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Master, fino a che punto oggi è davvero amatoriale?

Master, fino a che punto oggi è davvero amatoriale?
I numerosi ex campioni del passato potrebbero rompere il giocattolo?

Darian_Townsenddi Paco Clienti
Fino a che punto Master? Si, bisogna chiederselo, perché con il passare degli anni e con l’evoluzione del settore, non si può più certo parlare di amatoriale visti gli sponsor che iniziano a girare e visti anche i sempre più numerosi atleti ex olimpionici che prendono parte ai Circuiti. Oleg Lisogor, Ryk Neethling, Vladimir Tkachenko, Breus Sergey, Nataliya Khudyakova, Katie Birchall, Vladimir Selkov, Sandra Kazikova, Claudia Pollcosta, ma i nomi di atleti che hanno partecipato e vinto medaglie importanti ai Giochi Olimpici e le altre competizioni internazionali importanti che oggi sono atleti master, ne sono tantissimi!
In queste settimane sta spopolando la notizia dei cinque Record del Mondo M25 infranti dallo statunitense Darian Townsend (foto di Ichigo Takikawa), nei 100 misti con il crono di 53”47, 50 dorso con 24”55, 200 stile con 1’44”90, 100 farfalla con 52”45 e 50 stile con 22”08.
Townsend non si è fermato qui e domenica 24 novembre ha infranto altri tre Record del Mondo in occasione del Ron Johnson, manifestazione in vasca corta svolta in Arizona, durante la quale ha fatto registrare 23”53 nei 50 farfalla, 48”29 nei 100 stile libero ed ha collaborato a realizzare il 3’43”64 della 4×100 misti M100-119 della Tucson Ford Masters. Nella prima frazione della staffetta, Townsend ha inoltre sfiorato il Record del Mondo nei 100 dorso, chiudendo in 54”32, a pochi centesimi dal 54”23 detenuto dal brasiliano Leonardo Sumida.

Si tratta di tempi impressionanti, con i quali Darian Townsend avrebbe disputato le finali in quasi tutte le tappe della World Cup Arena terminata appena due settimane fa, nella quale avrebbe addirittura colto il podio in alcune occasioni! Non è in parte assurdo tutto ciò?

Questa evoluzione sta stravolgendo il settore master che pur restando aperto a tutti, potrebbe diventare un settore competitivo solo per ex campioni. Gli amatoriali, quelli veri che non hanno un passato natatorio glorioso, potrebbero man mano non trovare più spazio nelle classifiche internazionali ed a quel punto cosa incentiverà il movimento.
Cosa farà si che il settore possa continuare a crescere se gli amatoriali, che oggi rappresentano l’85% degli atleti che partecipano al movimento, non avranno più spazio sui podi delle competizioni internazionali?
Probabilmente è arrivato il momento di cambiare qualcosa?
Forse sarebbe opportuno suddividere il settore in due o anche tre categorie, tenendo conto di certi aspetti e facendo si che la competizione resti viva ed aperta anche per gli amatoriali?
Forse la FINA dovrebbe prendere in esame l’argomento, prima che questo possa nel tempo compromettere la promozione del settore master del nuoto che oggi, per ciò che muove economicamente, è diventato il motore trainante del settore agonistico.

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine
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