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Luca Dotto saluta il nuoto competitivo: un Signore in piscina e fuori, un esempio per tutti

Il nuoto mi ha reso l’uomo che sono e mi permetterà di diventare la persona che sarò domani, mi porto nel cuore tutti quei momenti spensierati vissuti con compagni e compagne di allenamento, il nuoto mi mancherà e sono grato di averlo vissuto con grande intensità

Oggi Luca Dotto ci ricorda che ci sono cose nella vita che possono fare la differenza nella persona che puoi diventare, nel carattere che puoi formare, nelle capacità relazionali che puoi acquisire.

Luca Dotto ha acquisito le sue skills, soprattutto umane, grazie alla vasta e longeva esperienza maturata nel nuoto, come ci ha raccontato nell’ultima intervista da atleta competitivo prima del ritiro.

Una carriera longeva dicevamo: i Campionati Europei in vasca corta di Eindhoven 2010 lo hanno messo sotto le luci dei riflettori con il bronzo vinto nei 100 stile e quel magico oro vinto con la 4×50 stile libero che segnò una nuova era per la velocità Azzurra.

Poi quell’argento un po’ inaspettato ai Mondiali di Shanghai 2011 nei 50 stile libero, l’oro pesantissimo agli Europei di Londra 2016 nei 100 stile libero.

Nel 2016 è diventato anche il primo italiano a nuotare i 100 stile libero sotto i 48 secondi, fermando il crono a 47”96 ai Campionati Italiani di Riccione, qualificandosi per le Olimpiadi di Rio.

È stato il capitano della squadra Azzurra, ha vinto oltre 90 medaglie vinte tra competizioni internazionali e nazionali e a 36 anni compiuti, ha deciso di salutare le competizioni in occasione del 62esimo Trofeo Internazionale Settecolli che si disputa nello Stadio del Nuoto del Foro Italiaco in questo rovente fine settimana romano.

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Il mio ultimo 50 stile libero ufficiale è stata una bella gara, emozionante, mi sono quasi commosso. Non mi sono mai sentito così prima di una gara, stavo per crollare a piangere, soprattutto quando ho salutato Virginia (Menicucci, atleta e fidanzata di Luca Dotto, ndr) prima di partire. È stata tosta, ma domani, quando ci sarà la sfida uno contro uno contro il mio grande amico e rivale di sempre Marco Orsi, sarà tanto più emozionante: ci saranno i miei parenti, i miei amici, ci sarà più pubblico e sarà lì che concluderò la mia carriera”

Luca Dotto saluta il nuoto competitivo: un Signore in piscina e fuori, un esempio per tutti

Quando hai realizzato veramente che questa sarebbe stata la tua ultima gara?

Lo sto ancora realizzando veramente. La decisione è stata presa praticamente da un anno e mezzo, ma fin quando non le perdi certe cose, non ti rendi conto di quanto siano state importanti e quanto abbiano significato per te. Questi giorni saranno particolari, ma molto probabilmente soltanto tra qualche giorno mi renderò conto di aver finito realmente”

Cosa ti ha dato il nuoto in tutti questi anni?

Mi ha dato tutto. La persona che sono si è letteralmente plasmata tra partenze, virate e tante vasche. È stata una palestra di vita che mi ha dato possibilità di conoscere tanto, anche oltre lo sport. Cose che non avrei mai immaginato di conoscere quando a 19 anni sono partito da casa. E mi ha lanciato in quella che sarà la mia carriera post nuoto, perché tutte le persone che ho conosciuto in questi anni, il network che mi sono creato, ha fatto sì di creare il Luca Dotto 2.0 che ci sarà da lunedì in poi”

Prima di parlare del Luca Dotto 2.0, mi dici la cosa più emozionante che ti viene in mente pensando a tutti questi anni di carriera?

Per fortuna ce ne sono tante. Però ti dico l’oro dei Campionati Europei di Londra 2016, non tanto per l’oro in se, ma per il fatto che c’erano i miei genitori lì. Mi avevano visto in tante altre gare, tra Olimpiadi di Londra 2012, Mondiali e i precedenti Europei, ma vincere una medaglia e vincere l’oro, sentire l’inno nazionale che in quel momento era per me e che suonava anche per loro, è stato il momento più alto della mia carriera”

Cosa ti porti nel cuore del tuo nuoto?

Tutte quelle cose che non sono sotto i riflettori: le giornate con i miei compagni e compagne di nazionale, i compagni del Centro Sportivo Carabinieri, del Team Veneto, della Larus e del Centro Nuoto Cittadella, quei momenti spensierati che fanno bello lo sport, che non sono soltanto le gare. Quello è ciò che fa veramente valere la pena di tutto questo”

Hai pensato a quanto potrebbe mancarti essere un nuotatore competitivo?

Si, tantissimo, anche perché sono sempre stato molto legato all’adrenalina della gara, a quell’attesa, a quel far fatica a dormire la sera prima di un evento perché ti senti già super attivato. Sono sensazioni che dubito riuscirò a ritrovare nella vita di tutti i giorni, però averle vissute con questa grande intensità per oltre vent’anni è stato un grandissimo privilegio e so che molte persone non lo hanno, quindi vivrò con il ricordo ben saldo di quelle sensazioni”

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Adesso mi dici quale sarà il Dotto 2.0?

Una moltitudine di cose: in ambito comunicazione con la Federazione Italiana Nuoto, con il podcast che esce lunedì e che tratterà argomenti votati a far conoscere meglio il nuoto e tutte le discipline acquatiche; poi con Studio Map, studio di comunicazione di Trieste, sto lavorando molto per seguire una imbarcazione che partecipa a Barcolana e tante altre competizioni nel Mediterraneo; con DAO Sport che mi hanno sempre aiutato in tutti questi anni e con i quali inizierò un percorso lavorativo anche con loro; poi ancora la mia Academy di nuoto, che cercherò di far crescere con più date in tutta Italia e poi a gennaio mi laureo. Tante cose, ma come ho fatto con il nuoto, mattoncino dopo mattoncino senza bruciare le tappe, costruirò il mio futuro”

Un consiglio da dare per gestire al meglio il ritiro sotto l’aspetto psicologico?

Non è facile, adesso capisco i miei compagni che si sono ritirati in passato. Dopo qualche settimana o mese dal ritiro, puoi sentirti un po’ perso, anche se hai avuto possibilità e capacità di costruirti qualcosa al di fuori del nuoto. Il mio consiglio è di non smettere definitivamente con l’attività sportiva, perché a livello fisico ci aiuta. Noi saremo per sempre atleti e il potere dello sport ti fa sentire bene, anche mentalmente. Che sia in piscina o su strada con un paio di scarpette da corsa, bisogna star bene”

Ci fai un ultimo saluto?

Grazie a tutti gli amici di Swim4Life Magazine per tutti questi anni magnifici, per il vostro supporto, per l’amore incondizionato che mi avete dato, anche quando mi avete criticato qualche volta in cui non ho performato come avrei dovuto. È stato tutto utile per crescere come atleta. Vi voglio bene, un bacione a tutti quanti e comunque, ci rivedremo in vasca!”

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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