Michael Phelps diventa immortale!
Onore al vero campione che è già mito.
di Paco Clienti.
Una vita intera dedicata al nuoto, un grande impegno da mantenere, una grande passione curata giorno dopo giorno. “Mangiare, dormire e nuotare, è tutto quello che so fare” è una delle frasi più celebri di Michael Phelps, il più grande campione mai esistito sino ad oggi e sarà dura superare le sue gesta, anche tra 100 anni probabilmente!
La dedizione e l’amore per il nuoto, la voglia di porsi continue sfide e la volontà di vincerle tutte. L’immensa pressione da reggere, quella che i media ti scaraventano addosso quando inizi a vincere e poi ti ripeti, quando dimostri a tutti di essere il più forte e lo fai in ogni gara. A quel punto allora certi giornalisti si sforzano di andare a scovare le debolezze del campione, forse per dimostrare al mondo intero che anche lui è un essere umano come tutti gli altri.
E ne ha passati di guai lo squalo di Baltimora, ne sono girate di immagini e notizie che lo hanno messo a nudo di fronte al mondo intero, in difficoltà con tutti e nelle condizioni di dover giustificare e spiegare la sua vita privata al resto del mondo.
Un arresto per guida in stato di ebbrezza nel 2004 e la storia della cannabis ad inizio 2009 furono i momenti forse più difficili da superare per Michel Phelps che è stato più volte bersaglio dalle più infami diffamazioni.
Ma il vero campione guadagna la fama e la forza non solo con le gesta che compie quando è sul campo di gara, ma anche per come reagisce agli attacchi che riceve quando è fuori dall’acqua. Ed anche durante queste Olimpiadi di Londra Michelone ne ha ricevuti di attacchi da parte dei giornalisti che impietosi ed irrispettosi di un atleta che doveva proseguire il suo cammino olimpico appena iniziato, lo bersagliarono amaramente dopo la prima gara, il 400 misti nei quali Phelps arrivò 4°. Si parlava già di flop dello squalo di Baltimora, si parlava già di un nuotatore finito e di un atleta non più competitivo. Phelps era già condannato ma senza scomporsi, il campione affermò “Ne riparliamo ad Olimpiadi finite, solo allora faremo un bilancio”. E via, avanti per la sua strada.
Arriva un’altra sconfitta cocente, nei 200 farfalla dove incontra il giovane talento sud africano Le Clos che lo beffa all’ultima bracciata! Phelps deve accontentarsi dell’argento e deve subire ancora i giornalisti che lo stuzzicano davanti alle telecamere statunitensi. Quegli stessi statunitensi che lo avevano eretto a mito dopo le vittorie di Pechino e che ora erano pronti a buttarlo giù dal ponte alla prima difficoltà, alla prima sconfitta.
Era arrivato il momento giusto per Michael Phelps per uscire fuori dalla mischia ed entrare per sempre nella storia, non solo del nuoto, ma di tutti gli sport, diventando così un essere immortale!
E allora arriva la prima impresa con l’oro della staffetta americana della 4×200 stile libero, oro con il quale Phelps diventa l’atleta più medagliato della storia delle Olimpiadi, superando il primato detenuto dalla ginnasta sovietica Larisa Latynina (1956-1964) con 18 medaglie olimpiche complessive!
È quello l’evento che scatena il campione e allora basta un giorno a Phelps per prendere consapevolezza che ormai era nella storia e nessuno glielo poteva togliere, per capire che ora tutto sarebbe cambiato solo in conseguenza alla sua forza in quella che per lui era l’ultima competizione della sua carriera.
Arriva così la straordinaria gara perfetta dei 200 misti nella quale non solo batte il suo rivale e compagno di squadra Ryan Lochte ma vince l’oro tra il clamore del pubblico! Phelps è rinato!
“Non stuzzicare il cane che dorme” si dice ed in questo caso potremmo dire “non stuzzicare lo squalo che non morde” ma ormai lo squalo di Baltimora era di nuovo affamato e dopo l’oro dei 200 misti arriva il giorno dopo anche quello dei 100 farfalla nei quali batte proprio Le Clos. È tripudio per lo statunitense che completa l’opera vincendo altri due ori nei giorni successivi con le staffette della 4×100 stile libero e 4×100 mista!
Non ce n’è per nessuno, Phelps è il più medagliato della storia delle Olimpiadi, è l’atleta con più ori olimpici in assoluto, ben 18 ed è l’unico ad aver vinto tre titoli olimpici in due diverse specialità in tre Olimpiadi di fila, i 200 misti e 100 farfalla ad Atene 2004, Pechino 2008 ed ora a Londra 2012!

“Sul podio mi sono reso conto che era finita. Ho sentito le lacrime salire, ho cercato di respingerle, ma poi ho deciso di lasciarle scendere perché questi momenti non torneranno più. E’ uno dei punti più alti della mia carriera“ – ha dichiarato Phelps al termine dei Giochi.
La madre, che lo ha seguito in tutte le sue competizioni, non poteva immaginare che il figlio piccolo che teneva in braccio sarebbe un giorno diventato il più grande campione di tutti i tempi!
L’avventura acquatica di Phelps iniziò alle Olimpiadi di Sydney del 2000, dove a soli 15 anni fu il più giovane nuotatore statunitense a prendere parte ai Giochi Olimpici fin dal 1932. Un anno dopo a soli 16 anni, ai Mondiali di Fukuoka vinse il primo titolo nei 200 farfalla! Da lì è stata una carriera in crescendo, con traguardi straordinari come quello degli otto ori olimpici di Pechino 2008.
Ora è arrivato il momento del riposo con il ritiro annunciato dal campione prima di queste Olimpiadi.
“Ho sempre detto che non voglio nuotare fino a trent’anni. Se avessi voluto, avrei potuto continuare altri tre anni, ma credo che sia il momento di lasciare, di fare qualcosa di diverso nella mia vita. Voglio rilassarmi e occuparmi della mia fondazione per aiutare il mio sport a crescere ancora. Grazie al nuoto ho scoperto posti meravigliosi di cui ho visto solo piscine e hotel“sono le ultime parole di Phelps che da oggi è un ex.
Le sue prime destinazioni previste sono l’Australia e l’Europa. Vuole fare immersioni in gabbia tra i grandi squali bianchi e vivere davvero le città del mondo.
Su di lui sono stati già scritti diversi libri, tra cui ricordiamo il più famoso “No limits: the will to succeed”, nel quale si racconta la vita del campione dall’infanzia fino alle otto medaglie d’oro conquistate a Pechino. È stato realizzato un video games, “Push the limit” nel quale si può sfidare il campione in una gara di nuoto in modalità Kinect.
Ora aspettiamoci altri libri e magari un film, perché ciò che Phelps ha realizzato da atleta sarà difficilmente ripetibile e per ciò che è riuscito a fare alle Olimpiadi di Londra, merita un posto nella storia eterna, merita l’immortalità, assolutamente guadagnata!
Onore al vero campione!
Swim4Life Magazine Nuoto, Paralimpici e Master 
