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Fabio Scozzoli alla Rocky per forgiare una nuova rana in Austria.

Da solo con il Nuoto per ritornare più grande di prima.

È caduto, si è rialzando rispettando le tempistiche giuste e umilmente si è rimesso a lavoro per ritrovare se stesso dopo un periodo difficile a causa di quello sfortunato infortunio che ha condizionato la sua stagione nell’annata passata, ormai alle spalle. Fortunatamente oggi è solo un ricordo per Fabio Scozzoli quella stagione vissuta tra sofferenze e incertezze, dalla quale però forse ne è uscito mentalmente più forte di prima. Adesso ha scelto l’Austria e Dirk Lange per forgiare e portare a nuova vita la sua armatura da ranista con la quale affrontare nuove e più ardue sfide. Di certo Fabio Scozzoli non ha bisogno di presentazioni per introdurre questa intervista, ma è bene ricordare che l’atleta Azzurro ha conquistato fino ad oggi 22 medaglie in campo internazionale, tra cui due medaglie d’argento ai Mondiali di Shanghai nei 50 e 100 rana, una d’oro nei 50 rana ai Mondiali indoor di Istanbul 2012 nei 100 rana, una d’oro ai Campionati Europei di Budapest 2010 nei 50 rana e ai Campionati Europei di Debrecen 2012 nei 100 rana e 16 titoli italiani, oltre ad essere l’attuale primatista italiano nei 50 e 100 rana sia in vasca corta che lunga e primatista europeo nei 50 rana in vasca corta. Adesso c’è una nuova strada da percorrere sulla quale ci sono gli imminenti Mondiali indoor di Doha, quelli di Kazan e poi allungando lo sguardo all’orizzonte, le Olimpiadi di Rio nel 2016.

L’anno scorso di questi tempi stavi cominciando la riabilitazione dopo l’operazione al ginocchio. Come ricordi oggi il periodo dell’infortunio che ha condizionato la stagione?
«Ricordo che di questi tempi stavo iniziando di nuovo a nuotare a stile libero, dorso e delfino. Devo dire che tornando indietro sembra che tutto sia passato velocemente, un anno passa in fretta. Sicuramente il periodo più duro è stato l’ultimo, quando tra maggio e luglio pensavo di poter nuotare bene e invece mancava ancora parecchio per ritrovare la condizione. Lì è stato più difficile restare mentalmente sicuri di se stessi e di quello che si poteva fare. Un anno fa in questo periodo ero ancora in un momento tranquillo.»

Fabio_Scozzoli_IMG_7482Infatti nonostante un valido recupero e la volontà di andare a Berlino, alla fine non ce l’hai fatta a tornare in forma e hai dovuto saltare i Campionati Europei. Stando ai risultati poi te ne rammarichi?
«No assolutamente. Credo sia stata fatta la scelta giusta e col senno di poi la rifarei sicuramente. Per tutta la scorsa stagione ho detto che sarei andato agli Europei solo se fossi stato competitivo. Competitivo non lo ero e sono contento di essere rimasto a casa. Ho avuto tempo per allenarmi di più ed anche il fatto di poter aver ripreso a gareggiare a livello internazionale con gare più soft come la World Cup ed il Meeting di Singapore che hanno rappresentato un buon rientro, mi ha aiutato per prendere confidenza con le gare.»

Cosa ne pensi di questo Adam Peaty che a Berlino ha fatto risultati straordinari e che sicuramente ti ritroverai in vasca ai Mondiali?
«È un fenomeno, c’è poco da dire! Uno che in un anno riesce a passare da 1’00” a 58”5 come ha fatto lui, non è poco. Sicuramente la rana ha fatto passi in avanti incredibili. Si sta cambiando il modo di allenarsi e credo che in particolar modo l’allenamento a secco possa dare ancora grandi margini di miglioramento per il futuro in generale, ma nella rana forse ancora di più perché è uno stile “lento” dove serve forza ed esplosività. Lui è un atleta molto potente, molto forte e questo nonostante abbia solo poco meno di 20 anni. Vedremo se ha ancora grossi margini di miglioramento come dovrebbe essere per uno alla sua età e se così fosse gli stringeremo la mano perché vorrà dire che sarà veramente inarrivabile. Io intanto lavoro per tornare meglio di prima e poi vedremo.»

A parte Peaty, la Gran Bretagna ha dimostrato in occasione degli ultimi Campionati Europei di aver fatto un passo in avanti importante ed aver voltato pagina, riscoprendo nuovi giovani campioni. Cosa servirebbe a noi per fare un salto in avanti e colmare certi gap che abbiamo nei confronti di altri Paesi?
«Forse un po’ più di apertura mentale e tecnica.»

Fabio_Scozzoli_IMG_7188Siamo ancora troppo conservatori?
«E’ probabile. Adesso stiamo cominciando a guardarci intorno e magari i primi frutti si vedranno in futuro. Serve sicuramente tanta umiltà e voglia di imparare soprattutto da parte dei vertici perché è da lì che poi si arriva alle Società e quindi alle basi per far si di poter insegnare il nuoto moderno nelle scuole nuoto.»

Non è che abbiamo ancora la presunzione di essere forti guardando i risultati che sono stati fatti anni fa?
«Stavo dicendo proprio questo. C’è bisogno di umiltà ed accettare il fatto che c’è chi è più avanti di noi e cercare di sfruttare le esperienze che possono arrivare dall’estero. Quando un’azienda non funziona si prende un direttore esterno e magari dovremmo fare la stessa cosa noi prendendo qualcuno da fuori che cerchi di sistemare un po’ le cose, ma in Italia questo è molto ma molto difficile.»

Nella tua carriera manca l’oro ai Mondiali e alle Olimpiadi ed il biennio olimpico appena iniziato ti da la possibilità di inseguire questi due risultati. Come hai programmato di preparare questi due importanti eventi?
«La programmazione che ho fatto con Dirk è a lungo termine perché vengo da un infortunio pesante. Sono tornato a buon livello ma non credo ancora di poter gareggiare con i migliori al mondo. Prima di tutto quindi mi piacerebbe tornare il prima possibile sotto il minuto nei 100 in lunga, no so se ai Campionati Italiani assoluti di dicembre o quelli di aprile, e poi dopo ampliare un po’ le vedute, guardarsi un po’ intorno e battere più gente possibile. Per Kazan c’è una stagione interna, per Rio ce ne sono due, quindi di tempo ce n’è.»

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Fabio_Scozzoli_IMG_6874Due anni fa decidesti di restare ad Imola perché dicesti che è l’ambiente giusto per te, nonostante il trasferimento a Verona di Tamas. Oggi invece hai deciso di andare in Austria per allenarti con Dirk Lange. Cosa è cambiato nella tua prospettiva in questi due anni?
«L’anno in cui ho deciso di restare a Imola nonostante Tamas si fosse mosso, i suoi frutti li ha dati perché quell’anno non era in gran forma ai Mondiali di Barcellona, ma per tutta la stagione sono andato fortissimo: ho vinto i Mondiali in vasca corta ed ho nuotato più volte sotto al minuto, cosa che non mi era mai successa nella mia carriera nemmeno negli anni dei Mondiali di Shanghai e delle Olimpiadi di Londra. Anche in vasca corta subito dopo i Mondiali, quando ero veramente in forma, ho tirato giù mezzo secondo nei 50 e quasi un secondo nei 100, quindi in realtà il lavoro aveva dato i suoi frutti ma semplicemente non nel momento giusto. Sicuramente sotto questo punto di vista c’era qualcosa da aggiustare a livello di tempistica. Non era facile gestire le cose in due posti diversi, probabilmente c’è stato un problema di poco dialogo tra i due allenatori, probabilmente anche per colpa mia e quindi non è andato tutto come doveva. Era comunque una situazione che mi piaceva perché ero a casa, una volta al mese andavo su a Verona, tenevo alti gli stimoli perché mi allenavo con ranisti forti che erano anche miei avversari. Dopo Barcellona, per vari motivi, decisi che la mia avventura con Tamas era finita perché bisogna riconoscere quando si è arrivati al capolinea in una relazione lavorativa e quindi molto serenamente ho cominciato a cercare altre soluzioni come ne parlavo già a Barcellona stesso. Pensavo a Marsiglia ad esempio, poi però mi sono rotto il ginocchio e mi sono dovuto fermare avendo così un anno intero per pensare bene a dove andare.»

La cosa molto significativa però è che la tua scelta è stata quella di andare all’estero, così come hanno fatto altri, particolare che da una parte è interessante per vedere come ritornerete da queste esperienze, ma dall’altra è struggente perché ci fa capire che qui in Italia per determinati livelli non siamo preparati in questo momento o non è così?
Fabio_Scozzoli_IMG_7172«Non lo so, io credo che in Italia quello che di meglio c’era per la rana io l’ho potuto avere perché Tamas secondo me non ha eguali, in Italia ma anche in Europa visto che credo sia uno dei migliori allenatori a livello tecnico per il mio stile. Però sinceramente credo che non potevo avere nient’altro da lui e mi sarebbe piaciuto cambiare e cercare qualcosa di nuovo e possibilmente di meglio. È chiaro che non si cambia mai per fare un passo indietro ma per farne uno in avanti e per far questo non avevo più niente da cercare in Italia. Mi dispiace ma se facessi un altro stile, ad esempio stile libero, non avrei dubbi ad andare da Rossetto. Con lui Pippo (Filippo Magnini n.d.r.) ha fatto quello che ha fatto perché è un fenomeno ma anche perché ha avuto un bravo allenatore e la stessa cosa vale per Luca Dotto. Fortunatamente per quello stile abbiamo una buona scuola, ma per la rana no. Io ho cercato il meglio che c’era e fortunatamente l’ho trovato anche vicino.»

A proposito, come ti trovi con Lange e la nuova location?
«Con il tecnico bene, per la location diciamo che l’Austria è un po’ triste, però è un ottimo posto per allenarsi perché ci sono poche distrazioni. La piscina è fantastica in quanto nuovissima, ha aperto da tre anni ed ha tutto all’avanguardia. C’è differenza andare a lavorare ed entrare in un palazzo decadente o in un palazzo super tecnologico.»

Dove c’è solo il nuoto però.
Fabio_Scozzoli_DSC_0332«Si solo quello.»

Da come la descrivi sembra un po’ di rivedere le scene del film Rocky III quando lui va ad allenarsi a Philadelphia per ritrovare se stesso.
«Si è vero – risponde sorridendo Scozzoli – ma anche quelle di Rocky IV quando lui va ad allenarsi in Russia dove non c’è null’altro che la Boxe. Adesso anche per è me è più o meno così.»

Come state gestendo tu e Carlotta questa situazione?
«In questi due mesi iniziali ho fatto molte gare in Italia e per fortuna ci siamo visti spesso. Sicuramente non è un sacrificio da poco soprattutto perché siamo abituati a vivere insieme ed allontanarci così non è facile, però è solo questione di questi mesi iniziali durante i quali devo instaurare un rapporto sicuro tra allenatore e atleta, nel quale lui deve imparare a conoscermi ed io devo imparare a conoscerlo. Da Gennaio farò periodi a casa e periodi in Austria e quindi sarà sempre dura ma sicuramente più facile.»

Quali sono i tuoi obietti per i prossimi Mondiali indoor?
Fabio_Scozzoli_IMG_7700«Potrei dirti obiettivi cronometrici perché non so quello che possono fare gli altri e quindi non saprei dirti cosa posso fare io. Sicuramente mi piacerebbe molto prendere una medaglia sia nei 50 che nei 100 anche se mi vedo meglio in quest’ultima specialità. Devo dire che in questo momento non mi sento veloce e quando vado sulle frequenze dei 50 perdo acqua. È ancora difficile fare un 50 però manca ancora la parte finale della preparazione durante la quale taglierò un po’ la palestra, diminuirò i chilometri nuotati e farò più velocità. Vedremo.»

Ci aspettiamo grandi cose da Fabio Scozzoli!

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Paco Clienti

Responsabile Redazione Swim4Life Magazine