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Mondiali Montreal 2014, un passo indietro per i Master.

Mondiali Montreal 2014, un passo indietro per i Master.
Organizzazione gestione non impeccabili, si rimpiange Riccione 2012.

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di Paco Clienti
Si sono conclusi ormai da due giorni i Mondiali Master FINA un po’ retrò che si sono svolti presso il Parc Jean Drapeau di Montrèal dal 27 luglio al 10 agosto. Retrò perché è stata sorprendente l’organizzazione ed il modo di gestire questo grande evento che, anche se con molte meno presenze rispetto all’edizione di Riccione 2012, ha coinvolto comunque oltre 20mila atleti. Sorprendente in maniera negativa. Siamo in America, non negli Stati Uniti, ma nel Canada dove ci si aspettava sicuramente un tasso di dotazione tecnologica un tantino più elevato. La terra di mezzo tra Francia e America ha invece totalmente deluso le aspettative.

Partiamo dalla location. L’impianto doveva essere più che collaudato dopo aver ospitato solo la scorsa stagione i Mondiali Assoluti Paralimpici, ma non è stato esattamente così. La posizione dove si trova è certamente facile da raggiungere in quanto bastava prendere la metro e fare pochi passi dall’uscita della fermata per il Parc Jean Drapeau. Le vasche di questo impianto sono tutte all’aperto e c’è solo un grande tendone per ripararsi dalla eventuale pioggia che a Montrèal è caduta qualche volta durante questi Mondiali. La cosa forte è che al riparo di questo tendone, veniva organizzata la pre-chiamata atleti per le gare!

Ecco, parliamo della pre-chiamata. Nessun tabellone elettronico, nessun avanzamento dello stato delle gare a video, ma una semplicissima quanto povera tavoletta dove veniva scritto di volta in volta, a pennarello, l’avanzamento delle chiamate. Non veniva eseguito nessun pre-appello e non era possibile capire l’andamento della chiamata se non riferendosi agli orari previsti. Era necessario “accomodarsi” in camera di pre-chiamata ed aspettare che venisse chiamata la propria batteria. A quel punto si va ai blocchi, senza controllo cartellini, bastava che l’atleta rispondesse con un “OK” quando veniva chiamato! 
Mondiali_Master_FINA_Montreal_2014_02Non c’era nessuno speaker ad annunciare le gare ed i risultati di chi era in vasca ed i tempi e gli ordini di arrivo non erano visibili dal tabellone esposto sulla vasca per gli atleti che terminavano la gara in quanto coperto dai tendoni montati per permettere ai giudici di ripararsi. Insomma, molto da rivedere. 

Ma il punto forte dell’America è la tecnologia no? Ebbene, la rete wi-fi c’era ma non c’era! 

A tutti questi buchi avranno riempito con l’accoglienza atleti, penserete voi ed invece non è stato esattamente così. Il bar interno all’impianto apriva comodamente intorno alle ore 10.00, mentre il riscaldamento atleti iniziava alle 7.00. Oltre a questo laborioso bar, non c’erano altri punti ristoro interessanti, a parte alcuni baracchini sistemati all’esterno della piscina dove era possibile prendere hot-dog, sandwich o altra roba leggera e sana, adatta al pre gara di un atleta! Ovviamente il sarcasmo è evidente.
L’altra vasca utilizzata per questa competizione è nei pressi del circuito di Formula 1, a dieci minuti a piedi e raggiungibile anche con una navetta. Si tratta di un prefabbricato con una tribuna davvero scarna, dove non si ha spazi per ripararsi da eventuale pioggia o forte sole ed è munita di “comodi ed accoglienti” container messi ad uso spogliatoi che andavano bene solo per cambiarsi visto che non erano forniti di docce. Nella vasca provvisoria inoltre, se l’atleta in gara non vinceva la batteria, non riusciva a vedere il tempo realizzato. Gli altri atleti arrivati dal 2° in poi, dovevano infatti attendere la pubblicazione dei risultati due o tre ore dopo la gara, visto che il tabellone riportava i nomi di tutti gli atleti in gara, ma solo per il primo arrivato segnava il crono! In tutto l’impianto, non c’era riparo dal sole se non sotto agli alberi del parco…un po’ poco, soprattutto se si considera che il riparo talvolta doveva servire per la pioggia e non per il sole! Per finire, volendo finire, nella vasca di riscaldamento non era possibile provare le partenze.
Insomma, un Mondiale sotto tono in quanto ad organizzazione e gestione come dicevamo in apertura, che probabilmente gli atleti master che hanno investito non pochi soldi per parteciparvi, non meritavano. Senza dubbi organizzare i Mondiali Master FINA in una splendida quanto affascinante città come Montrèal, è servito a molti atleti per unire l’utile al dilettevole, ovvero visitare parte del Canada e fare i Mondiali Master oltre oceano per chi arrivava dall’Europa. È stata sicuramente un’esperienza, per capire prima di tutto quanto a volte è meglio non lamentarsi e non fare osservazioni sui metodi Europei. Probabilmente alcuni atleti rifarebbero ugualmente questo Mondiale, perché forse troppo romantici di un movimento master talvolta troppo poco attento agli atleti che lo alimentano, socialmente ed economicamente. Probabilmente il Mondiale Master FINA fatto a Montrèal doveva servire per incentivare il movimento master dalle parti del Canada, perché lo ripetiamo, non è la stessa cosa degli USA.

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Vorremmo concludere con il report dei risultati delle Acque Libere, ma purtroppo ad oggi non sono stati ancora pubblicati! Non che a Riccione abbiamo fatto di meglio sulle Open Water, ma scusate se è poco e se lo sottolineiamo, ma le straordinarie giornate dei Mondiali Master FINA di Riccione 2012, sembrano davvero lontane!
Su circa 400 presenze gara, gli italiani in gara a questi Mondiali hanno raccolto 14 medaglie d’oro, 16 d’argento e 17 di bronzo, escluso le Acque Libere per le quali attendiamo i riscontri ufficiali da Montrèal. 

Si ringrazia Matteo Geri per la preziosa collaborazione per la realizzazione di foto e la raccolta di informazioni sul posto. 

Risultati dei Mondiali Master FINA di Montreal 2014

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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