Con Martinenghi ha dimostrato uno spessore umano, oltre che tecnico, enorme e può diventare “la cura” per tanti giovani che rischiano di perdersi
Marco Pedoja è stato ufficializzato come nuovo tecnico dello staff delle squadre nazionali giovanili ed universitaria.
Lo ha annunciato la Federnuoto, spiegando che Marco Pedoja avrà un ruolo importante nell’ambito di un progetto federale che ha come obiettivo quello di valorizzare ulteriormente le professionalità che hanno contribuito a ottenere i ciclici successi delle ultime stagioni.
La mentalità di un atleta è fondamentale per il suo percorso – spiega Marco Pedoja a Swim4Life Magazine – Tanti ragazzi si perdono guardando all’esterno e per farlo oggi basta anche semplicemente guardare il proprio smartphone: spesso pensano che tutto è impossibile da realizzare, che gli altri sono più bravi e talvolta si sentono arrivati quando magari, invece, hanno fatto ben poco. Il confronto con quello che non conosci e la mentalità di non mollare mai quando sei davanti a una situazione, può invece fare la differenza. Le difficoltà non esistono veramente, sono limiti che vogliamo crearci. È questo quello che vorrei portare a ragazzi e ragazze giovanissimi”
L’entusiasmo che traspira dalle parole di Marco Pedoja è evidente, così come la soddisfazione di essere stato designato per un ruolo così importante, che può rappresentare una “cura” per tanti atleti che purtroppo talvolta si perdono per varie ragioni.
Da atleta non sono mai stato forte, non sono mai arrivato nemmeno agli Assoluti, proprio perché ero gestito in maniera superficiale ed è stato proprio questo che mi ha spinto a fare il tecnico – racconta Marco Pedoja – Dobbiamo lavorare “sugli altri”, fin da giovani, affinché possano crescere e rappresentare atleti importanti per la nazionale. Bisogna cambiare la mentalità dei giovani”
Come hai accolto la chiamata della Federazione? Era una cosa a cui avevi pensato?
Non me lo aspettavo – confessa Marco Pedoja – Forse ci speravo, perché mi piace come prospettiva, è stimolante, lo vedo un ruolo molto ampio, ma non me lo aspettavo. Mi piace l’idea di poter aiutare, sistemare, fare da equilibratore. Quando ho visto che tutta la Federazione fosse convinta di questa scelta, mi sono sentito gratificato.
Mi piacerebbe portare società e altri allenatori a sposare un pochino il punto di vista della Federnuoto. Avrei voglia, una volta ogni settimana o due, di girare per le varie regioni e cercare di trasmettere qualcosa, creare un confronto di crescita.
Spesso i problemi sono più strutturali, ma ritengo che il confronto sia comunque prezioso. La Federazione vuole proprio questo: non centralizzare più gli atleti di alto livello soltanto presso i Centri Federali e io sono molto contento di avere questo nuovo ruolo. Mi sento stimolato, mi piace. La Federnuoto mi ha detto che questo è proprio il ruolo per me e questo mi rende orgoglioso”
Laureato in Scienze Motorie dal 2009, 39 anni compiuti lo scorso nasce il 6 gennaio 1986, Marco Pedoja ha già dimostrato di avere elevate capacità gestionali dei giovani, non soltanto sotto l’aspetto tecnico, ma anche mentale.
Questo ha fatto sicuramente la differenza anche nei risultati ottenuti con Nicolò Martinenghi, che hanno portato l’atleta a vincere tutto, incluso l’oro olimpico.
La nuova avventura è dunque proprio il frutto di un lavoro che va oltre le medaglie vinte con Martinenghi.
Marco Pedoja ha fatto un lavoro enorme in oltre dieci anni. Perché ha saputo gestire il ragazzo prima che l’atleta, anche quando Tete era in grandi difficoltà e in giovane età è facile perdersi e non riuscire a ritrovare la strada giusta. Lo abbiamo visto, purtroppo, non poche volte.
Pedoja è stato invece capace di gestire l’evoluzione di Martinenghi, mentale e fisica, da ragazzino a uomo e questo non era affatto scontato.
Marco Pedoja ha saputo condurre una nave attraverso la tempesta, portarla in mari calmi e infine nel porto sicuro ed è quello che da oggi può fare anche con tanti altri giovani talenti del nuoto italiano.
Oggi potrebbe sembrare facile dire che questo aspetto ha fatto la differenza sulla scelta della Federnuoto riguardo me, ma in effetti ritengo che dovrebbe essere normale per qualsiasi allenatore saper gestire l’aspetto umano degli atleti che preparano – spiega Pedoja – L’allenamento in piscina è importantissimo, ma non c’è solo quello: sono ragazzi e ragazze giovani che si mettono nelle tue mani e devi saperli supportare e aiutare anche dal punto di vista umano, costruendo una mentalità che li rende sicuri si se.
Soltanto così possono diventare dei vincenti. Con Martinenghi mi confrontavo a 360 gradi con tutto lo staff e con lui, è stato cresciuto come un figlio”
Quando si parla con un atleta gli si chiede che sogni e ambizioni ha per i propri traguardi: tu che ambizioni hai per il tuo percorso da tecnico? Cioè, da oggi sei un nuovo tecnico dello staff delle nazionali giovanili, ma dove ti piacerebbe arrivare?
Bella domanda. Di sicuro non ho ambizioni di arrivare a fare il Direttore Tecnico, sono più un mulo da traino, quindi spero di poter aiutare tutto il movimento. Dove posso arrivare non lo so, dipenderà molto anche di chi deciderà. Sicuramente ciò che verrà sarà il frutto di ciò merito”
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