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Mondiali IPC, il CT Vernole ci racconta come si evolve il Nuoto Paralimpico. Meno dieci alla manifestazione iridata di Montrèal.

Mondiali IPC, il CT Vernole ci racconta come si evolve il Nuoto Paralimpico.
Meno dieci alla manifestazione iridata di Montrèal.

Riccardo_Vernole_nuoto_paralimpicodi Paco Clienti
Il conto alla rovescia è già partito, meno dieci dall’inizio della competizione, meno sette alla partenza del gruppo Azzurro per il Canada. Stiamo parlando della VI edizione dei Mondiali di Nuoto Paralimpico che si svolgeranno a Montrèal dal 12 al 18 agosto presso il Parc Jean Drapeau, lo stesso che ha ospitato nel 2005 i Campionati del Mondo FINA e lo stesso che ospiterà nel 2014 i Mondiali di Nuoto Master.
I Mondiali Paralimpici raccoglieranno la partecipazione di 57 rappresentative nazionali che schiereranno in acqua complessivamente circa 500 atleti che andranno a caccia delle 177 medaglie in palio.
Dopo i memorabili risultati ottenuti alle Paralimpiadi di Londra 2012, due medaglie d’oro e cinque di bronzo, l’Italia punta in alto anche per questi Mondiali che si prospettano come un appuntamento fondamentale per la conferma della crescita del settore del nuoto paralimpico italiano.

Un mondo in continua evoluzione quello del nuoto paralimpico che sempre di più sta emergendo nella realtà sportiva, affiancandosi quasi a quello dei normo dotati, percorrendo fortemente l’ormai motto ufficiale della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico, “Il nuoto è uno solo”!

Riccardo_Vernole_IPC_Swimming

C’è ancora molto da fare e tanto su cui lavorare ed i Mondiali di Montrèal saranno un’occasione importante per aggiungere valore ed ampliare ancora di più il progetto del nuoto paralimpico italiano che punta a posizionarsi sui gradini più alti del panorama internazionale.
Ne abbiamo parlato con Riccardo Vernole, Commissario Tecnico della nazionale italiana di nuoto paralimpico che andrà di scena in Canada.

Alcuni atleti che vedremo tra qualche giorno a Montrèal sono andati fortissimo in occasione dei recenti Campionati Italiani Estivi. In Canada vedremo una nazionale abbastanza nuova, con innesti giovani ed interessanti. Quali sono gli obiettivi che l’Italia si pone per questa spedizione?
«L’obiettivo minimo è raggiungere le finali in quasi tutte le gare, ma non dobbiamo però nasconderci, in quanto sappiamo ben di poter contare su atleti come Morlacchi, Trimi e Morelli ad esempio che possono raggiungere anche una medaglia. Nel nuoto le cose sono abbastanza chiare, sappiamo qual è l’attuale ranking mondiale e quali sono le nostre potenzialità. Siamo sicuri che tutti nostri atleti arriveranno in Canada al massimo della propria forma per poter ottenere quanto più possiamo da questi Mondiali.

Efrem_MorelliFacendo tutti gli scongiuri per Montrèal, alcuni atleti che hanno partecipato ai Campionati Italiani Estivi di venti giorni fa, hanno registrato tempi eccellenti che li hanno proiettati in vetta alla ranking mondiale, cosa che fa ben sperare!
«Non nego che mi fa molto piacere che gli atleti, alcuni anche tra i più navigati, abbiano realizzato prestazioni così sopra le righe in occasione dei Campionati Italiani Estivi, dimostrando un grado di preparazione già ad ottimi livelli, cosa che non accadeva nelle stagioni passate nelle quali c’era un diverso processo di avanzamento per la miglior forma fisica. La preparazione da parte degli allenatori è stata ottima. Voglio pensare che quei risultati importanti arrivati in una fase della preparazione che non è quella finale, possano trasformarsi in qualcosa di ancor meglio nel momento fondamentale, quando ci troveremo a sfidare il mondo intero a Montrèal. Una cosa che un po’ mi preoccupa sono le prestazioni degli esordienti di questa nazionale che si troveranno alla loro prima esperienza mondiale. Un discorso è partecipare ad un Campionato Italiano ed un altro è partecipare ad una manifestazione internazionale importante come i Mondiali.»

Airola_TrimiI risultati che sono venuti fuori nel corso di questa stagione paralimpica italiana però sono davvero entusiasmanti per tutti. È sempre più ampio il giro di atleti coinvolti nella nazionale, i risultati di alcuni si trovano in vetta alla ranking e pare che in occasione di questi Mondiali saremo anche in grado per la prima volta di schierare una più che valida staffetta femminile! Sono risultati che non arrivano a caso, il lavoro che si sta facendo da anni da i suoi frutti.
«Assolutamente si. Penso che il nostro movimento, a differenza del mondo FIN, è un impegno a 360° che non comprende soltanto il lavoro puramente tecnico. Noi dobbiamo creare dei campioni e per far questo ci devono essere tanti presupposti che si devono unire. Pensiamo ad esempio alla classificazione funzionale. Già avere la possibilità di aver potuto riclassificare alcuni atleti come la Trimi (foto a destra), ha dato ragione sia alla sua società che alla nazionale, con un atleta che continua a migliorare e che si può confrontare adesso in una classe che più le si addice. Non avendo purtroppo grossi fondi dai quali attingere, la Federazione Italiana Nuoto Paralimpico non può organizzare ad esempio dei collegiali e deve puntare esclusivamente sugli appuntamenti stagionali per poter scovare dei campioni da far crescere poi in un percorso ben studiato. Quest’anno ad esempio è stata molto importante la manifestazione internazionale  di Sheffield in occasione della quale abbiamo avuto le nuove classificazioni per Taras e per la Trimi che per noi sono state una vittoria. Credo che la classificazione sia un discorso fondamentale nel nuoto paralimpico e solo se un atleta rientra nella giusta classificazione, può essere costruito al fine di diventare un grande campione.»  

Serena_ScipioneIl discorso delle classificazioni è un argomento sul quale ci sarebbe molto da dire. Oggi ad esempio ci sono molti atleti che probabilmente dovrebbero avere una diversa classificazione che sicuramente gli consentirebbe di competere anche a livello internazionale in maniera nettamente differente. Come si può intervenire su questo problema?
«È molto difficile in effetti. Nonostante il manuale sia ben chiaro a tutti, ancora oggi si vedono delle finali alle Paralimpiadi nelle quali ci sono grosse ed evidenti disparità tra gli atleti in gara e non sono dovute ad una differenza di allenamento, ma appunto di classificazione. Credo che nelle classificazioni si parta da presupposti sbagliati. Facendo un esempio banale, la classe S10 comprende atleti con disabilità minima di 15 punti, ovvero un problema alla caviglia, ed atleti amputati sotto al ginocchio. Si può ben capire che questi due atleti non partiranno mai alla pari in quanto le loro capacità funzionali non sono nemmeno simili. Questo problema si ripercuote un po’ su tutte le classi. L’IPC sta cercando delle soluzioni a questo problema, ma secondo me non è sulla strada giusta in quanto sta facendo dei test che a mio parere non sono indicativi per migliorare il sistema.»

Trofeo_Sette_Colli_Nuoto_ParalimpicoSi tratta di una evoluzione forse lenta rispetto alla crescita del settore paralimpico?
«Da quando sono all’interno del Comitato Allenatori Internazionali, ho capito che l’IPC tende un pò ad andare sulla prestazione cronometrica. Ho l’impressione che molti record del mondo siano troppo bassi proprio perché alla base ci sono problemi di classificazione. Comunque sia noi dobbiamo cercare di andare avanti in maniera professionale. È stata una mia proposta, subito appoggiata dalla Federazione, far iniziare un percorso formativo al nostro medico, il dott. Francesco Perna, per diventare classificatore internazionale. Se avessimo un nostro referente all’interno della commissione classificatrice, avremmo diversi risultati positivi. Sicuramente avremmo modo di capire bene qual è il sistema, entrare nel meccanismo e capire noi stessi come presentare la documentazione opportuna al fine d ottenere le giuste classificazioni ed abbiamo visto quanto questo sia importante per far emergere certi atleti.»

La FINP è un mondo in crescita costante. Quest’anno c’è stata la prima partecipazione ufficiale al Trofeo Sette Colli e la visibilità è sicuramente aumentata soprattutto dopo le Paralimpiadi di Londra. Di cosa ha bisogno ancora la FINP per avere i mezzi adeguati al fine di ottenere successi sempre più importanti?
staff_tecnico_FINP«Il lavoro che stiamo facendo tutti, società, tecnici, atleti ed il personale della Federazione, è un lavoro importantissimo. Secondo me la chiave di volta è la Federazione Italiana Nuoto. Se la FIN riuscisse ad aiutarci ad entrare in tutte le società ed impianti sportivi, ci darebbe sicuramente modo di scovare tantissimi atleti di alto livello. Faccio l’esempio di Sottile, uno dei casi più recenti. Fabrizio era un atleta agonista già prima di avere la disabilità e che ha fatto quindi un percorso semplice per diventare un atleta paralimpico di spessore. Io sono convinto che ci siamo tanti casi come quello di Sottile, anche perché storicamente, le piscine hanno sempre accolto persone con disabilità. Al Sette Colli ad esempio ho avuto modo di conoscere un allenatore che mi ha proposto un atleta con un importante problema ad una mano con la quale probabilmente inizieremo un percorso. Quella è stata una grossa vittoria per me nel contesto della partecipazione al Sette Colli. Il mondo paralimpico è nato non per ghettizzare le persone con disabilità fisiche, ma per dare a tutti le giuste opportunità per potersi esprimersi al meglio nello sport.»

Serena_Scipione_IPC_SwimmingSiamo in chiusura di questa intervista. Vuoi aggiungere qualcosa?
«Si, vorrei ricordare alcuni atleti, senza nominarli, che potevano essere convocati a Montreal, ma che non sono stati chiamati. Spero che avremo maggiori possibilità di convocare più atleti in occasione degli Europei, occasione nella quale magari avremo meno costi e potremo muoverci diversamente. Quando propongo una nazionale cerco sempre di motivare e spingere il settore verso una crescita, ma purtroppo devo guardare anche al portafogli della Federazione e non posso guardare solo l’aspetto tecnico ma anche quello economico. Questo per dire che ci sono tanti altri atleti con grosse potenzialità che potrebbero allargare la nazionale. Questo è un augurio che faccio a loro e che faccio a noi come Federazione.»

Non resta che continuare il conto alla rovescia e seguire i 15 Azzurri che saranno impegnati prossimamente ai Mondiali di Montrèal 2013!

Clicca qui per la start-list provvisoria dei Mondiali IPC Swimming di Montrèal 2013

Clicca qui per il programma gare dei Mondiali IPC Swimming di Montrèal 2013

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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