Nuoto, Adam Peaty “Le piscine dovrebbero essere riaperte per favorire il benessere psico-fisico”

Il campione olimpico britannico  e primatista mondiale della rana in contrasto con le decisioni del governo di aprire i pub ma non le piscine

Martedì scorso il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato che in questa nuova fase, post emergenza dettata dalla pandemia Covid19, tra i luoghi che potrebbero riaprire il 4 luglio ci saranno i pub ma non le strutture sportive al coperto, come piscine e palestre

Secondo il campione britannico Adam Peaty “l’annuncio è stato deludente, frustrante” e “non ha alcun senso”. Le strutture interne sono state chiuse da marzo e i rappresentanti di diversi sport sono molto arrabbiati per essere stati trascurati anche in questa nuova fase di nuove misure si sblocco post pandemia.

Dal suo canto il Governo spera che palestre, piscine e spa al coperto, luoghi dove è più facile creare assembramenti, possano riaprire in Inghilterra a luglio inoltrato. Il corrispondente per la salute della BBC Nick Triggle riferisce che esiste la preoccupazione del governo che la trasmissione Covid-19 risulti più difficile da controllare in questi luoghi a causa dello sforzo fisico da parte dei frequentatori, delle condizioni di umidità negli spogliatoi e del fatto che il distanziamento sociale è generalmente inferiore.

Peaty in un intervista rilasciata a BBC Sport ha inoltre dichiarato:

“In molti puntano sul fatto che i pub favoriscono un grande apporto all’economia in termini di tasse, ma bisogna anche pensare ai benefici per la salute che invece offre il nuoto. Lo stress mentale al quale è stata ed è tutt’ora sottoposta la popolazione risulta in aumento e percorrere questa strana non può far altro che aumentare le problematiche”

Peaty, detentore del record mondiale nei 50 e 100 rana, vuole anche il sostegno del governo per favorire ed incentivare la riapertura di piscine e palestre, non appena sarà possibile.

“Alcune strutture hanno difficoltà a ripartire e sono a rischio di chiusura permanente – ha dichiarato Peaty – Quindi bisogna dare degli incentivi per permettere ai bambini, che sono fermi da oltre 15 settimane, di potersi dedicare agli sport. Se non stiamo attenti vedremo una flessione delle presenze, proprio a ridosso delle Olimpiadi di Tokyo”

Peaty, come la maggior parte degli atleti d’élite, ha già ripreso la preparazione in vasca per i Giochi riprogrammati nel 2021 – clicca qui per approfondire la notizia.

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“Abbiamo controllato la nostra temperatura all’arrivo, indossiamo mascherine, nuoto nella mia corsia. Con questi semplici provvedimenti, non vedo alcun motivo per cui le strutture siano ancora chiuse”

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Ciro Porzio

Consulente informatico, matematico con la passione per le statistiche e apprendista nuotatore. Ricopre diversi ruoli di responsabilità in Swim4Life Magazine.