Luca Dotto è pronto a tentare l’assalto ai Mondiali di Kazan!

Dopo due stagioni sfortunate, il velocista Azzurro è carico per conquistare qualcosa di importante in Russia e tornare ad essere “Il Pistolero”.

Dopo le Olimpiadi di Londra ed i Campionati Europei in vasca corta, il periodo buio del 2012 sembrava essere terminato per Luca Dotto con la medaglia d’argento vinta nella staffetta 4×100 stile libero ai Mondiali in vasca corta di Istanbul ed i successi ottenuti poi nel 2013 ai Giochi del Mediterraneo di Mersin, ma ai Mondiali di Barcellona ha dovuto fare i conti con un nuovo inciampo che non gli ha consentito di esprimersi per quelle che sono le sue potenzialità. Verso la fine del 2013 sono tornate le medaglie in staffetta con gli Europei in vasca corta ma poi nel 2014 ha vissuto un nuovo periodo non fortunatissimo ai Campionati Europei di Berlino ai quali perse l’accesso alla finale dei 50 stile libero per soli due decimi e arrivò quinto nella finale dei 100 stile libero, di nuovo a soli due decimi dal traguardo che in quell’occasione sarebbe stato il podio. L’unica consolazione arrivò dalle due medaglie, una d’oro e una di bronzo, vinte con le staffette.
Ai mondiali in vasca corta di Doha in chiusura del 2014, anche se non al meglio della forma, conquista un’altra medaglia di bronzo con la 4×50 stile libero e si affaccia con ottimismo al nuovo anno che farà da preludio alle Olimpiadi di Rio.

Iniziamo subito dal piatto forte: come sta andando la preparazione per i Mondiali di Kazan?
«Sta andando bene. Fortunatamente quest’anno fino a prova contraria non ci sono stati problemi fisici che è la cosa più importante, mentre per quanto riguarda il lavoro svolto, stiamo facendo bene da anni.»

Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_02Pensi che si sia seminato bene al Collegiale fatto all’Università di Auburn?
«Certo, è stato molto bello in quanto ci ha dato la possibilità di confrontarci con una realtà non totalmente ma parecchio diversa dalla nostra. Abbiamo preso parecchi spunti ed è stato bello anche familiarizzare con gli americani e brasiliani, far gruppo con loro e stimolarci a vicenda.»

In Albama tra l’altro ti sei tolto insieme ai tuoi compagni di staffetta la soddisfazione di battere il Brasile nella 4×100 stile libero al Gran Prix di Charlotte. Che sia un buon auspicio per i Mondiali?
«Si, assolutamente. Ovviamente era un test ed anche il tempo fatto di 3’16” non è niente di che, ma è sempre importante mettere la mano davanti. È stata molto positiva comunque la prestazione dei singoli visto che tra l’altro avevamo Belotti nella formazione anziché Magnini.»

È cambiato qualcosa nei collegiali organizzati in preparazione di un campionato internazionale da quando sei in nazionale?
«Questo è il quinto anno che sono in nazionale assoluta e devo dire che non è cambiato molto. Abbiamo sempre fatto collegiali in giro per il mondo ma bene o male il lavoro svolto fondamentalmente non è cambiato. L’unica cosa che è cambiata è che ci conosciamo meglio e quindi lavoriamo sempre meglio insieme.»

Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_03Quanto è cambiato invece il tuo impegno nel nuoto in questi anni nei quali sei passato da nuovo volto interessante del nuoto italiano ad una delle speranze più vive dell’Italia per puntare al podio nelle competizioni internazionali?
«Il mio impegno è sempre rimasto lo stesso in questi anni. Mi piace nuotare, mi piace allenarmi e fare fatica, provando appagamento a fine giornata sentendo di aver dato tutto per superare i miei limiti. Ogni giorno per me è segnato sempre da nuove sfide, al di là di quello che sono i lavori specifici.»

Quello di Kazan sarà il tuo terzo Mondiale e ci arrivi dopo aver accumulato una buona esperienza in campo internazionale tra cui quella fatta con la partecipazione ai Giochi Olimpici. Senti che questa esperienza possa fare per te la differenza in Russia?
«Beh sicuramente si. Ogni tipo di esperienza fatta a livello nazionale, fa si che man mano che cresci come atleta, acquisti una maturità tua nell’approccio alla gara. Sapere cosa fare prima della gara, come concentrarsi, se stare da solo o in compagnia, insomma tutta una serie di cose che fa si che se tutto va come deve andare, riesci a dare il 100%.»

Parlando di esperienza, dopo quei magici Mondiali di Shanghai nei quali vincesti l’argento nei 50 stile libero, sembra quasi che tu sia stato investito da un vortice di sfortuna visto che hai dovuto affrontare infortuni che hanno condizionato le tue prestazioni negli anni seguenti, sia per le Olimpiadi di Londra che per i Mondiali di Barcellona. È arrivato il momento del riscatto?
«Si è vero, anche se prima di Barcellona non avevamo reso ufficiale il problema che avevo avuto al collo durante i collegiali di preparazione a Ostia che mi causava difficoltà a nuotare e fare gli scatti per non far sembrare che volessi avere una scusa pronta. Arrivare in finale a quei mondiali fu già una sorpresa per me. Adesso invece ci sono tutti i presupposti perché questo Mondiale sia un Mondiale dove io possa dimostrare quello che valgo quando sono al 100%.»

Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_04Il 21”90 nei 50 ed il 48”24 nei 100 non li hai più nuotati da Shanghai. Kazan potrebbe essere l’occasione per ritoccarli?
«Quello che mi preme non è tanto fare il personale nei 50 visto che dal Mondiale di Shanghai il livello competitivo mondiale si è alzato incredibilmente, mentre io spero di raggiungere il mio personale nei 100 stile libero che è una gara che più mi si addice per le mie caratteristiche fisiche, per come la interpreto e riesco ad esprimermi meglio. Le potenzialità ci sono, i tempi in allenamento anche, bisogna trovare soltanto il momento giusto per farlo scaturire poi in gara.»

Cosa è più importante di tutto per un atleta come te che punta ad un risultato importante una volta che sei ad un Mondiale?
«La cosa più importante è essere tranquillo di quelli che sono i tuoi mezzi, senza avere dubbi su te stesso, al di là di quelli che possono essere gli avversari al tuo fianco o quanto possa essere difficile raggiungere una finale o semifinale che sia. Sapere che hai lavorato bene, sapere come impostare la gara e quali sono i tuoi equilibri senza stravolgerli, ti permette di tirare fuori la prestazione importante.»

Ai Campionati Italiani primaverili hai steccato la finale dei 100 stile libero ma poi ti sei rifatto subito in quella stupenda prima frazione nuotata nella 4×100 stile libero con la quale hai staccato il pass per Kazan e registrato il settimo crono mondiale dell’anno. Considerato anche il forfait di Magnussen ed il tempo che hai nuotato a Riccione, quanto è distante adesso il podio della gara regina?
«Come insegna la storia dei Mondiali, una volta che hai una corsia in finale, tutto è possibile. Certamente ora come ora se sei fortunato riesci a raggiungere il podio con un 48”0 – 48”1.»

Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_05In effetti al momento il ranking stagionale dice questo.
«Infatti, al momento c’è Morozov con 47”9, McEvoy con 48”0 e poi Magnussen che appunto sarà assente.»

E poi c’è l’olandese Verschuren che hai avuto modo di osservare al Settecolli.
«Si, lui ha fatto molto bene anche a Canet al Marenostrum e penso che sia uno degli accreditati a salire al podio a Kazan. Ha nuotato 47”80 nella finale olimpica di Londra che è un sogno tempo ma anche lui dopo un periodo difficile, penso che adesso possa dire la sua in questi Mondiali.»

Quali sono gli avversari dei 100 stile che in questo momento rispetti di più in prospettiva dei Mondiali?
«Partendo dal presupposto che una volta che ad un Mondiale, qualsiasi avversario va rispettato, quelli secondo me papabili potrebbero essere io e Marco Orsi che ha dimostrato di essere molto veloce quest’anno, gli Australiani, i Francesi che bisogna vedere come arrivano a questo Mondiale e poi ci sono sempre gli Americani che anche se si nascondono nel resto dell’anno, ai Mondiali esplodono e tirano fuori i conigli dal cilindro ogni volta.»

I 50 stile libero invece sono un’incognita anche se il francese Florent Manaudou viaggia a velocità pazzesche e in questo momento davanti a te ce ne sono tanti da superare. Che speranze hai per questa gara?
Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_06«Da quando ha vinto l’Olimpiade di Londra, Manaudou non ne sta sbagliando nemmeno una. Ha una fisicità e una forza che gli permette di andare sempre forte nei 50 stile. Io in questa gara vorrei andare sotto il 21”90 fatto a Shanghai anche se sto curando di più i 100.»

Riparlando dei 100 invece cosa pensi della staffetta 4×100 stile libero per la quale l’Italia ha lavorato tantissimo in questi anni? siamo accreditati per fare qualcosa di importante a Kazan?
«Anche qui facendo tutti gli scongiuri possibili, penso che la staffetta sia molto competitiva. Abbiamo quattro ragazzi compreso me che sono riusciti a scendere sotto i 49 secondi, per la prima volta ad aprile in questi anni e quindi penso che abbiamo le carte in regola per fare molto bene. Negli ultimi anni tra una sfortuna e l’altra, uno dei quattro mancava sempre, mentre invece quest’anno essend tutti al 100% potremmo fare una bella figura a livello internazionale.»

La velocità del nuoto Azzurro sembra essere arrivata ad un punto in cui pare manchi un pizzico di qualcosa per fare il salto di categoria per diventare veramente importante a livello internazionale. Cosa potrebbe mancare secondo te per fare il passo successivo?
Luca Dotto-intervista Swim4Life Magazine_07«Non saprei. Marco Orsi ha dimostrato di essere molto veloce sia nei 50 che nei 100 ed insieme a me e Leonardi, al 48 basso ci siamo arrivati. Noi facciamo parte di una generazione che ha dato il via ai velocisti italiani forti anche a livello internazionale. Non sono preoccupato, ma tra i giovanissimi non vedo atleti interessanti. Noi facevamo già determinati tempi nelle giovanili, eravamo anche al podio ai Campionati Assoluti e questo un po’ sta mancando. Sono convinto anche che a noi italiani manca anche un po’ la stazza del classico velocista, l’unico che si avvicina a quella fisicità del velocista puro è solo Marco Orsi. Anche Filippo Magnini non ha quel fisico grosso come altri, pur avendo vinto due mondiali nei quali si è imposto non grazie al fisico ma perché è un vero campione ed ha una testa vincente.»

Un’ultima battuta la destiniamo al Trofeo Settecolli che è tra le manifestazioni internazionali più importanti al mondo. Che sensazioni provi ogni volta che partecipi a questo evento?
«Mi piace molto il Settecolli, anche perché al Foro Italico mi alleno da cinque anni ed è sempre bello venire a gareggiare qui davanti al pubblico di Roma. È emozionante perché lo considero sempre un piccolo mondiale ed è una gara di prova molto importante. Poi è bello vincere, salire sul podio e vedere questo grande pubblico che sempre più numeroso, anno dopo anno, viene a seguire il nuoto con tanta passione.»

Guarda il video per l’intervista integrale:

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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