Riccardo_Vernole_CT_Italia_Nuoto

Europei da sballo per il Nuoto Paralimpico e la FINP sta diventando un marchio!

Europei da sballo per il Nuoto Paralimpico e la FINP sta diventando un marchio!
Il CT Vernole adesso vuole accendere il turbo per conquistare prima i Mondiali e poi Rio.

Riccardo_Vernole_CT_Italia_Nuoto

di Paco Clienti
Si sono conclusi ormai da quattro giorni, ma è ancora alto l’entusiasmo dei risultati ottenuti dalla nazionale Azzurra di Nuoto Paralimpico che ai Campionati Europei di Eindhoven ha messo un punto esclamativo sulla propria prestazione conquistando ben 19 medaglie, 11 ori, 2 argenti e 6 bronzi, grazie alle quali l’Italia si è piazzata al quinto posto nel medagliere europeo, alle spalle solo di potenze come l’Ucraina, la Russia la Gran Bretagna e la Spagna e davanti alle blasonate Germania ed Olanda su tutte!
Un risultato a dir poco stupefacente che va oltre le aspettative che erano comunque ampie e che dimostra ancora una volta che questa nazionale non ha limiti, così come ci conferma il CT Azzurro Riccardo Vernole!

Possiamo dire Europei da sballo?

«Eindhoven è stato un Campionato Europeo davvero eccellente nel quale abbiamo sorpreso tutti . La IPC Swimming mi ha chiesto addirittura di fare una presentazione di come l’Italia è arrivata in pochi anni a questi livelli, perché arrivare al 5° posto nel medagliere davanti alla Germania ed i padroni di casa dell’Olanda, non è da poco.»

Assolutamente no e questa nazionale non è più fatta solo da singoli.
«Infatti, e non dimentichiamo che mancava Emanuela Romano che ha dovuto rinunciare all’ultimo, perché se ci fosse stata anche lei, sarebbero arrivate sicuramente altri tre o quattro medaglie. Questa è una vittoria individuale dei singoli che poi sommando, hanno fatto un grande valore per l’intera squadra. Abbiamo tantissime individualità, ma il gruppo sta diventando sempre di più squadra e questo è importante.»

Campionati_Europei_Eindhoven-2014_Nuoto_Paralimpico

Questo deriva anche dal fatto che nelle varie società si curano sempre di più i dettagli e quindi vengono fuori dei campioni sempre più “facilmente”.
«Quando nel 2009 presi l’incarico di CT, prima di cercare i campioni, intravidi alcuni obiettivi che secondo me potevano realizzarsi a breve termine e la chiave di volta per lavorare bene al raggiungimento di questi obiettivi, fu cercare di lavorare sulla base, come alzare il livello dei Campionati Italiani, risolvere alcuni problemi sulle classificazioni e garantire gli spazi acqua agli atleti. Noi certamente non possiamo pescare dai collegiali in quanto fino ad oggi non c’era c’è una vera e propria gestione federale dei nazionali. Monitoriamo a distanza gli atleti ed il loro stato di forma durante tutta la stagione, ma da oggi cambia qualcosa, perché cercheremo di fare una preparazione programmata ed organizzare alcuni collegiali durante la stagione.»

Il collegiale di Lignano Sabbiadoro fatto prima degli Europei, si è rilevato importante dunque?
«Fortemente voluto, è stato più che positivo in quanto c’è stato un valido riscontro nell’immediato. Non volevamo una squadra di star, ma una squadra amalgamata e in tre giorni siamo riusciti ad ottenere grossi progressi. Ovviamente si possono ottenere più risultati se il collegiale può essere più ampio e fatto in più momenti della stagione.»

Oltre i collegiali, non pensi che potrebbe essere utile per certi atleti anche fare più gare durante la stagione?
«Si, in effetti abbiamo già pensato di convocare certi atleti nel corso della stagione per prendere parte a più competizioni a livello internazionale come il Meeting di Berlino ed altri per arrivare al meglio ai Mondiali di Glasgow 2015.»

Al di là dei Mondiali, inizia il biennio Olimpico.
«Anche questo è vero perché i prossimi Mondiali saranno anche un bivio importante per mettere su la selezione nazionale per Rio 2016 ed a maggior ragione vorremmo che alcuni atleti facessero più esperienze internazionali in avvicinamento alle competizioni importanti quali Mondiali e Paralimpiadi. Fino ad oggi abbiamo lavorato come formichine, ma adesso è arrivato il momento di mettere il turbo, perché due anni, anzi meno, volano.»

Italia_Nuoto_Paralimpico_FINP_Campionati_Europei_Eindhoven_2014Visto che di gare Paralimpiche non ce ne sono tantissime durante la stagione, le gare del settore FIN, anche quelle internazionali, possono essere un’occasione per gli atleti Paralimpici per testare il grado di preparazione e fare esperienza?
«Parlando recentemente con il Presidente Barelli, abbiamo affrontato proprio questo tema. Poterci aggregare alle gare del settore FIN e sfruttare anche la parte organizzativa. Quest’anno oltre al Settecolli, abbiamo partecipato al Memorial Ottaviani che siamo riusciti a farlo riconoscere come evento IPC nonostante le poche gare riservate ai Paralimpici. In realtà questo viene fatto già all’estero, come in Australia ad esempio.»

In questo modo, oltre a sfruttare più momenti per testare gli atleti e fargli fare esperienza, si fa anche pubblicità al settore Paralimpico.
«Certo e questo è fondamentale perché il passaparola ha un aspetto importante per noi in quanto ci può aprire importanti nuovi orizzonti, indirettamente anche per farci trovare nuovi atleti. Io penso che con il serio lavoro, il risultato si ottiene e mi ritengo abbastanza ambizioso. A parte le grandi potenze come l’Inghilterra, la Cina e l’Ucraina, le nazionali vincono tante medaglie con i singoli atleti forti. In questo momento abbiamo Morlacchi, Trimi e Camellini, mentre altre nazioni hanno più singoli super campioni. Anche questa è la realtà Paralimpica. Noi siamo cresciuti tantissimo sotto questo aspetto perché prima avevamo solo un paio di individualità da finale mondiale o europea, mentre oggi, agli ultimi Europei, siamo andati a podio con 9 atleti su 15 e peccato per la staffetta 4×100 misti maschile che ha mancato la medaglia per poco.»

Adesso diventa sempre più difficile fare meglio della volta precedente?
«Fortunatamente l’intera Federazione Italiana Nuoto Paralimpica si impegna costantemente per crescere e a differenza di altre nazioni che puntano alle classi alte, più facili da preparare, noi curiamo tutte le fasce di disabilità ed infatti la nostra nazionale è molto eterogenea in termini di classi. Certamente, con i risultati che stiamo realizzando, al fine di crescere ancora, sono necessari dei fondi economici per permetterci di sviluppare nuovi progetti e nuove iniziative. Se avremo fiducia, possiamo fare sempre meglio.»

Visti i riscontri ottenuti anche dall’IPC Swimming a questi Europei, possiamo dire che la FINP sta diventando un marchio in campo internazionale!
«Guarda, sia il CT dell’Olanda che quello della Germania erano stupiti di quanto fossimo stati capaci di realizzare in così poco tempo, sia in termini di miglioramenti a livello di ranking internazionale, ma anche di piazzamenti a podio in questi Europei. La nostra forza è anche quella di lavorare mettendo un punto e ricominciando da zero dopo ogni evento importante dal quale otteniamo grossi risultati.»

Dalle prossime uscite non ci sarà più Morelli.
IMG-20140814-WA0000«Vedremo, perché se farà come Pirlo che ha annunciato il suo ritiro, restando comunque a disposizione della nazionale, non è detta l’ultima parola. Se il ragazzo non nuoterà più, è un conto, ma se continuerà a nuotare ed allenarsi, lo terremo d’occhio e non è detto che possa ancora darci una mano in nazionale! Morelli è stato un esempio per questa squadra, soprattutto quando ai Mondiali di Montreal sfiorò il podio. In questi Europei ha conquistato una importante medaglia e penso che sia stato il regalo più bello che possa aver ottenuto in tanti anni di nuoto, più che meritata.»

Un ultimo pensiero su questi Europei trionfanti?
«Vorrei ringraziare la Jaked che ci ha fornito un validissimo appoggio sponsorizzando la nostra spedizione. Il costume che vedete nella foto è quello realizzato personalizzato per Federico Morlacchi con il quale l’atleta ha vinto cinque medaglie d’oro!»

Clicca qui per guardare la replica di tutte le gare degli Europei di Nuoto Paralimpico Eindhoven 2014

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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