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Foto: Federica Muccichini, Vittoria Olivieri e Diego Montano / DBM

Marco Menchinelli dopo i Criteria, “Il nuoto italiano è pronto a un nuovo salto di qualità”

Il responsabile delle nazionali giovanili analizza i risultati dei campionati, “Curtis e Ragaini sono uno stimolo; alcuni atleti si perdono lungo il percorso? Le motivazioni possono essere tante”

Il nuoto italiano è pronto a un nuovo salto di qualità, è quanto ha affermato Marco Menchinelli, responsabile delle nazionali giovanili di nuoto, intervistato da Swim4Life Magazine subito dopo i Criteria di Nuoto andati di scena a Riccione.

La kermesse giovanile ha messo in risalto tantissime individualità e oltre i primati infranti, 42 in totale, si sono visti tantissimi spunti di altissimo livello e due atleti già qualificati alle Olimpiadi, aspetti del nuoto italiano che fanno stropicciare gli occhi pensando al futuro del nuoto italiano.

La crescita del livello competitivo che la nazionale italiana ha ottenuto negli ultimi anni è stata esponenziale, ma ci troviamo alla porta di un ulteriore salto di qualità e questa fase, per Marco Menchinelli, va gestita e curata bene.

I Criteria possono essere considerati oggi più che nel passato uno specchio del livello medio del nuoto italiano che sta raggiungendo l’eccellenza?

Penso che questa sia una visione corretta: il nuoto italiano offre qualcosa di ottimo livello in questo momento, ma soprattutto mi piace che ci siano società nuove che si avvicinano alla competizione. Da qui ad avere conferme sul futuro, ci vuole altro.

Quello che si fa a questa età deve essere consolidato nel tempo, ma di certo il movimento è decisamente in salute ed è anche merito del grande lavoro e impegno delle società sportive. Forse non troppo brillante è il primo anno Ragazzi, a parte Mao che si è espressa con riscontri interessanti”

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Foto: Federica Muccichini, Vittoria Olivieri e Diego Montano / DBM
Marco Menchinelli dopo i Criteria, “Il nuoto italiano è pronto a un nuovo salto di qualità”

Sara Curtis e Alessandro Ragaini sono state le star di questi Criteria, che a memoria è stata una delle edizioni più spettacolari di sempre: sono due atleti già qualificati alle Olimpiadi e che hanno fatto cadere primati importanti, ma a loro si sono aggiunte individualità interessanti in quasi tutte le categorie. Siamo in una fase di salto di qualità per il nuoto italiano o bisogna ancora monitorare bene il territorio?

Credo due cose: la prima è che il nuoto italiano stia per fare un ulteriore salto di qualità con il cambio generazionale e l’altra è che i giovani credono che sia possibile emulare ciò che stanno facendo Sara Curtis e Alessandro Ragaini e questo è molto importante, perché ci aiuta ad avere una nuova generazione di nuotatori interessante.

Non è facile avere i vari Ceccon e Martinenghi, ma ci sono ragazzi che in questo momento stanno scuotendo il nuoto. Tra l’altro, il fatto che Curtis e Ragaini abbiano migliorato numerosi primati è una iniezione di fiducia per loro, perché nonostante si trovino nel pieno ciclo di lavoro per preparare le Olimpiadi, hanno avuto buoni risultati.

Questo deve essere da stimolo anche per gli altri atleti che stanno dietro. Credo anche che il settore istruzione tecnica abbia fatto un lavoro eccellente negli ultimi anni e i risultati si vedono anche da questi Criteria”

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Foto: Federica Muccichini, Vittoria Olivieri e Diego Montano / DBM
Il nuoto italiano è pronto a un nuovo salto di qualità, ma ci sono ancora giovani che si perdono

È ancora però consuetudine dire che i risultati dei Criteria non sono per forza una promessa per il futuro perché alcuni atleti si perdono e spariscono: cosa non funziona bene nel movimento che causa questo smarrimento lungo il percorso?

Questo problema si è sempre verificato. Ci sono sempre stati atleti che a 15/16 anni erano biologicamente pronti, già uomini e già donne, ma che poi non sono riusciti a esprimersi bene e migliorare i risultati con il crescere dell’età. Bisogna saper aspettare e bisogna continuare a lavorare con i ragazzi in modo progressivo.

La causa dello smarrimento che si verifica in alcuni casi potrebbe essere figlia della precocità di programmi di preparazione magari non ancora adatti a certi atleti giovanissimi. C’è da dire anche che qualche atleta è destinato a perdersi, magari anche per questioni personali, familiari talvolta.

Poi dobbiamo considerare che più l’atleta cresce, più diventa di alto livello e più l’allenatore dovrebbe saperlo gestire e nei gruppi di eccellenza che abbiamo in Italia, sappiamo che un allenatore può arrivare ad allenare bene 5 o 6 ragazzi, non 30.

A un certo punto va fatta una selezione e non tutti sono in grado di organizzarla, tant’è che a volte alcuni atleti decidono di spostarsi, ma non per incompetenza di chi li segue, ma per organizzazione.

Questa potrebbe essere una visione, ma anche l’aspetto biologico e cronologico è importante: magari a 14 anni hai un fisico come se ne avessi 18 e quindi vai fortissimo nella categoria, ma quando cresci non riesci più ad andare forte perché non sei più in vantaggio rispetto ai tuoi coetanei. Infine sono convinto che possiamo fare ancora tanta strada su partenze, virate e tecnica di nuotata”

La crescita del nuoto italiano non va alla stessa velicità in tutta Italia, perchè?

Altro aspetto interessante è la geolocalizzazione dei risultati: le squadre del sud Italia hanno portato una presenza molto bassa per numero di atleti rispetto alle società di centro e nord Italia e di conseguenza non potevano ottenere un risultato importante e una buona presenza nella classifica società: come si può migliorare questo aspetto affinché gli equilibri siano migliori?

Credo che la differenza la faccia quello che una determinata località ha da offrire ai ragazzi come sport alternativo. Se in quel posto c’è un’ottima scuola calcio, pallavolo, basket, o altro, i ragazzi tenderanno a scegliere e non tutti faranno nuoto. Questo purtroppo accade da diversi anni, ma quest’anno c’è stato qualche miglioramento, con la Calabria ad esempio, che ha portato una squadra di dodici atleti e penso che non ci siano mai riusciti prima.

Ho comunque visto un bel fermento o almeno mi piace pensare che rispetto agli ultimi anni ci sia stata una evoluzione. Prossimamente sarò in Lombardia, Veneto e Calabria per un incontro formativo e di confronto insieme ai tecnici e anche queste occasioni ad esempio, sono momenti di crescita importanti”

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Foto: Federica Muccichini, Vittoria Olivieri e Diego Montano / DBM

Per quando dobbiamo aspettarci le convocazioni degli Europei Juniores?

La squadra è praticamente fatta, tutto è pronto e a fine mese dovrebbero essere tutto ufficializzato. Se ci sarà qualcosa di eclatante e se ci saranno posti disponibili, allora si potrà fare una integrazione, ma credo che la squadra resterà quella che abbiamo praticamente già selezionato”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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