché avevo nuotato 1’08” la domenica prima. Proprio per questo ho voluto provare a nuotare subito forte al mattino, per testarmi e verificare come stavo davvero.

Quando ho visato il tempo ho preso più sicurezza, anche se poi è andata in frantumi perché mi sono arrivati mille dubbi. In finale però ci sono poi arrivata carica e ottimista. Ho fatto la mia gara da sola, in una bolla e sono contenta di aver fatto quella prestazione”

Cosa hai provato negli attimi subito dopo la gara?

Ho sentito il mio corpo che mi abbandonava, ho scaricato tutta la tensione, è stato bellissimo. Ho rivisto la gara almeno venti volte”

Lisa Angiolini racconta le emozioni dopo la qualificazione alle Olimpiadi ottenuta agli Assoluti, “Sforzo fisico, ma anche mentale”

Quanto è stato impegnativo e che sacrifici ha comportato la preparazione per arrivare a marzo a nuotare 1’06”00 che ti ha messo i cinque cerchi olimpici nella borsa?

Il mio sforzo è stato molto fisco, ma anche tanto mentale. Prima non ero abituata a fare riscaldamento prima delle gare e dell’allenamento, poi mi è stato detto che se volevo migliorare, dovevo fare almeno un’ora di esercizi e questo è stato uno sforzo grande per me. Non mi pesa tanto non poter uscire con gli amici o andare al cinema, ma questa è stata dura”

Il tuo percorso è stato abbastanza tortuoso e colmo di imprevisti che ti hanno costretta più volte a rialzarti dopo una brutta caduta: fino a che punto hanno inciso questi episodi nel tuo percorso nel nuoto competitivo in tutti questi anni?

Sicuramente avere mia mamma a casa che mi ha supportato e dall’altra il mio allenatore e il mio fidanzato che mi sostenevano, è stato un punto a favore. Sono riusciti sempre a tenermi su, anche quando ero giù”

Poi però a un certo punto hai spiazzato tutti: il salto per te è arrivato tra il 2020 e 2021, quando avevi 25 anni. Cosa è cambiato nella tua routine che ti ha portata a ottenere risultati cronometrici nettamente differenti da quelli arrivati nelle stagioni precedenti?

Nella mia routine non è cambiato nulla, è cambiato qualcosa nella mia testa. Non mi sentivo all’altezza di arrivare vicina al podio o addirittura sul podio. Poi dentro di me a un certo punto ho pensato che mi allenavo duramente e seriamente, quindi non c’era motivo di affrontare la gara già sconfitta. Penso che quello abbia fatto la differenza”

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Ricordo che, dopo il tempone fatto nei 100 rana agli Europei di Roma 2022, mi dicesti “Fino a poco tempo fa volevo ritirarmi, poi è cambiato qualcosa nella mia testa”.

Infatti, è cambiato proprio questo. Non mi sono mai sentita arrivata, sapevo che avevo tanto da dare, più di quello che ottenevo in gara e quindi, prendendo tante batoste, ho capito che non bastava allenarmi, dovevo cambiare anche approccio mentale”

Lisa Angiolini ha un numero fortunato. Ci racconti perché?

Si, è il 13, perché il 13 agosto sono arrivata al podio agli Europei di Roma e nessuno lo avrebbe mai detto, nemmeno io. Il 13 è il giorno che ho vinto la mia prima medaglia a un Europeo, il 13 aprile ho vinto il mio primo Assoluto e mi sono qualificata al Mondiale e quindi il 13 è ormai il numero fortunato”

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Cosa ricordi di quell’Europeo particolare vissuto in casa?

Gareggiare in casa è stato fantastico. Non ho molta esperienza a livello internazionale, ma ricordo che rimasi pietrificata dal boato del pubblico durante le semifinali, che infatti feci tesissima. È stato tutto bellissimo”

Poi la favola è andata avanti, con la partecipazione al tuo primo Mondiale in vasca lunga. A Fukuoka la scorsa estate sei arrivata alle semifinali dei 100 rana: come hai vissuto quell’esperienza?

Vivere un Mondiale è bello. Sembra scontato, ma competere a quei livelli, come anche agli Europei, è bellissimo. Purtroppo non sono riuscita a godermelo al massimo a causa del problema alla spalla, ero imbottita di antidolorifici. Mi è dispiaciuto non aver potuto dare il 110%”

Adesso vorrei ci parlassi di una figura: quanto è importante per te il tuo allenatore Gianluca Valeri?

Gianluca mi ha letteralmente cresciuta accogliendomi a casa sua, facendomi andare a scuola, mi ha formato tanto, mi ha insegnato cosa vuol dire faticare. Poi ci siamo separati, perché lui pensava di non essere più in grado di allenarmi e sono stata due anni e mezzo tra Bologna, Forlì e Colle Val D’Elsa. Non è andata come volevo e sono ritornata con lui.

Quando ritornai mi disse “Va bene, ma io non voglio perdere tempo”. È abbastanza duro, ma è bravo a cambiare, perché quando vede che mi scoraggio si trasforma e sa come tirarmi su”

Tanto duro quanto tenero: si è commosso sul piano vasca quando hai realizzato quella prestazione che ti ha praticamente catapultata a Parigi 2024. Quali sono state le sue prime parole?

Non si è fatto vedere piangere da me, non l’ho mai visto piangere e dopo la gara mi ha detto “Benino, potevi fare 1’05”99”

Cosa hai provato invece negli attimi seguenti al tocco della piastra cronometrica quando hai visto quel tempo sul tabellone della piscina di Riccione?

Io non esulto mai, ma stavolta mi è venuto proprio da dentro. Non ho realizzato subito di aver vinto e di essermi qualificata. È stato tutto bellissimo”

Cosa pensi prima di una gara?

Nulla. Ho imparato che è meglio se non penso. Meglio se mi concentro a dare tutto e fare la gara con il cuore”

Vorrei ricordare a chi non lo sapesse, che Lisa Angiolini si allena esclusivamente in vasca corta: come si fa ad andare così forte in vasca lunga, senza vederla praticamente mai in allenamento?

Ho supplicato il mio allenatore di portarmi in vasca lunga, per provare cose nuove. Ma è stato categorico: dice che mi alleno meglio in vasca corta e questo mi permette di andare più forte in vasca lunga”

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L’amore per i cani e in generale gli animali di Lisa Angiolini

Spostiamoci per un po’ fuori dalla piscina: ci parli del tuo amore per i cani?

Ho Raya che è un simil pastore tedesco che ho adottato in un canile a Roma, mentre Niky dovrebbe essere una abruzzese, anche lei adottata e l’ho presa a Teramo. Niky è la più pazza, la chiamiamo satana!”

A chi li lasci quando sei fuori per gare?

Loro hanno spazio in giardino, dove vivono di giorno, mentre di sera sono in casa e dormono con noi. Li lascio a mia mamma e ai miei nonni e poi c’è per fortuna anche il mio fidanzato che li tratta come figlie”

Cosa fanno quando rientri a casa dopo una lunga trasferta? Cioè, sicuramente ti fanno mille feste, ma raccontaci nello specifico, siamo curiosi.

Quando rientro dopo cinque giorni coem quando vado agli Assoluti, mi fanno tante feste e poi litigano perché sono gelose per chi deve avere più spazio. Raya vuole la priorità. Quando invece sono ritornata dopo un mese di Mondiali, Niky si è fatta la pipì addosso dall’emozione. A volte mia mamma si arrabbia, perché quando sono fuori e la chiamo, la prima cosa che le chiedo è di farmele vedere. Sto cercando di corromperla per adottarne un terzo”

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Cos’altro c’è nella tua vita, quali passioni nutri quando non sei in piscina?

Di passione ne avrei tante, ma fondamente non riesco ad alimentarne una. Adesso stiamo pensando di fare un orto, vediamo se ci riusciamo e in quanto tempo. Per adesso però c’è l’idea, poi bisogna vedere quando, come e perché lo faremo”

Rimandiamo tutto a dopo Parigi 2024 magari. A proposito, come ti immagini le Olimpiadi, il Villaggio Olimpico?

Non saprei, non so cosa immaginare. So però che volevo visitare Parigi da tanto tempo ed è successo così”

Lisa Angiolini verso le Olimpiadi, Intervista Video Integrale

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Martina Bonacchi

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