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Fabio Scozzoli loda il nuoto, “Se oggi ho dei valori, lo devo anche al nuoto”

Nell’intervista live l’ex capitano Azzurro affronta anche la tematica genitori, “Dovrebbero rispettare il ruolo degli allenatori e supportare i propri figli in maniera opportuna, altrimenti li allontanano dalla piscina”

Fabio Scozzoli, insieme a Giovanni Franceschi, hanno lodato il nuoto durante Chiacchierata Live, un format lanciato da pochi giorni in cui, in un’intervista in diretta, si affrontano tematiche che riguardano il nuoto o si parla della propria esperienza nel mondo delle piscine.

Con Fabio Scozzoli e Giovanni Franceschi, che hanno contribuito a fare la storia del nuoto italiano a livello internazionale, abbiamo parlato di giovanissimi e di come il nuoto possa contribuire alla formazione di futuri uomini e donne di cui andare fieri.

Dopo una brillante e gloriosa carriera competitiva, oggi sono entrambi tecnici: Giovanni Franceschi è a capo della nota organizzazione di Swim Camp per ragazzi, Nuotopiù, che opera nel settore da quasi 30 anni, mentre Fabio Scozzoli è preparatore atletico del gruppo di lavoro diretto da Cesare Casella a Imola, quindi due personalità più che valide per chiacchierare su come il nuoto può aiutare i genitori nel proprio ruolo.

Sono entrato in piscina a 7 anni, quando stai diventando un bambino consapevole e penso che se oggi ho dei valori, il rispetto delle regole e dei rapporti umani, al di fuori di quello che mi hanno insegnato nella mia famiglia, lo devo anche al nuoto, agli ambienti sani che può fornire il nuoto, ma ci vuole anche fortuna, perché non tutti gli istruttori e allenatori sono le persone giuste – spiega Fabio Scozzoli nel corso dell’intervista – Lo sport insegna più di tutto anche a prenderci cura del nostro corpo e il nuoto ti fa crescere in un ambiente in cui è scontato ad esempio che si debba evitare alcol, fumo e altre cose che minano la nostra salute”

I genitori che decidono di far seguire un corso di nuoto ai propri figli, per quanto possa essere talvolta impegnativo accompagnarli in piscina, sanno che otterranno dei benefici per i loro bambini – prosegue Scozzoli – Torneranno a casa ben educati, ben formati e con la consapevolezza che ci vogliono sacrifici per ottenere risultati, nello sport come in qualsiasi altra cosa nella vita”

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Di tanto in tanto si parla di genitori che esagerano nell’enfatizzare le speranze che si nutrono per il futuro dei ragazzi: talvolta si sentono nella posizione di poter dare addirittura dei pareri tecnici, di poter valutare il lavoro degli allenatori e purtroppo, ahimè, in alcune occasioni mi è capitato anche di assistere a genitori che rimproverassero i propri figli per aver perso una gara. Cosa possiamo dire a questi genitori?

Purtroppo queste problematiche si verificano in alcuni genitori non solo quando i figli sono bambini – afferma Fabio Scozzoli – A volte si verificano anche con atleti adulti e a volte anche con atleti fortissimi e quando vieni a conoscenza di certe situazioni, capisci meglio dei problemi che l’atleta si è portato dietro, di come vive le pressioni, non solo quelle che ci sono naturalmente nell’ambiente, ma anche quelle create dai genitori, che magari di nuoto non capiscono assolutamente nulla. Me ne sto rendendo conto bene da poco, da quando sono diventato tecnico. Alcuni genitori dovrebbero rispettare di più il ruolo dell’allenatore, anche perché se non lo fanno, creano soltanto confusione negli atleti, che non si fidano più del tecnico e finiscono per fare fatica a rendere nei risultati”

Qual è il modo migliore per essere genitori di atleti?

I genitori devono supportare i figli nel percorso che fanno, ma devono anche rispettare i ruoli, senza entrare nel tecnico e nel merito di scelte tecniche. Capiterà tante volte ad esempio che il figlio o la figlia saranno delusi da un risultato non positivo e in quel momento un genitore è importante per attenuare le delusioni, senza però provare ad analizzare la gara, i gesti tecnici e dare pareri in merito”

Quando si parla dell’inizio del percorso nel nuoto e da che età si può pensare di portare i bambini in piscina, interviene Giovanni Franceschi, che con i suoi Swim Camp Nuotopiù vanta un’esperienza trentennale.

L’acquaticità può iniziare quando i bambini sono ancora molto piccoli – spiega Franceschi – Ovviamente ci sono dei tempi giusti per iniziare successivamente dei corsi di nuoto che avviano poi all’agonismo, mediamente tra i 4 e i 6 anni, ma l’ambiente piscina può essere vissuto fin da prima. L’importante è non avere fretta e mettere i propri figli nella posizione di poter vivere il nuoto come un divertimento”

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Il divertimento deve essere il motivo principale per il quale si pratica nuoto e Giovanni Franceschi lo rimarca parlando anche di gare.

Quando i bambini vivono male i giorni prima di una gara, magari non dormendo bene, con preoccupazioni, con mal di pancia, non va bene e sono tutti sentori che c’è qualcosa da rivedere, perché le gare dovrebbero essere una gioia. Una medaglia d’oro in più o in meno a una Olimpiade può cambiare qualcosa nello scenario di un atleta, ma una prestazione più o meno positiva o negativa in una manifestazione a carattere regionale o locale non deve portare alcuna pressione ai giovani atleti.

Le gare devono essere soltanto un divertimento e nel momento in cui non sono esclusivamente un divertimento, c’è purtroppo un problema, o tra le mura di casa o tra quelle della piscina dove si allenano. Fin quando il nuoto è un divertimento, ci sono tutte le prospettive perché il percorso sportivo dei bambini si prolunghi il più possibile, mentre diversamente rischia di interrompersi nel breve periodo”

Il nuoto può essere anche opportunità di una facile socializzazione?

Assolutamente si e Giovanni Franceschi, con i Camp Nuotopiù, è un creatore di opportunità di socializzazione – afferma Fabio Scozzoli – L’estate scorsa ho visitato i Camp Nuotopiù solo nell’ultimo giorno e in quel giorno si vedono solo lacrime di ragazzi che devono salutarsi e che magari si sono conosciuti soltanto sei giorni prima. Il nuoto viene visto come uno sport individuale, ma in realtà, come per ogni sport di prestazione, è molto di più”

Fabio Scozzoli loda il nuoto, “Se oggi ho dei valori, lo devo anche al nuoto” – Video Intervista integrale

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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