Il velocista si prepara all’ultima danza: “Vorrei fare i Giochi del Mediterraneo con la Nazionale di Nuoto Pinnato. Il nuoto mi ha insegnato i valori, a perdere e rialzarmi. Oggi vedo le ultime generazioni molto fragili, mollano al primo errore e non va bene. Non abbiate timore di chiedere aiuto, non siamo robot”
Marco Orsi è stato uno di quegli atleti che hanno scritto pagine di storie del Nuoto Azzurro, ma a 34 anni sta iniziando a pensare seriamente al momento in cui appenderà cuffietta, occhialini e costume al chiodo.
L’atleta delle Fiamme Oro e CN UISP Bologna si sta preparando psicologicamente al ritiro, si sta avvicinando progressivamente e serenamente a quel momento che definisce difficile.
Penso di essere sul percorso giusto, mi piace da morire quello che faccio, ma il mio corpo mi sta implorando di fermarmi – dice Marco Orsi nell’intervista realizzata a Riccione durante i Campionati Italiani – La sto vivendo bene perché mi sto impegnando anche in altre cose, come i camp e il nuoto pinnato. E poi qualcosa di buono nel nuoto lo sto facendo. Agli Assoluto ho fatto una finale B in 22”6, non male. Non fisserò ufficialmente una data di chiusura, però siamo vicini”
L’argomento “ritiro dalle competizioni” è saltato fuori dopo un post scritto da Marco Orsi sul suo account Facebook, del quale riportiamo un estratto:
Il risultato finale dice 11º in Italia, alcuni potrebbero vederla come una sconfitta, in realtà è un grande successo, si, proprio così! Sì perché, dopo tanti anni in cui sei stato il numero uno e ti sei tolto tutte le soddisfazioni, arriva un momento in cui non capisci più cosa ti stia succedendo, la tua testa ha dei ricordi muscolari e vuole fare ancora l’atleta professionista, ma il tuo corpo è saturo, stanco…
Ad un certo punto ti accorgi che attorno a te c’è un mondo da scoprire e vivere, VIVERE! È dura ammetterlo ed accettarlo. Lo sport, il nuoto vissuto da professionista ti toglie tutto, ti concentri su un unico obiettivo e tutto il resto non esiste. Circondatevi di persone che vi fanno stare bene, che apprezzano in questo caso la PERSONA e non il CAMPIONE”

Con oltre venti Record Italiani infranti e più di trenta medaglie vinte in campo internazionale tra vasca lunga e vasca corta, Marco Orsi è certamente tra i migliori atleti che il nuoto Azzurro abbia mai avuto e per tutti arriva, prima o poi, il momento di smettere. Ma non oggi per Marco Orsi.
Ormai siamo già a 34 anni, mi sento ancora un ragazzino quando mi tolgo la barba, ma la verità è che sono uno dei più “vecchi” insieme a Luca Dotto, Ilaria Bianchi e Edoardo Giorgetti. Il mio è un post che ha destato un po’ di rumors, ma non è ancora arrivato il momento di smettere.
Mi sentivo di scrivere quelle cose. Mi sto rendendo conto che è veramente dura dire addio a qualcosa che ti ha preso tutto e che è stato bellissimo, quindi vedo, e non parlo solo del nuoto, che gli atleti di alto livello fanno purtroppo fatica ad avere un appoggio psicologico e accettare di dire basta e smettere di fare qualcosa che ti piace”
Hai scritto di cose importanti in quel post, hai detto che hai voglia di vivere la vita anche fuori dal nuoto, farti una famiglia e sono cose belle e sane, però fanno anche pensare che se fai nuoto a un certo livello, non c’è spazio per altro.
Assolutamente no, non c’è spazio per altro se vuoi fare nuoto ad altissimo livello. Apprezzo tantissimo i ragazzi che associano scuola e studio, cito Zazzeri e Restivo che tra l’altro stanno facendo una cosa molto bella con il loro podcast: per me sono supereroi.
Io invece adesso sto puntando tutto sul nuoto perché è meglio fare una cosa fatta bene che due fatte male. Adesso si, ho voglia di vivere. Non che adesso non lo stia facendo, mi piace tanto fare ciò che faccio, ma fuori dal nuoto c’è una vita vera, anche sotto l’aspetto lavorativo ad esempio. Il nuoto è un lavoro e anche bellissimo, ma fuori c’è altro.
Per fortuna i gruppi sportivi, nel mio caso la Polizia di Stato, ci supportano molto. E dopo il nuoto farò sicuramente il poliziotto. Voglio prendermi un cane, voglio sposarmi con la mia fidanzata, fare figli e ho tanti progetti. Il nuoto ti toglie tanto”
Marco Orsi ha fatto un pensierino sulla sua ultima gara?
Si, diciamo che sarà un po’ dopo Luca Dotto. In realtà ho un obiettivo: l’anno prossimo ci saranno i Giochi del Mediterraneo. Chiaramente partecipare con la nazionale di Nuoto è impossibile per me, ma vorrei partecipare con la nazionale di Nuoto Pinnato, che dalla prossima edizione dei Giochi del Mediterraneo sarà aggiunto al programma.
Avrei piacere di vestire la maglia della nazionale anche in occasione di questo appuntamento. Quella potrebbe essere una delle mie ultime gare da protagonista”

È importante avere un obiettivo così importante per arrivare a fine carriera.
Sono sereno, in tanti mi dicono di non smettere, ma il mio corpo non regge più. Mi sono tolto le mie soddisfazioni e credo che sia giusto dire basta quando arriva il momento.
Ci sono vari step nella vita e io a quasi 35 anni sono felice, sono integro fisicamente e mentalmente e vorrei smettere al momento giusto, non voglio prolungare troppo”
Uno dei ricordi più belli di tutti questi anni?
Sicuramente la prima qualifica alle Olimpiadi, ottenuta proprio nello Stadio del Nuoto di Riccione nel 2012, è stata una delle cose più belle mai vissute perché c’era anche la mia famiglia.
Poi partecipare alle Olimpiadi, vincere medaglie importanti ed essere riconosciuto come uno dei migliori velocisti di quel tempo. Ma la cosa che in realtà mi fa ancora più piacere è che la gente mi riconosca come Marco e non come Marco Orsi, quindi è arrivata prima la persona e poi l’atleta e questo credo sia la vera vittoria”
È vero, Marco Orsie è diventato anche un po’ uno dei simboli del nuoto italiano: evidentemente hai fatto cose belle oltre i risultati in vasca.
Grazie. Il nuoto è uno sport veramente duro e vedo purtroppo che le ultime generazioni sono molto fragili, mollano al primo errore e non va bene, anzi.
Credo che sbagliare sia uno stimolo per andare sempre più in alto. E poi c’è di peggio nella vita che sbagliare una gara”
Quello che ho notato in tanti anni è che riesci ad arrivare a certi livelli se hai delle qualità, ma soprattutto se decidi anche di annullarti per il nuoto e vedo che alcuni non hanno voglia di annullarsi. Vogliono vivere il nuoto diversamente, che non è sbagliato.
Certamente, non è sbagliato perché abbiamo una vita fuori dal nuoto, ma si, dici bene, bisogna annullarsi completamente per raggiungere certi livelli.
Bisogna essere predisposti a dare il tutto per tutto e caratterialmente non è facile. Molti restano solo sul loro talento senza allenarsi magari in modo corretto. Tutti abbiamo un talento, ma il talento va allenato. Bisogna mettersi sotto e allenarsi bene”
Del resto certe esultanze in determinate gare parlano chiaro: talvolta un risultato positivo è anche una liberazione!
Eh si, in alcune manifestazioni anche io ho esultato in maniera evidente. Sono uno che vede lo sport come una cosa in cui spingere il proprio corpo al limite. Mi manca la medaglia olimpica, potevamo prenderla in staffetta, ma purtroppo mancava sempre una quarto elemento.
Adesso c’è, la staffetta è completa e infatti la 4×100 stile, che ha quattro fenomeni, ha avuto la possibilità di vincere medaglie olimpiche. Io sono comunque felicissimo, va bene così, ho vinto nella vita”
Un messaggio ai giovani, tu sei all’altezza di poterlo fare: come bisogna gestire l’ansia pre e post gara che ultimamente è sempre più presente?
Purtroppo è vero, ho notato anche io questo problema sempre più presente. Ciò che posso consigliare è di chiedere aiuto, non siamo super eroi. Ci sono persone predisposte ad aiutarci, come lo psicologo dello sport, l’allenatore, la famiglia, un amico, un campione.
Non abbiate paura di confrontarvi, siamo umani e anche questo fa parte del gioco. In gara bisogna lasciarsi andare e divertirsi. Se non ti diverti, tutto diventa pesantissimo”

Il nuoto ha fatto bene alla vita di Marco Orsi?
Tantissimo, lo consiglio a tutti. Ci sono alti e bassi, ma il nuoto e in generale lo sport mi ha insegnato tantissimo. Mi ha insegnato a essere uomo, i valori, a perdere e rialzarsi. Ho provato emozioni che non avrei mai pensato di vivere.
Ho conosciuto gente fantastica, campioni straordinari e soprattutto la persona che c’è dietro ogni atleta, perché non siamo robot, ma siamo persone, uomini e donne che se il risultato non arriva sono i primi a starci male”
L’ultima domanda te la faccio in stile Marzullo: fatti una domanda e datti una risposta!
Come sarà il nuoto dopo Marco Orsi? Continuerà tranquillamente, ma penso che un Marco Orsi nell’ambiente faccia bene. A me piacerebbe rimanere e aiutare le nuove generazioni a realizzare i propri sogni come ho fatto io.
Ovvio che non è un percorso facile, è lungo, ma si può fare. È ciò che sto facendo con i camp di nuoto, oltre a insegnare la tecnica giusta. Partenze, virate e arrivi sono ancora cose che si curano poco in allenamento e sono cose che ti possono permettere di migliorare tanto senza fare la fatica necessaria che devi fare per nuotare tantissimi chilometri”
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